D’Ambrosio Lettieri (Pdl): “Bene proroghe, ma ora soluzioni vere”
“Nel primo caso- ha spiegato d’Ambrosio Lettieri -, vale la pena sottolineare che se non vi fosse stato il provvedimento di proroga dei termini previsti nella disposizione introdotta dal decreto-legge n. 138 del 2011, ci saremmo trovati davanti al rischio concreto di una vera e propria paralisi: il medico, infatti, era obbligato, entro il 14 agosto, a contrarre la polizza assicurativa. Non esistendo, però, l’obbligo a contrarre da parte dell'assicurazione, si sarebbe determinato un rischio, soprattutto per l'intera comunità, relativo ai profili di efficienza e allo stesso accesso alle prestazioni mediche. Il tema è stato affrontato in modo responsabile in Commissione Sanità e riguarda anche la questione connessa al complesso capitolo della medicina difensiva che assorbe risorse stimate in oltre 15 miliardi di euro e che deve essere evidentemente affidato ad un progetto organico di riforma in cu devono essere compresi i profili della responsabilità professionale degli operatori della sanità, in una logica nuova che eviti di sovraesporre l'operatore sanitario, ma senza rinunziare a quella necessaria garanzia per i diritti del cittadino”.
Sull'attività intramuraria, il senatore ricorda che “era la legge n. 502 del 1992, a disporre la disciplina che individuò i termini entro i quali le Regioni avrebbero dovuto porre a disposizione dei medici e degli operatori della sanità, le strutture idonee. Quei termini sono stati reiteratamente differiti, e lo sono ancora oggi. Ma vi è un motivo per condividere questo differimento: la certezza, ribadita dal Ministro della Sanità davanti alle Assemblee parlamentari, di consegnare in tempi strettissimi, attraverso un decreto, una riorganizzazione complessiva di questa materia delicatissima che attiene non soltanto al diritto del medico di svolgere l'attività libero professionale, ma anche alle politiche complessive di una sanità che dentro questa criticità presenta, in maniera palese, una serie di problematiche, prima fra tutte quella delle liste di attesa.
Il nostro auspicio – ha concluso d’Ambrosio Lettieri – è che questo settore possa essere riformato, ammodernato e definito in modo puntuale e chiaro affinché l'attività libero professionale intramuraria possa essere seria, efficiente, tracciabile ed integrata non soltanto con l'azienda sanitaria, ma anche con le politiche sociosanitario-assistenziali”.
02 Agosto 2012
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