Formazione medica. Le nostre richieste recepite dal Ddl Boldrini

Formazione medica. Le nostre richieste recepite dal Ddl Boldrini

Formazione medica. Le nostre richieste recepite dal Ddl Boldrini

Gentile direttore,p
ochi giorni fa, presso la sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, è stato presentato il DDL n° 2372 “Modifiche al Decreto legislativo 17 Agosto 1999, N. 368, e altre disposizioni in materia di formazione medica” della Sen. Boldrini. Gran parte dei punti fondanti del DDL si stavano sviluppando, attraverso momenti di discussione e dibattito fra associazioni e medici in formazione, giusto due anni fa.

Era maggio 2020. Il COVID era in Italia da poco più di due mesi, le strade delle città erano deserte, noi medici eravamo fra le poche persone a poter uscire di casa per poterci recare ciascuno nel proprio ospedale. In tutto il mondo stavamo imparando a relazionarci attraverso gli schermi, sperimentando un modo nuovo di interagire.

L’emergenza acuta da COVID, che scoppiava nel contesto dell’emergenza cronica da carenza di personale sanitario, stava acuendo in maniera esponenziale le situazioni di sfruttamento e di scarse tutele subite dai medici in formazione (documentati dall’inchiesta di Chi si cura di te?, ASVER, MeSLo e ASUP).

Fu in quel contesto che decidemmo di convocare, il 10 maggio 2020, gli Stati Generali della formazione medica e del postlaurea. Una domenica pomeriggio, più di cento medici in formazione, studenti e camici grigi, si riunirono in assemblea, per discutere di qualità della formazione, di tutele sul lavoro, di diritto alla salute per tutta la popolazione, in una delle prime assemblee online così partecipate (qui il documento conclusivo dell’assemblea).

Da quella domenica pomeriggio, nacque il movimento Medici in Mobilitazione Permanente: Uniti per il SSN (MMP) che poche settimane dopo, in pieno lock-down, portò in piazza centinaia di camici grigi, aspiranti specializzandi, in più di venti piazze italiane. Chiedevamo non solo il superamento dell’imbuto formativo, ma una completa riforma della formazione postlaurea, specialistica e generalista, che prevedesse un inquadramento lavorativo per i medici in formazione, che estendesse le reti formative al territorio. Chiedevamo una maggior centralità della medicina territoriale. Parte di questa storia è stata di recente raccontata e analizzata da Costanza Galanti in un bellissimo articolo di cui consigliamo la lettura.

Ritrovare le istanze e le parole d’ordine di quel movimento in un DDL presentato al Senato della Repubblica, a distanza di quasi due anni esatti dalla prima manifestazione di MMP, è emozionante. É il riconoscimento di un duro lavoro, la dimostrazione di come la costruzione condivisa di proposte, attraverso momenti di discussione (che molto spesso possono sembrare inutilmente lunghi), possa incidere sul dibattito pubblico fino a concretizzarsi, attraverso il processo legislativo, in un cambiamento reale delle condizioni di vita per i lavoratori e di salute per tutta la popolazione.

P.S. è ancor più emozionante sottolineare come, proprio sul suo giornale, apparve per la prima volta, in un nostro articolo datato 9 ottobre 2019, la proposta di inquadramento all’interno del CCN della dirigenza medica per i specializzandi.

Anche questa è storia

Il Coordinamento Nazionale dei medici precari e in formazione “Chi si cura di te?”

27 Maggio 2022

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