Cà Foncello di Treviso, il fisioterapista per neonati entra in terapia intensiva neonatale

Cà Foncello di Treviso, il fisioterapista per neonati entra in terapia intensiva neonatale

Cà Foncello di Treviso, il fisioterapista per neonati entra in terapia intensiva neonatale
Conclusa positivamente la fase sperimentale del progetto che vede i professionisti di neuro-riabilitazione in Terapia intensiva neonatale. Paola Lago (direttore Tin):“Grazie a questo tipo di intervento riabilitativo i neonati ricoverati avranno l’opportunità di essere presi in carico dall’inizio del loro ricovero e fino a dopo la loro dimissione dall’ospedale, favorendo la riduzione di tutte quelle complicanze che per circa il 25-30% dei neonati a rischio e ricoverati in Tin presenteranno durante l’infanzia”.

A sei mesi dell’inserimento della figura del fisioterapista per neonati all’interno dell’equipe della Terapia intensiva neonatale (Tin), nell’ospedale Hub trevigiano Cà Foncello, il bilancio è più che positivo. Il progetto, iniziato con un approccio sperimentale, ha come obiettivo lo sviluppo di percorsi di cura rivolti a neonati che, a causa di fattori lesivi pre o post perinatali, hanno maggiori possibilità di presentare problemi di tipo neurologico. “Si tratta di un programma di neuro-riabilitazione precoce del neonato – spiega Paola Lago, direttore della struttura complessa, della Tin – eseguito da specifici professionisti, affiancati quotidianamente da altrettanti professionisti della neuro-riabilitazione, quali il fisioterapista e il logopedista che condividono dei piani di intervento personalizzati nel neonato coinvolgendo anche mamma e papà”.

Le condizioni che costituiscono per il neonato fattori di rischio per lo sviluppo psicomotorio ed una conseguente ospedalizzazione in un ambiente intensivo, solitamente si rinvengono nelle nascita pre e post-termine, asfissie perinatali, basso peso del bambino, emorragie cerebrali, infezioni perinatali, malattie genetiche e chirurgiche congenite che, se non presi in carico appena passata la fase critica, secondo questo progetto riabilitativo e per tutta la durata della degenza (a volte di circa 3 mesi), il direttore della struttura complessa avverte: “Circa il 25-30% dei neonati a rischio e ricoverati in Tin presenta disturbi neuromotori durante l’infanzia, quali ritardi nell’acquisizione delle tappe neuromotorie, paralisi cerebrali infantili, problemi nello sviluppo comportamentale, mentale e affettivo-relazionale”, spiega la direttrice della Tin.

“Grazie a questo tipo di intervento riabilitativo specialistico e precoce – continua Lago – i neonati ricoverati in Tin avranno l’opportunità di essere presi in carico dall’inizio del loro ricovero e fino a dopo la loro dimissione dall’ospedale, ottenendo le migliori performance di cure possibili e limitando gli esiti a distanza negativi”

A distanza di sei mesi dall’inizio del progetto, spiegano dall’ospedale, si è visto sin da subito una riduzione di oltre il 50% delle plagiocefalie nel neonato. “Un follow up completo lo potremmo avere a distanza di ulteriori 12-15 mesi – conclude la direttrice della Tin – ma avere ridotto di così tanto la malformazione della testa in un bambino rende sicuramente più tranquilli i neo genitori, che vedranno un figlio alla pari di un bambino nato ad esempio nel termine giusto. Oltre a questo, come detto, il programma tratta anche un percorso che non si conclude al momento della dimissione del bambino dalla Tin, per cui è previsto che il programma riabilitativo prosegua al rientro a domicilio, sia attraverso sedute in telemedicina sia attraverso delle visite. Con questo tipo di programma riabilitativo, possiamo già stimare che si ridurranno gli eventi avversi del neonato di quel 25% che parlavamo prima, oltre al benessere dei genitori e della famiglia”.

Questo tipo di intervento migliora la presa in carico globale del neonato, previene l’instaurarsi di complicanze muscolo-scheletriche e promuove lo sviluppo neuro comportamentale attraverso proposte di accudimento che coinvolgono direttamente la famiglia.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

23 Novembre 2022

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...