I volti dell’Alzheimer

I volti dell’Alzheimer

I volti dell’Alzheimer

Gentile Direttore,
è appena uscito per i tipi di Carocci il volume dal titolo I volti dell’Alzheimer, Nuovi modelli di cura delle demenze, ultimo frutto delle riflessioni di una delle geriatre più colte ed attente del panorama italiano, la professoressa Luisa Bartorelli, già primario all’Ospedale S. Eugenio e Presidente della Associazione Alzheimer Uniti e della Associazione italiana di Psico-geriatria.
 
Il volumetto, di poco meno di 150 pagine, affronta in una veste nuova il tema caro da sempre alla Bartorelli, quello del benessere del malato di demenza, e di quello della sua famiglia e dei care-giver. E lo fa inquadrando la questione sullo sfondo del processo di invecchiamento della popolazione, e soffermandosi nei vari capitoli sui diversi aspetti della questione, dalla diagnosi, alla assistenza, alla comunicazione, alla qualità della vita, ai problemi di carattere giuridico ed etico ed a quelli di organizzazione dei servizi.
 
Dalla trattazione emergono moltissime indicazioni utili per tutti coloro che si occupano di questo variegato quadro di sindromi patologiche, che spaziano: dagli stili di vita (alimentazione, attività fisica, ritmi del sonno e della veglia); alle tecniche di attivazione e riattivazione (in ambito sensoriale, occupazionale, artistico); al ruolo della “comunità amica” (la friendly community) e dell’ambiente naturale; all’alleanza terapeutica necessaria tra clinici, operatori sanitari, famiglia e care-giver; al ruolo dell’amministrazione giudiziaria in materia di amministratore di sostegno; alle forme di socializzazione del tipo dei “Caffè incontro”, cui l’autrice ha dato vita personalmente nella realtà romana; alle prospettive dei cosiddetti Villaggi Alzheimer che, sulla scia del modello lanciato in Olanda e ripreso in molti altri paesi, si sforzano di ricostruire attorno al malato di demenza un ambiente di vita il più possibile rispettoso e ricco di opportunità e relazioni umane significative.
 
Ciò che caratterizza in particolare l’opera è la sensibilità fuori dal comune e l’approccio umanistico alla malattia di Alzheimer, contro il rischio degli eccessi di medicalizzazione e di disumanizzazione. E ciò fa sì che il libro si configuri come una vera scuola di vita per tutti, malati e non, una sorta di manuale affettuoso per una qualità di vita piena e serena, per il benessere e per l’armonia delle relazioni.
 
Al tempo stesso non mancano i messaggi rivolti al mondo delle istituzioni, alle quali l’autrice rivolge una serie di raccomandazioni centrate sull’obiettivo prioritario di non dimenticare la dimensione relazionale e umanizzante della cura. Il tutto inframezzato da numerose citazioni poetiche e letterarie, che vanno dal Vangelo di Matteo, a Menandro, Ovidio, Giovenale, Nietzsche, Caproni e Luzi. Un grande affresco di saggezza per la società contemporanea, affinché non dimentichi la dignità e l’umanità di chi soffre.
 
Carla Collicelli

 

21 Gennaio 2022

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