Decreto Balduzzi. Turco (relatore Pd): “Senza intesa con Regioni le riforme sono leggi manifesto”

Decreto Balduzzi. Turco (relatore Pd): “Senza intesa con Regioni le riforme sono leggi manifesto”

Decreto Balduzzi. Turco (relatore Pd): “Senza intesa con Regioni le riforme sono leggi manifesto”
Creare le condizioni per la riorganizzazione della medicina territoriale, sopprimere la previsione che rende possibile non confermare il dirigente che ha lavorato bene, cancellare i Lea obsoleti e dare spazio ai nuovi bisogni di salute. Il tutto operando di concerto con le regioni. Ecco la relazione di Turco (Pd) co-relatrice al decreto Balduzzi 

Livia Turco, Pd, questa mattina ha svolto la sua relazione come co-relatrice del decreto Balduzzi, dopo che ieri Lucio Barani, Pdl, anch’egli relatore, aveva illustrato ai colleghi della Commisisone Affari Sociali il provvedimento del Ministro.
 
L’esponente del Pd ha detto subito di apprezzare il decreto in quanto “sono contenute scelte importanti, per certi versi ineludibili  che noi intendiamo valorizzare non nascondendoci però il quadro di difficoltà in cui il provvedimento si inserisce”. Il riferimento per Livia Turco è “la riduzione per il 2012 delle risorse per il Fondo sanitario nazionale di ben 1 miliardo di Euro ed al dissenso espresso dalle Regioni sul provvedimento in esame”.
 
Il rapporto con le regioni è per l’ex ministro della Salute fondamentale. I contrasti, sorti sul decreto, nei rapporti tra governo centrale e autonomie fanno esprimere alla Turco “profonda preoccupazione” e dunque ha sollecitato “il governo a creare le condizioni perché si ricostruisca un’azione convergente e condivisa con le Regioni”. In quanto senza “azione convergente Governo-Regioni, senza una valutazione credibile delle risorse, le riforme si infrangono e si riducono ad essere leggi manifesto”.
 
Andando avanti nella sua relazione la Turco ha indicato una “griglia di emendamenti tesi a migliorare il provvedimento” e questi riguardano la creazione di condizioni per rendere effettiva la riorganizzazione della medicina territoriale, sul governo clinico la Turco chiede di sopprimere la previsione che rende possibile non confermare il dirigente sia medico che sanitario che ha lavorato bene e infine, sui Lea cancellare quelli obsoleti e dare spazio ai nuovi bisogni di salute.
 
Riorganizzazione della medicina territoriale
“La riorganizzazione della medicina territoriale, previsto dall’articolo 1, è – ha ricordato Livia Turco – un processo avviato in molte regioni secondo modelli differenti che ha portato in talune realtà a sperimentare le Case della Salute”. Tuttavia “è importante che ci sia una norma di indirizzo che acceleri e renda omogeneo sul territorio nazionale questo processo. Bisogna demandare alle regioni le modalità organizzative più congrue al proprio territorio, e affidare alla legislazione il compito di realizzare una maggiore integrazione di tutte le categorie professionali operanti con il Ssn”
Infatti, il medico di famiglia, figura cruciale del sistema, potrà svolgere la sua funzione di presa in carico del paziente solo attraverso un lavoro di squadra e di equipe con le altre professioni. 
I cittadini, specie le persone con problemi di cronicità, devono essere presi in carico all’interno di un percorso di cura e assistenza unitario. Le molte risposte di cui necessita un problema così complesso  (risposte mediche, sociali ed economiche) non devono essere composte insieme dal paziente o dalla sua famiglia, ma devono entrare tutte in una modalità di presa in carico globale, attraverso sportelli unici ed equipe multidisciplinari. Questo è l’obiettivo fondamentale del Decreto legge.
L’articolo 1prevede che l’ organizzazione del sistema delle cure primarie deve avvenire “nei limiti delle disponibilità finanziarie per il servizio sanitario nazionale a legislazione vigente”.
Sappiamo, dall’esperienza di regioni come la Toscana, l’Emilia ed il Veneto, che l’investimento nella medicina territoriale realizza nel medio e lungo periodo una riduzione di spesa. Ma l’avvio del processo riformatore comporta investimenti in tecnologie, strutture, professionalità che difficilmente possono essere sostenuti con una sola azione di riconversione, riallocazione e riutilizzo delle risorse.
“Bisogna, dunque – conclude l’esponente del Pd su questo punto – creare le condizioni per rendere effettivo l’articolo 1”.  E per questo il “intendiamo formulare degli emendamenti”.
 
Responsabilità professionale
È un articolo “di grande rilievo” quello che si riferisce alla responsabilità professionale. E il suggerimento della Turco è di integrare il testo del Ministro con il Ddl in esame al Senato condiviso dalle forze politiche e dagli operatori. Obiettivo “favorire una relazione di fiducia, tra medico e paziente e combattere la medicina difensiva”.
 
Governo Clinico
L’articolo 4 che Livia Turco valuta “molto positivo” può essere “arricchito e completato prevedendo strumenti e procedure per la valutazione degli esiti e della qualità del sistema sanitario che, nonostante iniziative regionali lodevoli, costituisce una grave carenza nel nostro sistema”. In più il suggerimento dell’esponente del Pd è la soppressione della previsione che  “stabilisce la possibilità di non confermare l’incarico al dirigente medico e sanitario che ha conseguito una valutazione positiva del suo operato sulla base dell’articolo 9, comma 32 della legge 30 luglio 2010, n.122”.
 
Lea
 Infine l’aggiornamento dei Livelli essenziali d’assistenza qui la Turco ricordando il suo lavoro da Ministro ritiene positivo e “motivo di soddisfazione leggere una norma che prevede che tale aggiornamento avvenga entro una data certa, dicembre 2012, e contenga come prioritario la riformulazione dell’elenco delle malattie croniche, delle malattie rare e le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia”.
 
“L’aggiornamento dei Lea – per la Turco – non è solo un’azione aggiuntiva ma costituisce una rivisitazione delle prestazioni assistenziali per garantire il diritto alla salute”. Perché esistono anche Lea obsoleti che contengono cure inappropriate che vanno cancellati “per lasciare spazio – conclude l’ex Ministro – ai nuovi bisogni di salute e alle prestazioni necessarie. Tra queste l’aggiornamento del nomenclatore tariffario degli ausili delle protesi e l’analgesia epidurale”. 

20 Settembre 2012

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