Federalismo fiscale. La Corte dei conti in audizione: “Ssn non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità”. Al Sud 100 euro a testa in meno per le spese sanitarie

Federalismo fiscale. La Corte dei conti in audizione: “Ssn non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità”. Al Sud 100 euro a testa in meno per le spese sanitarie

Federalismo fiscale. La Corte dei conti in audizione: “Ssn non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità”. Al Sud 100 euro a testa in meno per le spese sanitarie
La magistratura contabile in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale che a tutt’oggi è inattuato. Tra Nord e Sud molte differenze nella spesa pro capite: al Nord si spendono in media 100 euro in più a cittadino rispetto al Sud. E per la Corte gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, sono una testimonianza delle differenze tra i sistemi santari regionali. IL DOCUMENTO

“Nonostante il percorso di graduale avvicinamento ai livelli essenziali, il sistema sanitario non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità. Gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, ne sono una testimonianza”. È quanto afferma la Corte dei conti in videoconferenza, presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in relazione allo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
 
“Il fenomeno – spiega la Corte – può essere rilevato anche attraverso i dati della mobilità interregionale o anche quelli relativi alle Regioni in piano di rientro sanitario, quelle che presentano i problemi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico più evidenti (senza considerare le diverse politiche regionali sui ticket)”.
 
Inoltre la Corte ha pubblicato una tabella in cui mette a confronto la spesa pro capite per la sanità che in media tra le Regioni a statuto ordinario è di 2.120 euro ma guardando meglio sono molte le differenze: al Nord la spesa media è di 2.139 euro contro i 2.046 del Sud.

 
“Per le Regioni – evidenzia la Corte – è da considerare che la gestione sanitaria assorbe la parte preponderante delle risorse e che le correlative entrate confluiscono nel Fondo sanitario nazionale (FSN) da ripartire in base a criteri volti ad assicurare il livello delle prestazioni essenziali, rimettendo gli ulteriori interventi ad uno sforzo finanziario aggiuntivo. I servizi sanitari hanno un impatto rilevante sulle risorse pubbliche e sul bilancio regionale con un’incidenza della spesa sanitaria pari a circa l’80% di quella complessiva per la quasi totalità delle Regioni e un considerevole peso sulla determinazione del valore pro capite”.
 
La Corte poi evidenzia anche cosa occorrerebbe fare: “Temi quali il rafforzamento dell’autonomia tributaria, lo sviluppo del ruolo di coordinamento della finanza territoriale, la fiscalizzazione dei trasferimenti statali, il superamento della spesa storica (con l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni ed il finanziamento delle funzioni sulla base dei fabbisogni e dei costi standard), costituiscono ancora oggi un obiettivo inattuato, con esiti negativi per l’attivazione di meccanismi virtuosi nell’ambito della responsabilità impositiva delle Regioni e per la conseguente ridotta responsabilizzazione delle autonomie territoriali”.
 
L.F.

L.F.

27 Ottobre 2021

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