Distribuzione farmaceutica. Gemmato difende la riforma: “Risparmi per 36 milioni e più accesso alle cure”

Distribuzione farmaceutica. Gemmato difende la riforma: “Risparmi per 36 milioni e più accesso alle cure”

Distribuzione farmaceutica. Gemmato difende la riforma: “Risparmi per 36 milioni e più accesso alle cure”

Il sottosegretario alla Salute replica all'inchiesta del Dataroom: "I dati certificati dall'Aifa parlano chiaro, lo Stato ha risparmiato solo sulle gliflozine. Chi li contesta dubita dell'intero sistema pubblico di controllo".

In tempi di contingentamento della spesa pubblica, le proiezioni del ‘Dataroom’ di Milena Gabanelli su un aumento degli esborsi statali legato alla riforma della distribuzione dei farmaci continuano ad alimentare il dibattito. A intervenire sulla questione, con dichiarazioni raccolte dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che sul dossier rivendica con forza la bontà delle scelte compiute dal governo: avvicinare i farmaci ai cittadini e liberare gli ospedali pubblici dall’onere della distribuzione.

Gemmato respinge innanzitutto le ricostruzioni che ipotizzano un aggravio di spesa per lo Stato. “Non c’è un aumento di spesa – chiarisce – questi fondi erano già computati nella distribuzione diretta operata dalle Asl; oggi vengono semplicemente spostati nel capitolo di spesa della distribuzione in farmacia, soldi che lo Stato spendeva già in passato”.

Alla base della riforma, spiega il sottosegretario, c’è una scelta di equità e di efficienza: migliorare l’accesso alle cure avvicinando il farmaco al cittadino. «In Italia esistono due canali principali: la distribuzione diretta tramite ospedali e quella convenzionata tramite farmacie. Il principio guida è la vicinanza del farmaco al cittadino. Gli ospedali devono concentrarsi sulla cura, non sulla funzione di magazzino di farmaci», sottolinea Gemmato, ricordando che “i costi fissi per la gestione della distribuzione diretta pesano per il 13% dei consumi sanitari”.

Quanto ai benefici per i pazienti, il sottosegretario è netto: “Oggi molte farmacie distribuiscono farmaci per conto delle Asl, ma il medicinale non è immediatamente disponibile. Questo costringe soprattutto anziani e fragili a tornare più volte, con difficoltà evidenti, specie nei periodi festivi. L’obiettivo è spostare stabilmente la distribuzione dall’ospedale alla farmacia sotto casa, garantendo uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale”.

Sul capitolo più spinoso, quello dei costi, Gemmato porta i numeri ufficiali dell’Aifa. “Come certificato dall’Aifa, che è l’unico ente titolato per legge a monitorare la spesa farmaceutica nazionale disponendo dei dati ufficiali, il cambio di canale delle gliflozine ha generato in un solo trimestre un risparmio per lo Stato di 9,2 milioni di euro, con una proiezione annua di circa 36 milioni di euro”. Il sottosegretario aggiunge un dato a suo avviso significativo: “L’Italia, grazie all’Aifa, è la nazione che negozia in modo più competitivo e vantaggioso per lo Stato i farmaci autorizzati”.

A chi mette in dubbio l’attendibilità delle cifre, Gemmato replica ricordando il meccanismo di controllo che le validano: “Nel caso della riclassificazione dei medicinali da un canale distributivo all’altro, i numeri sono verificati e validati da un Tavolo tecnico che coinvolge ministero dell’Economia, ministero della Salute, Aifa e Regioni. Mettere in dubbio questi dati significa mettere in discussione l’intero sistema pubblico di controllo della spesa”.

Infine, il sottosegretario ribadisce l’obiettivo politico della riforma: “Agevolare l’accesso alle cure, rafforzare la rete di assistenza territoriale, ridurre la burocrazia per medici e pazienti e permettere agli ospedali di concentrarsi sulla loro funzione principale: curare. È una riforma pensata per i cittadini”.

25 Febbraio 2026

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