Molise. Continua la protesta dei medici del 118, Smi: “Chiediamo riconoscimento e condizioni di lavoro dignitose”

Molise. Continua la protesta dei medici del 118, Smi: “Chiediamo riconoscimento e condizioni di lavoro dignitose”

Molise. Continua la protesta dei medici del 118, Smi: “Chiediamo riconoscimento e condizioni di lavoro dignitose”
L'attuale grave carenza del 118 Molise, “50 medici in servizio invece di 96, con conseguente carico di lavoro”, per lo Smi "induce i medici a lasciare il servizio verso altri settori anche più gratificanti della medicina”. Per il sindacato l'accoglimento delle richieste avanzate arresterà questo esodo.

“Continua la protesta dei medici del 118 Molise per la sopravvivenza del servizio d’emergenza. I medici chiedono e auspicano il riconoscimento del loro ruolo, che rappresenta l’indispensabile presenza per la garanzia di un tempestivo intervento diagnostico-terapeutico sul territorio a favore dei pazienti. Le postazioni demedicalizzate, caratterizzate dall’impiego di soccorritori e personale infermieristico, rischiano di essere solo mero trasporto pazienti in Pronto Soccorso, già di per sé al collasso”. Ad affermarlo, in una nota, è Antonella Giordano, Referente Regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI).

Lo stato di agitazione dei medici del 118 Molise, spiega Giordano, “non mira a semplici miglioramenti economici, paradossalmente più facili da ottenere, ma ad un insieme di punti ben più ampio ed articolato. I medici rivendicano migliori condizioni lavorative (ambulatori dignitosi prima ancora che confortevoli sia per i pazienti, sia per i lavoratori stessi) e tutele che solo il contratto di dipendenza può garantire malattia, assicurazione, TFR, maternità e reperibilità retribuite, solo per fare qualche esempio”.

Per lo Smi “l’attuale grave carenza del 118 Molise, 50 medici in servizio invece di 96, con conseguente carico di lavoro, induce i medici a lasciare il servizio verso altri settori anche più gratificanti della medicina. Solo l’accoglimento delle richieste avanzate arresterà questo esodo promuovendo, nel contempo, un auspicabile ricambio generazionale”. 

Il sindacato chiede che “i dirigenti Asrem, la classe politica e quanti abbiano la responsabilità della sopravvivenza del Servizio di Emergenza 118, compresi i cittadini stessi, facciano una riflessione: le patologie dell’emergenza sono democratiche, colpiscono in ugual misura tutti: ricchi, poveri e potenti e non lasciano scelta (non si ha il tempo per affidarsi all’eccellenza dentro e fuori regione)”. Quando colpiscono, conclude Giordano, “il paziente può solo sperare e pregare che venga soccorso dal migliore team, in cui sia presente un medico e che venga soccorso in tempo utile, si rammenta che danni cerebrali avvengono dopo 4 minuti e la morte cerebrale dopo 10 minuti dall’arresto cardiaco”.

14 Giugno 2022

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