La sanità allo sbando, tra cantieri edili e bonus psicologico

La sanità allo sbando, tra cantieri edili e bonus psicologico

La sanità allo sbando, tra cantieri edili e bonus psicologico

Gentile Direttore,
non c’è alcun dubbio che la pandemia abbia colpito duro e che le prospettive non siano delle migliori, nonostante gli sforzi di tanti ed i molti quattrini a debito utilizzati e previsti per fronteggiare un’emergenza che da sanitaria si è trasformata in sistemica. A fronte poi dei vari progetti regionali per attuare la parte sanitaria del PNNR che complessivamente prevede 1.350 Case di Comunità, 600 Centrali operative territoriali, almeno un migliaio di Ospedali di Comunità per una esigenza minima di 30.000 infermieri, 5.000 medici di medicina generale, 10.000 tra amministrativi e tecnici ed un numero non precisato di medici specialisti, c’è veramente da essere preoccupati se, come sostenuto da Claudio Testuzza su QS, l’unica concreta certezza sembra essere un ulteriore incremento dei cantieri edili, a cui aggiungere il rischio quasi inevitabile di esternalizzare i servizi sanitari e di assistenza, di fatto arrivando ad una ulteriore marginalizzazione del servizio pubblico e dei suoi operatori.
 
Intanto, in attesa della riforma edilizia che salverà la sanità pubblica, assistiamo increduli al gioco delle tre carte sui posti di terapia intensiva e sulle reali capacità di sequenziamento del virus. Ce n’è abbastanza per profetizzare un futuro di ansia e depressione grave per chi ha servito sino ad ora con lealtà, onestà e fatica il SSN e ed ha inteso la medicina e l’assistenza come servizio e non come affare.
 
Un disagio psicologico reale per gli operatori sanitari, impotenti davanti a progetti che passano sopra le loro teste e dai quali sono completamente esclusi. Una situazione della quale non sembra di cogliere l’importanza il dibattito in corso sulla formalizzazione e finanziamento dell’assistenza psicologica alla popolazione coinvolta nella pandemia.
 
Per quel che è dato sapere, il bonus previsto (attorno ai 50 milioni di euro) dovrebbe riguardare un vaghissimo progetto di sostegno psicologico di grandi e piccini, sofferenti per il lockdown, le mascherine, lo stress vaccinale, la modifica delle relazioni sociali e tuttavia non pare includere il grave problema della tenuta psicologica (presente e futura) degli operatori della sanità pubblica. Sarà allora necessario percorrere altre strade.
 
L’analisi di dati di letteratura consente infatti di affermare che la sopracitata proposta di emendamento alla Legge di Bilancio non tiene in alcun conto altre possibili soluzioni al problema del disagio psicologico. Ci si chiede infatti il motivo per il quale ad esempio la Musicoterapia continui ad essere marginalizzata, nonostante gli ampi e benefici effetti codificati dalla ricerca scientifica.
 
Si tratta di un intervento che ha dimostrato benefici effetti sugli stati d’ansia e sintomi depressivi in misura possibilmente non inferiore alla psicoterapia oltre che in grado di influenzare favorevolmente il decorso di altre condizioni e disturbi del comportamento.
 
Desta stupore anche l’esclusione dai possibili benefici del bonus governativo la pratica dell’ippoterapia, dal momento che è ampiamente dimostrato che la EAT (equine assisted therapy) è associata a ottimi risultati negli stati di ansietà e depressione.
 
Da rilevare inoltre che esistono solidi dati di letteratura relativi al suo impiego nel trattamento di PTSD (post traumatic stress disorders) addirittura nei reduci di guerra e persino in alcuni casi di costipazione intestinale, laddove altri approcci psicoterapeutici non sembrano ottenere grandi risultati.
 
Certamente non va dimenticato che l’ippoterapia è basata sull’impiego del cavallo ed è quindi particolarmente impegnativa sia per quanto riguarda la complessità organizzativa che i percorsi terapeutici. Presenta inoltre l’indubbio svantaggio legato alla oggettiva difficoltà di terapia domiciliare.
 
Tuttavia, pur in un contesto difficile, molteplici e differenti possibilità di intervento psicoterapeutico/assistenziale appaiono convincenti: resta solo da stabilire perché non si colga l’occasione di questa ennesima elargizione governativa per sottoporre a verifica e confronto le prove di efficacia delle differenti modalità di intervento e supporto psicologico oggi disponibili.
 
Pietro Cavalli
Medico
  

21 Dicembre 2021

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