I Pepp e la tutela delle pensioni in sanità

I Pepp e la tutela delle pensioni in sanità

I Pepp e la tutela delle pensioni in sanità

Gentile Direttore,
le scrivo per evidenziare come in Italia non si stiano risolvendo problemi importanti come quello della separazione tra previdenza e assistenza e come, soprattutto in Sanità, non si stiano aiutando i giovani a comprendere che occorre pensare a come costruirsi una pensione fin da giovani.

Con l’intento di uniformare la disciplina della previdenza complementare in ambito europeo e consentire ai cittadini dell’Unione europea di accedere a nuove forme di prodotti pensionistici e, al tempo stesso, per  aumentare le dimensioni del mercato della previdenza, l’Unione europea ha varato  il Regolamento (UE) 2019/1238  che è applicabile dal 22 marzo scorso e che è in linea con  l’intento di contribuire alla realizzazione dell’Unione europea dei mercati dei capitali e che introduce  i “Pan-European Personal Pension Products” così detti Pepp ( Prodotto pensionistico individuale paneuropeo) di cui quasi nessuno parla.

Con questo regolamento vengono armonizzati diversi elementi come, ad esempio, la distribuzione, il contenuto minimo dei contratti, le opzioni di investimento, il trasferimento e la portabilità. I principali nodi che, comunque rimangono da sciogliere riguardano la fiscalità e l’impossibilità del conferimento del Tfr. In qualità di Presidente di Federspev faccio presente che da sempre ci battiamo per una maggiore tutela delle pensioni di giovani e di meno giovani.

Per quel che concerne la fiscalità lo schema di decreto europeo sembra prevedere una differenziazione di trattamento fiscale tra i Pepp istituiti in Italia e quelli istituiti all’estero che offrano sottoconti che consentono di organizzare con maggiore precisione i movimenti inseriti. Solo i primi, infatti, sconterebbero l’imposta sostitutiva del 20 % sui rendimenti maturati nella fase di accumulazione. Il decreto prevede poi che i sottoconti, italiani dei Pepp possano essere finanziati con le medesime modalità previste per le forme pensionistiche complementari, fatta eccezione per le quote di Trattamento di fine rapporto (Tfr). 

I Pepp saranno, comunque, fondi pensione con gli stessi standard all’interno dei confini dell’Unione europea e la loro caratteristica più importante è la trasferibilità all’interno dell’Unione europea. Quello dei Pepp è sicuramente un progetto ambizioso, fortemente voluto e sostenuto dalla Commissione europea che ha come obiettivo principale quello di creare un mercato di successo della previdenza privata individuale su scala europea. 

Michele Poerio
Presidente Federspev

Michele Poerio

17 Maggio 2022

© Riproduzione riservata

Ricordiamoci che in sanità anche ogni euro dei contribuenti che si traduce in sprechi e inefficienze è un euro speso male
Ricordiamoci che in sanità anche ogni euro dei contribuenti che si traduce in sprechi e inefficienze è un euro speso male

Gentile Direttore, sarebbe bello e rassicurante, almeno per me, se la visione semplificata della sanità privata del Senatore Andrea Crisanti ribadita anche ieri qui su Qs fosse adatta a migliorare...

Riordino delle professioni: in riabilitazione meno frammentazione, più valore per il SSN
Riordino delle professioni: in riabilitazione meno frammentazione, più valore per il SSN

Gentile Direttore,il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni sul personale del SSN pone molti punti di discussione sul tavolo, e fra gli altri pone al centro anche un tema a...

Riforma Ssn, occorre ripensare alle specializzazioni per gli psicologi
Riforma Ssn, occorre ripensare alle specializzazioni per gli psicologi

Gentile Direttore, nelle ultime settimane la comunità professionale degli psicologi ha aperto un dibattito sul ruolo e la funzione delle specializzazioni nell’ambito del Servizio sanitario. Ho letto e ascoltato diversi...

Pazienti fragili e responsabilità medica: perché classificare la Medicina Interna come “bassa intensità” è un errore di sistema
Pazienti fragili e responsabilità medica: perché classificare la Medicina Interna come “bassa intensità” è un errore di sistema

Gentile Direttore, la recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio che scuote le fondamenta della pratica clinica moderna: la fragilità del paziente non attenua il dovere di...