Il nuovo ospedale di Pesaro: un esperimento mal riuscito

Il nuovo ospedale di Pesaro: un esperimento mal riuscito

Il nuovo ospedale di Pesaro: un esperimento mal riuscito

Gentile Direttore,
la Regione Marche, laboratorio politico della destra a trazione Fratelli d’Italia, continua a mandare segnali importanti di come la “nuova” destra sociale governa la sanità. Ultimo, ma molto significativo, esempio è il progetto del nuovo Ospedale di Pesaro.

Pesaro e Fano sono due città che distano tra loro 12 km che a quest’ora mentre sto scrivendo (ore 6.16) richiedono in macchina 18 minuti. Ognuna delle due città ha un ospedale che fa parte della attuale Azienda Ospedaliera Marche Nord.

Ciascuna delle due strutture è classificata e organizzata al momento come Ospedale di I livello ed è quindi sede di un DEA di primo livello con duplicazione di molte funzioni ad alto assorbimento di risorse per garantire la continuità assistenziale (medicina d’urgenza, cardiologia con UTIC e terapia intensiva ad esempio).

Presso l’Ospedale di Pesaro ci sono poi alcune alte specialità come la neurochirurgia e l’emodinamica oltre a un elevatissimo numero di posti letto intensivi per l’emergenza Covid. La precedente Giunta di centro-sinistra aveva deliberato la creazione di una unica struttura integrata e il percorso di progettazione della struttura assieme al suo finanziamento era arrivato molto avanti di concerto con il Ministero della Salute.

Dal momento del suo insediamento, due anni fa esatti, la nuova Giunta ha perseguito come suo impegno elettorale e come suo obiettivo di programma il mantenimento della attuale rete ospedaliera delle Marche senza alcuna integrazione strutturale degli ospedali “vicini” con DEA di primo livello, tra cui quelli di Pesaro e Fano.

Come conseguenza di questa scelta si è deliberata la costruzione del solo Ospedale di Pesaro. Fin qui niente di nuovo rispetto a mie precedenti cronache marchigiane. La novità adesso sta nella ufficializzazione di due giorni fa della sottoscrizione dell’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale tra Comune di Pesaro, Regione Marche, Azienda Sanitaria Unica Regionale e Azienda Ospedaliera Marche Nord (entrambe le Aziende cesseranno di esistere col prossimo 31 dicembre).

Il Comunicato della Regione parla di  circa 400 posti letto per un investimento di circa 170 milioni di euro. La vera notizia è che ancora non si sa cosa ci sarà in questi “nuovi” 400 posti letto e soprattutto cosa rimarrà nel “vecchio” ospedale di Fano che è struttura con una grande tradizione, destinata logicamente a perdere risorse rispetto al nuovo ospedale rinnovato e potenziato con diverse decine di posti letto in più. Si tenga presente che Fano è la terza città più popolosa delle Marche (circa 60.000 contro i 96.000 di Pesaro e i 99.000 di Ancona) e che – per quel che può contare – tra i migliori ospedali di Italia 2022 della “strana” classifica di Newsweek Fano è al 75esimo posto e Pesaro all’84esimo.

Addirittura inquietanti le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità Saltamartini che così avrebbe dichiarato ieri a il Resto del Carlino in risposta alla domanda se col nuovo ospedale  di Pesaro l’Ospedale di Fano ci avrebbe rimesso: “E’ una questione non ancora toccata, il discorso è complesso.

Nel momento della riforma che porterà l’azienda unica (nota: in pratica dal 1 gennaio prossimo l’Azienda Ospedaliera Marche Nord verrà soppressa e incorporata nella neonata Azienda Sanitaria Territoriale provinciale) si dovrà fare l’atto aziendale. Significa, cioè che si dovrà ricalcolare esattamente i medici e gli infermieri nei singoli ospedali. L’atto aziendale non si farà in base a questioni di campanile ma sulla base della domanda”.

Poi continua a spiegare Saltamartini: “In base alla domanda struttureremo la risposta. Fino ad oggi la risposta era di tipo localistico. Ecco perché non c’è stata ottimizzazione delle risorse impiegate. Da domani, cambierà. Anche perché la mobilità è orientata anche dalla fama dei medici, dalla nomea del reparto. E’ possibile che alcune prestazioni i pesaresi vadano a farle a Fano e viceversa. Tutto questo contribuirà nello stabilire i posti letto”. Ora è evidente che si tratta di parole in libertà, addirittura imbarazzanti data la rilevanza istituzionale della fonte. Dire che l’Atto Aziendale va fatto in base alla domanda è la più pura espressione della Legge di Truman: “se non li puoi convincere, confondili”.

La sintesi è che la Giunta delle Marche pensa che si possa progettare un nuovo ospedale per 170 milioni di euro senza un quadro programmatorio regionale (al momento fermo a 4 ospedali di primo-secondo livello in più rispetto agli standard del DM 70, 10 contro 14) e senza chiarezza sul ruolo dell’ospedale che a distanza di 12 km doveva confluirvi.

Dal laboratorio Marche continuano a venire esperimenti mal riusciti.

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

19 Ottobre 2022

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