Covid. Fismu FVG contro accordo medicina generale: “Ambulatori servono a curare, non a fare certificati”

Covid. Fismu FVG contro accordo medicina generale: “Ambulatori servono a curare, non a fare certificati”

Covid. Fismu FVG contro accordo medicina generale: “Ambulatori servono a curare, non a fare certificati”
L’accordo mira a rafforzare l'attività di tracciamento contro il Covid. Uno “scaricabarile” per la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti, che denuncia come queste attività aumenteranno il carico di burocrazia per i medici e toglieranno tempo alla cura della salute dei cittadini. De Nicolellis: “Sorprende che gli stessi sindacati in stato di agitazione contro la pressione burocratica e i certificati pronta guarigione accettino un accordo simile”. L’ACCORDO

“In Friuli Venezia Giulia invece di sburocratizzare e di dare ‘armi’ ai medici di famiglia per assistere i cittadini e per fronteggiare il Covid19, si va nella direzione opposta”. Lo denuncia la Fismu-Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti (affiliata Cisl Medici) in merito all’Accordo regionale firmato nei giorni scorsi sera la Regione e alcune sigle sindacali, nel quale, per rafforzare l’attività di tracciamento, si prevede, tra le altre cose, che i tamponi di uscita dalla quarantena e l’inserimento dei risultati sia a carico dei medici di famiglia.

”Una scelta sbagliata e inefficace – commenta Filippo De Nicolellis, segretario regionale Fismu – che si nasconde dietro il paravento della volontarietà: nei fatti gli ambulatori verranno presi d’assalto dai loro pazienti nella speranza di poter uscire dal confinamento, e ogni diniego sarà causa di polemiche e proteste. Un elemento di contrapposizione nel rapporto tra medici e cittadini, oltretutto inutile anche perché l’imbuto per il rilascio dei Green Pass rimane quello stesso Dipartimento di Prevenzione in continuo affanno per mancanza di personale”.

“Sorprende – sottolinea il segretario regionale Fismu- che gli stessi sindacati che protestano a livello nazionale, alcuni addirittura in stato di agitazione contro la pressione burocratica e i certificati pronta guarigione, in Friuli Venezia Giulia possano accettare un accordo simile. E allora lo ripetiamo ancora una volta: siamo al limite. Serve un cambio urgente di rotta. Per questa ragione abbiamo avanzato una “batteria” di proposte per ridurre il disagio di cittadini e medici dovuti all’emergenza pandemica”.

“Si punti al potenziamento degli ambulatori – aggiunge – serve stanziare in tempi brevissimi risorse adeguate per il personale di studio, sia infermieristico che di segreteria, con contratti di lavoro a tempo pieno, così da affiancare tutti i medici di assistenza primaria, che ne faranno richiesta. Sarebbe un primo segno chiaro della volontà politica di venire incontro alle urgenze emerse dalla pandemia. Quindi stop burocrazia. Si riducano i tempi di quarantena previsti per i pazienti sintomatici in possesso del green pass, con uscita automatica al suo scadere, si abolisca la quarantena per quelli asintomatici con green pass. È importante anche guardare ad altre esperienze, in tal senso, in Europa. Dal punto vista organizzativo, bisogna accelerare i tempi per la realizzazione di almeno alcune delle Centrali Operative previste dal PNRR, dando loro come primo compito l’informazione ai cittadini e il raccordo, anche come primo filtro delle richieste degli utenti, con i dipartimenti di prevenzione e i servizi territoriali (distretti, assistenza primaria, continuità assistenziale, emergenza territoriale e specialistica ambulatoriale)".

La Fismu auspica anche “un intervento sull’arretrato per dare respiro ai servizi sanitari: eliminare la scadenza delle impegnative emesse sul territorio regionale, fermo restando le priorità inserite, che devono rimanere valide per 365 giorni, e devono poter essere riusate per riprenotare visite e analisi saltate per problemi legati alla pandemia da covid-19”.

“Infine – conclude De Nicolellis – facciamo un  appello alle Istituzioni politiche e sanitarie affinché si esca dalla logica emergenziale e si dia forza alla sanità del territorio, valorizzando le cure primarie. Serve una nuova politica, oggi in questa sede abbiamo lancio sono solo alcune proposte concrete. Ma è importante aprire un dialogo con chi opera in prima linea negli ambulatori dei medici di famiglia. Attendiamo dalla Regione un fattivo riscontro”.

09 Febbraio 2022

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