A Tor Vergata il progetto laboratorio “Non solo raggi X”

A Tor Vergata il progetto laboratorio “Non solo raggi X”

A Tor Vergata il progetto laboratorio “Non solo raggi X”
Presentato oggi in occasione della Giornata internazionale della Radiologia, il progetto, un racconto di opere-collage con estratti di radiogrammi e immagini comuni tratte da riviste commerciali, è dedicato ai Tecnici di Radiologia del Policlinico le cui azioni si svolgono prevalentemente in uno stato di “apparente solitudine” e assenza di un costante confronto relazionale e professionale.

Un progetto laboratorio “Non solo Raggi X” sulla comunicazione tra professionisti delle “immagini radiografiche”. Un racconto di opere-collage.

E’ quanto è stato presentato oggi al Policlinico Tor Vergata in occasione della Giornata internazionale della Radiologi, giorno in cui nel 1895 il fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen scoprì i raggi X. “Il progetto – si legge in una nota del PTV – è rivolto ai Tecnici di Radiologia del Policlinico le cui azioni si svolgono prevalentemente in uno stato di “apparente solitudine” e assenza di un costante confronto relazionale e professionale”.

“Il Laboratorio – spiega la nota del policlinico – si è posto come obiettivo la promozione della comunicazione in tutte le sue declinazioni, la sinergia dello stare insieme e la relazione con l’Altro, dove le persone partecipano a processi lavorativi molto complessi attraverso una serie di incontri preliminari culminati, poi, nella produzione di collage”.

Perché il collage? Come spiega il Ptv, “perchè si tratta di una tecnica artistica considerata innovativa per la sua semplicità, una tecnica “democratica”, che la rende accessibile e praticabile da tutti. In un mondo sempre più frammentato, caotico e discontinuo, in cui viviamo immersi in un ininterrotto flusso d’immagini, il collage assume una valenza estremamente simbolica, regalando uno sguardo poetico nel prosaico impero della comunicazione globale”.

“Le opere-collage realizzate – continua la nota – rappresentano la loro interiorità e la loro intimità, partendo da un semplice radiogramma e da immagini estrapolate da comuni riviste commerciali”.

“Osservandole con attenzione, anche le immagini più imprecise e confuse acquisiranno via via sempre maggiore fedeltà e rigore, svelando dettagli prima sconosciuti, lasciando trasparire il loro aspetto sensibile, spalancando le porte a autentiche interpretazioni personali. Il laboratorio – conclude la nota – partecipa a porre come obiettivo primario la sinergia dello stare insieme e la comunicazione con l’Altro, in ospedale o più in generale in un ambiente professionale, dove le persone partecipano, con la loro sensibilità e la loro professionalità, a processi, spesso molto complessi”.

08 Novembre 2022

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