Referendum cannabis. La replica dei promotori ad Amato: “Nessun errore nel quesito e nessuna violazione delle convenzioni internazionali”

Referendum cannabis. La replica dei promotori ad Amato: “Nessun errore nel quesito e nessuna violazione delle convenzioni internazionali”

Referendum cannabis. La replica dei promotori ad Amato: “Nessun errore nel quesito e nessuna violazione delle convenzioni internazionali”
Per il il Presidente del Comitato Referendum Cannabis Marco Perduca le motivazioni addotte dal Presidente Amato e le modalità scelte per la comuni-cazione, “sono intollerabili”. “Si è persa l’unica occasione di cambiare le leggi sulle droghe che in questo Paese nessuno ha il coraggio di toccare”.

Durissima reazione dai promotori del referendum cannabis alle parole pronunciate ieri dal presidente della Consulta Giuliano Amato per spiegare le ra-gioni della bocciatura del quesito referendario.
 
“Le motivazioni addotte dal Presidente Amato e le modalità scelte per la co-municazione, sono intollerabili. Il quesito non viola nessuna conven-zione internazionale tanto è vero che la coltivazione è stata decriminalizza-ta da molti paesi, ultimo tra questi Malta. Il riferimento del Presidente alle ta-belle è fattualmente errato: dall’anno della bocciatura della Legge Fini Giovanardi (2014) il comma 4 è tornato a riferirsi alle condotte del comma 1, comprendendo così cannabis”, così il Presidente del Comitato Referendum Cannabis Marco Perduca, che aggiunge “La scelta è quindi tecnicamente ignorante e esposta con tipico linguaggio da convegno proibizionista”.
 
“Si è persa l’unica occasione di cambiare le leggi sulle droghe che in questo Paese nessuno ha il coraggio di toccare. Nemmeno chi dice di voler riformare la giustizia”, dicono i membri del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale.
 
E aggiungono: “Questa non è una sconfitta nostra e delle centinaia di migliaia di cittadini e cittadine che hanno firmato la proposta. È altresì una perdita per le istituzioni. È un fallimento di una Corte che non riesce a garantire agli italiani un diritto costituzionale; di un Parlamento che da trenta anni non riesce ad adeguare le leggi sulle droghe alle esigenze della giustizia, della salu-te, della libertà dei cittadini”.
 
“È un fallimento anche di istituzioni come la Presidenza della Camera di Ro-berto Fico che aveva preso l’impegno di calendarizzare le proposte di legge di iniziativa popolare e dunque anche quella sulla cannabis. È una sconfitta di quei partiti che avevano fatto campagna elettorale sulla legalizzazione dimen-ticandosene subito dopo. È una sconfitta anche dei grandi partiti progressisti che hanno messo la testa sotto la sabbia. A vincere oggi è lo status quo: a vincere è il monopolio della cannabis nelle mani delle mafie”, hanno poi sotto-lineato dal Comitato.

17 Febbraio 2022

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