Non dimentichiamo la Psicologia ospedaliera pediatrica

Non dimentichiamo la Psicologia ospedaliera pediatrica

Non dimentichiamo la Psicologia ospedaliera pediatrica

Gentile Direttore,
non avevamo mai sentito così tanto parlare di salute psicologica come nel periodo covid e post-covid. L’età pediatrica in particolare è stata giustamente al centro dell’opinione pubblica e ha ricevuto il giusto spazio e allarme. Si è invece parlato di prevenzione della salute mentale principalmente nei dibattiti e nei convegni specialistici psicologici ma la prevenzione è ciò su cui dobbiamo investire tutti e su questo non ci devono essere dubbi. Forse non si è parlato abbastanza dei bambini e ragazzi malati, per i quali la qualità di vita era ed è, una conquista giorno dopo giorno prima, durante e dopo l’era COVID.

E’ proprio dei bisogni psicologici di queste famiglie accolte negli Ospedali Pediatrici Nazionali, che  la Psicologia Ospedaliera Pediatrica, si occupa in linea con gli standard ospedalieri richiesti che mirano a dare un “servizio di assistenza di qualità, sostenibile, responsabile, centrato sui bisogni della persona”.

I bisogni assistenziali psicologici nelle Aziende Ospedaliere sono definiti dalla mole di studi che hanno reso evidente il ruolo di alcune problematiche psicologiche nell’invalidare l’efficacia delle terapie mediche (depressione, ansia, non aderenza, dipendenze, ecc..) e, all’opposto, di alcuni fattori protettivi nell’ottimizzare l’esito dell’intervento medico (resilienza, coping, empowerment, supporto dei caregiver, ecc), oltre che nel promuovere la qualità di vita e la salute globale dei cittadini. L’intervento della psicologia ospedaliera e della salute, pertanto, è molto specifico e si articola su due direttrici che si integrano nei percorsi diagnostico – terapeutici dei pazienti in una visione olistica della presa in carico dell’utente, dei suoi familiari e di sostegno dell’organizzazione che li cura.

L’AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani – www.aopi.it) è un’associazione senza scopo di lucro, nata nel 2005, che sulla base di una libera e volontaria aggregazione ha per finalità il coordinamento di iniziative atte a promuovere lo sviluppo culturale, scientifico e gestionale delle strutture assistenziali ad alta specialità, dedicate all‘area materno-infantile e all‘età evolutiva.

Nel 2017 grazie alla sensibilità dei vari DG, è stata creata una sezione AOPI Psicologia, che ha permesso il collegamento fra i diversi servizi di Psicologia Ospedaliera Pediatrica Nazionali, e la costituzione di un tavolo di lavoro per perseguire obiettivi comuni. Ne fanno parte l’Azienda Ospedaliera Meyer di Firenze, l’IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, l’Istituto di ricerca e cura Gianna Gaslini di Genova, l’AON S.S. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, la Clinica Pediatrica di Padova, AOU Ospedali riuniti marche Presidio Salesi di Ancona, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il Policlinico di Bari, ARNAS Civico di Palermo, l’AOU Città della Salute e della scienza di Torino e AO di Rilievo Santobono Pausilipon di Napoli. La condivisione degli obiettivi generali riguarda l’incoraggiare la diffusione di best practices a livello nazionale, sia pur nel rispetto delle autonomie regionali, al fine di garantire prestazioni di eccellenza su tutto il territorio italiano. L’impegno nella promozione della ricerca e della formazione per aumentare gli standard di cura, il livello di specializzazione, l’efficienza e l’efficacia nella gestione dell’attività sanitaria e assistenziale dell’area materno-infantile e pediatrica.

Oltre a condividere gli obiettivi generali, la sezione Psicologia AOPI condivide gli obiettivi specifici della professione psicologica e psicoterapeutica dell’età evolutiva.

E’ fondamentale sottolineare l’importanza della professione dello psicologo ospedaliero e in ambito pediatrico, che negli anni ha saputo “introdursi” in punta di piedi, costruendo a piccoli passi un ruolo definito all’interno del mondo sanitario e nella gestione e cura delle malattie organiche. Crediamo che il ruolo dello psicologo psicoterapeuta dell’età evolutiva sia fondamentale all’interno delle realtà ospedaliere per garantire e diffondere il principio del funzionamento integrato mente-corpo del paziente e permettere di restituire alle famiglie, un’immagine completa del figlio, in un percorso di cura integrata del benessere fisico, psichico e sociale. L’utenza degli Ospedali Pediatrici risulta costituita in prevalenza di bambini e ragazzi psichicamente sani ma in una fase di frattura della propria continuità di vita a causa della malattia e dell’ospedalizzazione, fattori che costituiscono momenti di importante crisi potenzialmente traumatica con conseguenze per la psiche in formazione.

La presenza dello psicologo ospedaliero permette la prevenzione ma anche l’intercettazione dei disagi psichici proprio al loro esordio e permette di dare ad essi il giusto significato. L’incontro con lo psicologo in ambito sanitario mette in contatto i genitori e i loro figli con una professionalità che probabilmente in modo autonomo, non verrebbe contattata nonostante rilievi di criticità psichica, garantendo il sostegno della genitorialità, l’ascolto ai figli e ai loro familiari.

Fondamentale il dialogo e il collegamento con i servizi per l’infanzia e l’adolescenza del territorio per stabilire criteri di specificità e differenziazione oltre che integrazione sinergica per ridurre la duplicazione della domanda e favorire  appropriatezza.

La prevenzione e la tutela della salute psicologica è un importante compito dai molteplici risvolti socio-economico-sanitari, ed è la nostra più grande opportunità. Ci aspettiamo che la revisione del DM 70 valorizzi adeguatamente, dopo le incredibili “dimenticanze” del passato la presenza dei servizi psicologici sia negli ospedali pediatrici che negli ospedali generali.

Rosanna Martin
Responsabile Servizio di Psicologia Ospedaliera A.O.U Meyer Firenze
Coord. AOPI Psicologia

 

Rosanna Martin

02 Maggio 2022

© Riproduzione riservata

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