Bpco: le insoddisfazioni dei pazienti, le rigidità delle nuove normative

Bpco: le insoddisfazioni dei pazienti, le rigidità delle nuove normative

Bpco: le insoddisfazioni dei pazienti, le rigidità delle nuove normative
“I pazienti affetti da Bpco sono sostanzialmente insoddisfatti soprattutto per le difficoltà di accesso alle strutture ambulatoriali e ospedaliere specialistiche”.

Una dinamica che, se prima del 2020 veniva traguardata attraverso le problematiche delle liste d’attesa, con la pandemia si è terribilmente acuita sia in termini di accesso per visite di follow up sia, di conseguenza, per i rischi di aggravamento in chi ha perso per molti mesi i contatti con la sua struttura di riferimento.

Lo sottolinea Salvatore D’Antonio, Presidente dell’Associazione italiana pazienti Bpco Onlus, a valle del National Summit organizzato nel novembre scorso con il sostegno non condizionante di Astrazeneca. Secondo D’Antonio oggi, a queste problematiche, deve aggiungersi anche uno tra i temi più cari all’associazione, quello della prevenzione.
A cominciare dalle difficoltà di accesso, per esempio, per sottoporsi alla spirometria, un esame che “consente di intercettare i pazienti nelle fasi iniziali di patologia, ossia quando hanno il decremento maggiore della funzionalità respiratoria”.
All’attenzione nei confronti delle strutture specialistiche, D’Antonio aggiunge l’esortazione per una reale riforma della sanità del territorio, anche attraverso l’implementazione di strumenti di telemedicina e telemonitoraggio.

“La prospettiva di una maggior digitalizzazione di alcuni servizi” ha precisato D’Antonio “è tutt’altro che lontana dalla sensibilità dei pazienti che non soltanto, forse complice la pandemia, hanno cominciato a frequentare la rete in maniera più massiva di un tempo ma sentono, loro per primi, da un l’esigenza di poter essere in collegamento più costante con i propri riferimenti clinici e dall’altro di essere costantemente informati in maniera corretta, a debita distanza dalle tante fake news che girano nel web”.


 


Inoltre, sottolinea ancora, anche il livello normativo ci mette del suo per complicare in qualche modo la vita ai pazienti. La Nota 99 emanata dall’Aifa in settembre, infatti, se da un lato recepisce molte delle istanze più evidenti raccomandate dalle maggiori società scientifiche, dall’altro potrebbe limitare l’accesso ai farmaci se la spirometria non fornisse indicazioni molto chiare dello stato patologico del paziente.
“Un paziente” esemplifica D’Antonio “nel momento in cui esegue la prova spirometrica può anche ottenere risultati discretamente buoni, ma magari ha dietro di sé più ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni della sua patologia…”

 

10 Marzo 2022

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