Covid. Se anche gli psicologi parlano di tamponi…

Covid. Se anche gli psicologi parlano di tamponi…

Covid. Se anche gli psicologi parlano di tamponi…

Gentile Direttore,
nell’era del digitale, cercando nella rete della letteratura sulla politica dei cicli nella diagnosi molecolare per SARS-CoV-2, puoi avere la sorpresa che il motore di ricerca ti rimandi a un movimento di psicologi e psicoterapeutici che probabilmente, essendo chi le scrive dei medici e biochimici, mai l’avrebbe inserito tra le categorie scientifiche in cui cercare una peculiare informazione di biologia molecolare. Ma la sorpresa ancora più grande è di trovarsi citati nella biografia di un documento sottoscritto da 47 psicologi italiani.
 
È esattamente quello che chiunque può verificare digitando su Google “Effetti psicologici dei test tampone” prodotto dal SinergEtica, movimento di Libera Psicologia dove, alla voce bibliografica n. 5, trova un nostro intervento pubblicato su QS del 7/01/2021, dal titolo “L’esplicitazione nel referto dei cicli nell’ analisi molecolare per SARS-Cov-2. Cui prodest?”.
 
L’articolo di SinergEtica è una critica all’uso dei tamponi per SARS-CoV-2 che termina con una frase che non lascia dubbi “Stiamo assistendo ad un fenomeno di furore diagnostico i cui tratti delineano un quadro più sadico che scientifico. Cui prodest?
 
Non le scriviamo certo, Direttore, per l’espressione latina che fa il verso al nostro articolo, il quale propone un miglioramento nella refertazione (l’esplicitazione dei cicli) di uno strumento fondamentale nella diagnosi di Covid-19, qual è il tampone molecolare, mentre nel documento di SinergEtica la nostra citazione bibliografica è utilizzata per avvalorare una posizione esattamente antitetica: il documento infatti recita che “[…..]sono numerosi gli scienziati che hanno dimostrato la fallacia di tale strumento (il tampone) per fornire diagnosi di positività̀ al virus Sars-cov2 (bib, 5 […..]).
 
La nostra preoccupazione è che gli Psicologi non abbiano compreso il nostro articolo su QS e ne abbiano pertanto confuso e capovolto i contenuti.
In effetti il nostro articolo, pur scritto in termini colloquiali, non poteva non contenere anche il lessico specifico della microlingua, necessariamente settoriale, e rivolto a specialisti medici, biologi/biotecnologi.
 
Pur non contenendo il piano di studi della laurea in Psicologia specifici esami di immunologia, virologia, patologia medica, biochimica clinica e biologia molecolare, il documento di SinegEtica si addentra in argomenti specifici di queste branche del sapere, facendo una “marmellata” di affermazioni in cui non compare alcun distinguo tra tampone molecolare e antigenico, modalità di trasmissione del virus nei bambini, uso diagnostico della Reverse Transcriptase Polymerase Chain Reaction, costituzione chimica del tampone e lesioni provocate a livello di mucosa rinofaringea, falsi positivi dei tamponi (senza specificare quali) e capacità di gestione Covid-19 da parte delle strutture sanitarie.
 
In un momento di protesta in rete e nelle strade dei movimenti no Vax e no Green Pass e di effettivo disagio sociale e psicologico per migliaia di cittadini, riteniamo opportuno ed etico che si esprima su specifici temi scientifici solo chi ne ha la competenza accademica e opera pragmaticamente sul campo.
 
Il filosofo Ludwig Wittgenstein, nel celebre “Tractatus logico-philosophicus” – probabilmente noto agli psicologi, ha lasciato un'affermazione da meditare: “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere” che, declinata nell’epistemologia, è un invito al silenzio per intere categorie del sapere le quali, invece, hanno un disperato bisogno, pur nella incompetenza scientifica, di apparire.

Alessandro Camerotto
UOC Medicina di Laboratorio, AULSS 5 Rovigo

Valentina Muraro
UOC Medicina di Laboratorio, AULSS 5 Rovigo

Anna Mazzetto
Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Padova

Andrea Sartorio
Dipartimento di Medicina, Università degli Studi di Verona

03 Novembre 2021

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