Addio all’estate. Chiude il numero di assistenza del ministero, 17mila chiamate in 3 mesi

Addio all’estate. Chiude il numero di assistenza del ministero, 17mila chiamate in 3 mesi

Addio all’estate. Chiude il numero di assistenza del ministero, 17mila chiamate in 3 mesi
Il 30% delle chiamate al numero di assistenza contro le ondate di calore sono arrivate da anziani oltre i 65 anni. Le Regioni più coinvolte dall’aumento delle temperature sono quelle che hanno registrato il maggior numero di telefonate: Sicilia (22,5%), Lazio (14,9%) e Campania (14,1%).

Addio estate. E con l’arrivo delle prime piogge si è chiusa, ieri sera, l’attività del numero di pubblica attività 1500, creato dal ministero della Salute per offrire un servizio telefonico di risposta rapida al cittadino sulle ondate di calore.

“Un bilancio estremamente positivo, quello dell’estate 2012, la prima a vedere il funzionamento del numero interamente affidato a personale del Ministero appositamente formato, scelta che ha garantito, oltre a un importante contenimento della spesa, un maggiore livello di trasparenza e qualità nella interfaccia e relazione con il cittadino”, è il bilancio del ministero della Salute.

Nel corso degli 85 giorni di funzionamento del numero gli operatori hanno risposto a circa 17.000 telefonate, con una media di 200 chiamate al giorno. Di 14.000 telefonate si sono occupati direttamente gli operatori del servizio, mentre le restanti 3.000, che riguardavano quesiti tecnici e sanitari complessi, sono state trasferite a dirigenti sanitari del Ministero.

Le regioni più coinvolte dall’aumento delle temperature sono quelle che hanno registrato il maggior numero di telefonate: Sicilia (22,5%), Lazio (14,9%) e Campania (14,1%).

Le richieste di supporto al 1500 sono state effettuate prevalentemente da donne (58%), che hanno chiamato per problematiche riguardanti sé stesse o familiari. Nel 30% dei casi a telefonare sono stati anziani oltre i 65 anni. Molti anche i soggetti con patologie croniche, a volte anziani, che presentavano o percepivano un peggioramento delle condizioni di salute dovuto al caldo eccessivo: questi ultimi sono stati indirizzati verso il medico curante o la struttura pubblica più vicina.

La richiesta principale rivolta agli operatori è stata quella dei bollettini di previsione e prevenzione meteo, che valutano con almeno 72 ore di anticipo l’arrivo di condizioni meteo climatiche a rischio per la salute. Il resto degli utenti, invece, ha chiesto di conoscere le misure generali di prevenzione, si è informato sui rischi per la salute correlati con il caldo e ha segnalato problemi di igiene pubblica come inquinamento delle acque, del suolo e dell’ambiente legati a situazioni di emergenza locale, che nel periodo estivo, con l’aumento delle temperature, risultano più evidenti.
 
 
 
 

13 Settembre 2012

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