Spesa del personale. La Regione boccia il piano sul fabbisogno del personale della Ulss 6 Euganea

Spesa del personale. La Regione boccia il piano sul fabbisogno del personale della Ulss 6 Euganea

Spesa del personale. La Regione boccia il piano sul fabbisogno del personale della Ulss 6 Euganea
La Ulss 6 Euganea ricorre per ben due volte al piano assunzionale sul fabbisogno del personale 2022-2024. La regione del Veneto gli impone tagli da 70milioni di euro, oltre che un taglio di oltre 430 unità. Cisl FP: “Una mannaia per i lavoratori e per la qualità dei servizi sanitari nella nostra Provincia. Nella nuova delibera non si parla di crescita, di nuovi servizi, di adeguamento del personale di piani di recupero, ma solo di soldi, di tetti di spesa e di tagli”.

Nella delibera di fine anno, che riguarda il piano triennale 2022-2024 sul fabbisogno del personale, la Ulss 6 Euganea aveva previsto un numero di assunzioni congruo a garanzia dell’attivazione di alcuni servizi previsti dall’ultimo Piano Socio regionale veneto nonché per supplire alle carenze strutturali. Sul Piano delle assunzioni, le stesse aziende sanitarie hanno però anche il vincolo dell’approvazione da parte dalla regione e la Ulss 6 Euganea si è vista bocciare il piano assunzionale triennale perché, secondo la Regione del Veneto, non coerente con i vincoli di spesa.  A spiegare come si è arrivati a questo taglio sul personale sono i sindacati della Cisl Fp Fabio Turato, Emiliano Bedon e Alessandro Piovan.

“Nella delibera del 30 novembre 2021 – spiegano Turato, Bedon e Piovan – la Ulss 6 aveva predisposto un piano che permettesse nel triennio un’adeguata assunzione di personale per garantire l’attivazione dei servizi richiesti dalla Regione Veneto e contestualmente coprire le grosse carenze d’organico esistenti; salvo poi vedere che è stata la stessa regione a bocciare il piano assunzionale perché supera il tetto di spesa”. 
Successivamente, con il nuovo piano assunzionale approvato ad aprile, per i sindacati è una tempesta perfetta. “E’ una mannaia per i lavoratori e per la qualità dei servizi sanitari nella nostra Provincia. Nella nuova delibera non si parla di crescita, di nuovi servizi, di adeguamento del personale di piani di recupero per le prestazioni arretrate, si parla semplicemente si parla di soldi, di tetti di spesa e di tagli”, dichiarano i sindacalisti.

Per l’O.S. Cisl FP il messaggio della Regione del Veneto è chiaro: ridurre il personale ed aumentare vertiginosamente il ricorso ad attività aggiuntive, per altro rivolto a personale già pesantemente provato, portando la spesa delle attività aggiuntive, come evidenziano le tabelle fornite da Cisl FP, da 1.500.000 di euro così come previsti nella delibera di novembre a 10.500.000 euro nella delibera di aprile. Per i sindacati questo vuole dire ridurre il personale e fare lavorare il doppio quello che rimane.  

“Non possiamo credere – riferiscono i sindacati- che di fronte alle difficoltà nel garantire i servizi e a recuperare le prestazioni perse in questi due anni di crisi, la regione invece di autorizzare un piano di assunzioni coraggioso ed espansivo abbia richiesto all’Azienda Sanitaria, unica in Veneto, di ridurre fortemente la spesa sul personale”.

Nel piano assunzionale della prima delibera la Ulss 6 Euganea prevedeva un incremento di oltre 300 unità distribuiti nei 3 anni. Con la delibera approvata ad aprile si perdono invece oltre 430 figure professionali come riportato dalle tabelle allegate dalla Cisl FP e con una riduzione totale di 70milioni di euro.

L’appello dei sindacati è quello di chiedere alla Regione Veneto un piano organico di assunzioni immediato ed una normalizzazione finanziaria coerente non con i vincoli di spesa ma con le necessità dei cittadini della provincia di Padova. “La regione non può rimanere indifferente di fronte alle necessità del territorio così vasto”. 

“La Ulss 6 Euganea sta vivendo una crisi organizzativa profonda con reparti in continua rimodulazione e con turni che cambiano di giorno in giorno. Le reperibilità sono aumentate nelle sale operatorie per mancanza di personale, ma manca una adeguata formazione. Per garantire i servizi nei reparti e nel territorio si ricorre alle chiamate di personale in riposo e in ferie, ancora oggi si continua a spostare il personale da una parte all’altra per tappare i buchi come se fossero pacchi. Abbiamo decine di infermieri preparati e formati che da mesi sono “ostaggio” nelle case di riposo nonostante l’impegno dell’Amministrazione di ritirarli per inserirli nei reparti. Questo è quanto”, concludono Fabio Turato, Emiliano Bedon e Alessandro Piovan di Cisl Fp

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

05 Maggio 2022

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