Quella voglia di censura sul Covid

Quella voglia di censura sul Covid

Quella voglia di censura sul Covid

Gentile Direttore,
la libertà d’informazione e quella voglia di censura che coinvolge anche alcuni giornali, che a volte ritengono che selezionare le informazioni a seconda dell’orientamento del direttore responsabile o dell’editore sia una prassi comune, non deve certamente diventare prassi comune, e lo abbiamo visto col Covid.
 
C’è chi vorrebbe silenziare chi è contro il vaccino o la proroga dello stato di emergenza, questo però è sbagliato e preoccupante rispetto alla vita in una democrazia che non può sottostare alle regole del pensiero unico.
 
Possiamo vivere il nostro stato come un regime autoritario che passa attraverso la manipolazione da parte dei mass media? No, anche perché rispetto ai tradizionali canali c’è un competitore agile e accessibile rappresentato dai social, che sono potenti propagatori di notizie con l’aggiunta della possibilità di scambiare opinioni e di veicolare dunque ogni tipo di messaggio.
 
La comunicazione è una cosa seria e deve partire dal presupposto che far dibattere tutti i fronti sia sintomo di forza di uno stato che vede nei suoi interlocutori soggetti autorevoli in grado di spiegare e contrastare le posizioni di chi si pone in maniera diametralmente opposta alle politiche governative.
 
Prendiamo le differenti posizioni sulle vaccinazioni dei bambini. Ho letto una preoccupazione espressa dal professor Zuccotti, preside di medicina dell’università di Milano, oltre che pediatra, sull’accelerazione imposta dal governo sul vaccinare tutti i bambini; Zuccotti distingueva tra i bimbi fragili, che dobbiamo vaccinare subito, dagli altri bimbi in età compresa tra i sei e gli undici anni, e la motivazione è che quanto si sta facendo rientra in una strategia per evitare che i piccoli possano trasmette il virus.
 
La dottoressa Gismondo, che si occupa microbiologia clinica, virologia e diagnostica bioemergenze, ha affermato che il trial clinico fatto per validare il vaccino sui bimbi è costituito da pochi numeri e che non si può pensare ai più piccoli come a degli adulti in miniatura tarando su di loro la quantità di vaccino rispetto al peso. Possiamo non tenere conto di queste informazioni?
 
No, eppure sul tema vaccinazione per i piccoli mi pare che si sia di fronte a una unidirezionalità che punta alla somministrazione. Sono felice che il ministro Speranza abbia deciso di vaccinare i suoi bimbi, avrà forse informazioni che noi non abbiamo? Dobbiamo convincere con evidenze scientifiche che vaccinare i nostri figli sia la scelta migliore, aprendo un dibattito dove i dubbi siano affrontati: serve comunicare con le famiglie senza dare per scontato che siano pronte ad accettare qualunque indicazione.
 
Certo la stanchezza di essere costantemente nella precarietà per colpa della pandemia potrebbe aiutare il governo a spingere alla vaccinazione, spingendo più sulla pancia che sulla mente, ma vorrei ricordare che la vaccinazione, come dichiarato da AIFA, è fortemente raccomandata, non obbligatoria e che non ci saranno green pass per i bambini. Se fosse così fondamentale vaccinare tutti perché non si è scelta, almeno per loro, l’obbligatorietà?
 
Almeno in questo caso mi sarei aspettata un’assunzione di responsabilità da parte del governo.
 
Rosaria Iardino
Presidente Fondazione The Bridge

16 Dicembre 2021

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...