Riforma formazione medica. Alcuni dubbi e proposte

Riforma formazione medica. Alcuni dubbi e proposte

Riforma formazione medica. Alcuni dubbi e proposte

Gentile direttore,
è di questi giorni la notizia la presentazione in Senato di una proposta di riforma che coinvolge anche e soprattutto la formazione medica. Siamo lieti di apprendere come il lavoro che svolgiamo da molti anni per il riconoscimento del ruolo dei medici in formazione venga finalmente riconosciuto a livello legislativo.
 
In seguito all’approvazione del DL Calabria nel 2018, abbiamo iniziato a discutere e a sostenere la necessità di una revisione dell’inquadramento professionale dei medici in formazione, che permettesse un passaggio progressivo dalla formazione alla dipendenza, garantendo sia i diritti del lavoro sia la qualità della formazione.
 
La pandemia e le condizioni di lavoro in cui i medici in formazione si sono trovati a lavorare, non essendo tutelati da un contratto di lavoro, hanno confermato questa esigenza. Abbiamo condiviso ed approfondito le nostre posizioni con centinaia di colleghi durante gli Stati generali della formazione medica del marzo 2020. Lo abbiamo manifestato nelle piazze, durante le mobilitazioni del maggio e dicembre 2020, quando, assieme ad un aumento del numero dei contratti di formazione, chiedevamo una radicale riforma del percorso postlaurea.
 
Per questo motivo accogliamo con favore la proposta di inquadrare la formazione medica all’interno del CCN della dirigenza medica, il riconoscimento della capacità formativa delle strutture non universitarie, la volontà di potenziare la formazione in medicina generale e di renderla a tutti gli effetti una formazione specialistica, il tentativo di strutturare un rapporto 1:1 tra laureati e borse di specialità e la creazione di dipartimenti di raccordo tra Università e medicina territoriale.
 
Ci permettiamo, però, di avanzare alcune riserve. Crediamo che l’intento di evitare la cosiddetta “pletora di medici” nasconda la volontà di continuare a disinvestire in un servizio che invece avrebbe bisogno di grande impegno economico in termini di personale. Il momento storico che stiamo vivendo ci insegna quanto sia deleterio difendere piccole rendite di posizione con misure corporativiste.
 
Ci chiediamo, inoltre, come verrà attuata la commistione tra corso di formazione specifica in medicina generale e la scuola di specializzazione in medicina di comunità e delle cure primarie, se, come ci auguriamo, questo passaggio verrà fatto in modo di garantire un’adeguata partecipazione di chi nella medicina generale già ci lavora e senza penalizzare chi in questi anni si è formato con il vecchio corso.
 
Pensiamo, infine, che un cambiamento, come quello che auspichiamo, non si possa ottenere solo attraverso l’azione legislativa dei partiti che siedono in Parlamento, quegli stessi partiti che, ad esempio, hanno approvato un PNRR che non affronta in maniera concreta nessuno dei principali temi di salute.
 
Siamo pronti, quindi, a sostenere questa proposta di legge, purché vada nella direzione di tutelare la qualità della formazione e i diritti del lavoro dei medici in formazione, nell’interesse principale dei fruitori del Servizio Sanitario Nazionale.
 
Il coordinamento nazionale di Chi si cura di te?
 

16 Dicembre 2021

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