“Rinaldo in campo” e le Case di Comunità

“Rinaldo in campo” e le Case di Comunità

“Rinaldo in campo” e le Case di Comunità

Gentile Direttore,
Rinaldo in campo è una commedia musicale, di Garinei e Giovannini, andata in scena per la prima volta al teatro Alfieri di Torino il 12 settembre 1961, che vedeva l’interprete, Modugno, paladino dei poveri programmare di poter realizzare tutta una serie di furti e ruberie pensando di avere alle spalle un vero esercito, ma accorgendosi, invece di essere … “ solamente in tre”!
 
Il ricordo di questa brillantissima commedia ritorna in mente pensando al futuro delle strutture delle Case di Comunità previste, in grandissimo numero, 1350, una ogni 50.000 abitanti, dal Pnrr con la modesta spesa di 2 miliardi di euro, per il futuro territoriale della sanità italiana. Il fabbisogno di personale sanitario per farle funzionare è stato stimato dall’Agenas, in 20-30 mila unità. Serviranno poi circa 10.000 unità di personale amministrativo e tecnico per far marciare la macchina e deburocratizzare il lavoro del personale sanitario.
 
Sono questi gli standard che entreranno nella riforma dell’assistenza territoriale su cui sta lavorando Agenas e che il suo direttore generale Domenico Mantoan ha messo nero su bianco in alcune slide presentate recentemente al Forum Risk Management.
 
Per quanto riguarda invece le Centrali operative territoriali (1 ogni 100mila abitanti ) lo standard di personale sarà di 5-6 infermieri e 1-2 unità di personale di supporto. Lo standard per le Usca (ce ne dovrà essere una ogni 100 mila abitanti) è di un medico e un infermiere. Infine gli Ospedali di Comunità (ce ne dovrà essere 1 ogni 50.000 – 100.000 abitanti, dotati di 20 posti letto) serviranno 9 Infermieri, 1 Coordinatore Infermieristico, 6 Operatori Sociosanitari, almeno 1-2 unità di Personale di Supporto (Sanitario e Amministrativo) e un Medico per almeno 4/5 ore al giorno per 7 giorni su 7.
 
Altro che il povero Rinaldo! Forse alla fine di tutta questa operazione non avrà al suo fianco nemmeno i due briganti e l’asino come mezzo di trasporto, per andare a combattere.
 
Dice, infatti la Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale che secondo il 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2021, il 94 % della popolazione ritiene indispensabile avere sul territorio strutture sanitarie di prossimità, con medici di medicina generale, specialisti e infermieri cui potersi rivolgere sempre.
 
Non ritiene che le Case della Comunità previste dal Pnrr potranno rispondere a tale domanda, essendo il concetto di comunità e, pertanto, di prossimità, estremamente variabile, in relazione all’esperienza individuale del cittadino ( condominio, quartiere, cittadina, paese…), necessitando quindi di un modello flessibile e diffuso che solo l’attuale rete degli studi dei medici di medicina generale, anche attraverso il proprio personale di studio, sanitario e non, può garantire.
 
Ma non solo, la Fimmg sottolinea il continuo riferimento dei documenti preparatori del Pnrr ad un modello di assistenza fondato sul debito orario dei medici, anche e non solo all’interno delle future Case della Comunità, nella completa ignoranza rispetto alle necessarie modalità di autonoma organizzazione su cui si fonda la medicina generale.
 
Rinunciando a processi legati ai contenuti, ai risultati, al mantenimento di un rapporto fiduciario come modalità di lavoro, alimentando quindi il sospetto che non sia chiaro a nessuno quale ruolo dovranno avere i medici di medicina generale all’interno delle case della comunità e che il loro coinvolgimento nelle stesse abbia unicamente finalità di subordinazione. Tutto questo senza pensare ai numeri : dove si trovano in breve tempo 30 mila infermieri ? Come si formano in tempi ristrettissimi almeno cinquemila medici di medicina generale ? E gli specialisti per gli ospedali di comunità ?
 
E’ da ritenersi che quello che si troverà subito e in grande offerta saranno le imprese di costruzione o di ristrutturazione degli ambienti da utilizzare ai fini proposti. Almeno questo darà lavoro anche se resteranno vuote o inattive per il futuro.

Claudio Testuzza

Claudio Testuzza

14 Dicembre 2021

© Riproduzione riservata

Proposta di riconoscimento delle specializzazioni psicologiche nel Ssn
Proposta di riconoscimento delle specializzazioni psicologiche nel Ssn

Gentile Direttore,l’attuale assetto normativo del Servizio Sanitario Nazionale continua a identificare, di fatto, la Psicoterapia come unica Specializzazione Psicologica rilevante ai fini concorsuali e dell’inquadramento professionale.  Tale impostazione non rispecchia...

La legge delega per il riordino del Ssn va ritirata
La legge delega per il riordino del Ssn va ritirata

Gentile Direttore, il risultato di ieri del referendum dimostra l’attaccamento degli italiani alla Costituzione, a partire dai più giovani. Tutela della costituzione che passa anche per la difesa dell’Articolo 32...

Medici di famiglia come l’ultimo dei Mohicani
Medici di famiglia come l’ultimo dei Mohicani

Gentile Direttore,in Nord America sullo scenario della Guerra dei Sette Anni, Cooper ambientò il suo “Ultimo dei Mohicani”, poi pubblicato nel 1826. L’Autore osserva che, prima degli incomodi direttamente provocati...

Interoperabilità dei dati clinici, serve il coinvolgimento dei professionisti per garantire sicurezza e continuità delle cure
Interoperabilità dei dati clinici, serve il coinvolgimento dei professionisti per garantire sicurezza e continuità delle cure

Gentile Direttore, ogni giorno, in ogni ASL d'Italia, si ripete la stessa scena: un paziente arriva al Pronto Soccorso e il medico di guardia non ha accesso alla sua storia...