Giraffa in fuga viene sedata e muore. La Fnovi chiede chiarezza

Giraffa in fuga viene sedata e muore. La Fnovi chiede chiarezza

Giraffa in fuga viene sedata e muore. La Fnovi chiede chiarezza
Per la Federazione degli Ordini dei Veterinari la vicenda di Imola "non deve restare solo il triste epilogo di una vita di prigionia” ma fare riflettere sulla  presenza degli animali nei  circhi e sulle modalità della loro  detenzione. "Non rispettate le norme a tutela dell'incolumità degli animali e delle persone".

Sulla morte della giraffa in fuga  dall’ attendamento del Circo Orfei a Imola, successivamente sedata e morta,  la Fnovi (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) chiede che venga identificata la causa del decesso e vengano accertate le eventuali responsabilità.

“La vicenda – afferma la Fnovi in una nota – non deve essere in nessun modo derubricata a ‘stranezza’ o ‘incidente’. Certo è poco usuale vedere una giraffa correre nelle vie di una città, certo ci sono stati degli incidenti che hanno coinvolto questo povero animale terrorizzato. Ma la vicenda è un dramma che ancora una volta nasce dalla  presenza degli animali nei  circhi e dalle modalità della loro  detenzione. La tragedia di Imola sembra dire con tutta evidenza che non vengono rispettate le norme a tutela dell'incolumità pubblica, senza quindi considerare né prevenire i rischi per animali e persone”.

Secondo i veterinari, inoltre, “non sono perdonabili leggerezze e incapacità nella gestione di  situazioni di emergenza perché la morte di un animale, qualsiasi animale, non può derivare da imprecisioni oppure da  scelte dettate dal panico”.

In questo contesto, la Fnovi  chiede l’accertamento dei fatti per chiarire “se e quali inadempienze e errori  si sono verificati”.

Per i veterinari, infatti, “è doveroso conoscere, ad esempio,  nei dettagli – e  siamo fiduciosi che le autorità competenti svolgeranno le indagini necessarie – quali siano state le sostanze farmacologiche utilizzate per sedare la giraffa, chi abbia calcolato i dosaggi e come sia stato gestito il risveglio per evitare la compressione degli organi vitali e la conseguente morte. Inoltre, se e come sia stato effettuato il trasporto. Questo elemento è importante, perché le giraffe sono animali delicatissimi da trasportare data la lunghezza del collo. Le notizie riportate dalla stampa narrano di un intervento da parte della polizia provinciale e confidiamo che non si tratti di un abuso di professione”.

Inoltre, ricorda la Fnovi, “l’utilizzo dei fucili con anestetico prevede il rispetto di una serie di norme emanate dal Ministero della Salute. I protocolli per la sedazione degli animali, tanto più in condizioni di stress, devono essere scrupolosamente osservati e sono diversi per ogni singola specie animale”.

La Fnovi chiede quindi, “con forza, che venga fatta chiarezza su questa vicenda e che la morte della giraffa non resti solo un triste epilogo di una vita di prigionia”.
 

24 Settembre 2012

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