Sono iniziate questa mattina in Commissione Affari Sociali della Camera le audizioni informali sul decreto Balduzzi. Hanno aperto i lavori i rappresentanti della medicina del territorio. In particolare la Fimmg, la Fimp e il Sumai hanno presentato un documento unitario in cui sono illustrate una serie di proposte che, qualora venissero accettate, potrebbero diventare degli emendamenti all’articolo 1 del decreto, quello che si prefigge il riordino dell’assistenza territoriale.
Specialisti ambulatoriali
Nel documento unitario si chiede di prevedere esplicitamente oltre al rapporto tra il Ssn e i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, anche quello con gli specialisti ambulatoriali. Si tratta insomma di una correzione formale del testo.
Limiti e ambiti di competenza dei livelli di contrattazione
Le tre sigle chiedono che gli Acn prevedano “i limiti e gli ambiti di competenza dei vari livelli di contrattazione e l'adeguamento dei disposti convenzionali con riferimento alle peculiarità delle aree territoriali quali aree metropolitane, aree a popolazione sparsa e isole minori”. Proposta questa, già condivisa dai tavoli tecnici tra Ministero e Regioni, orientata ad evitare sovrapposizioni di norme presenti nell’Acn, negli Accordi integrativi regionali e in quelli aziendali, “creando quindi un vincolo di subordinazione tra i diversi livelli di contrattazione”.
Compenso
“Definire – si legge nel documento – la struttura del compenso spettante al medico prevedendo un onorario professionale e una quota di contribuzione alle spese sostenute per l’esercizio delle attività previste dal rapporto convenzionale; l’onorario professionale è articolato in una quota fissa e una quota variabile per ciascun assistito o per ciascuna ora prestata, definite sulla base della complessità della casistica degli assistiti, come corrispettivi delle funzioni e attività assistenziali, nonché per il raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi di attività e del rispetto dei conseguenti livelli di spesa programmati di cui alla lettera b-sexies) e di eventuali funzioni complementari a quelle assistenziali”.
“ Il clima è stato di correttezza e cordialità – ha spiegato Giacomo Milillo raggiunto telefonicamente alla fine dell’incontro. –Il nostro documento presenta delle osservazioni su come migliorare l’art. 1. Si tratta di una relazione di commento con una serie di suggerimenti che auspichiamo diventino emendamenti non essendo noi i soggetti che possono presentarli”.
Noi ci siamo attenuti al decreto e non abbiamo considerato le osservazioni delle regioni, non è intenzione alimentare una polemica che consideriamo superata anche perché speriamo che con le regioni si possa riaprire il dialogo sia pure pian pianino”.
Quello che è stato chiesto dalle tre sigle ha aggiunto Milillo è la “difesa del ruolo unico e le aggregazioni funzionali e abbiamo chiesto maggior precisione nella ristrutturazione del compenso per quanto riguarda le 24h”.
“Perché è evidente – conclude Milillo – che si tratta di cominciare subito a far quello che si può fare, essendo coscienti che un riordino di questo genere richiederà tempi e risorse che in questo momento non sono indispensabili ma che devono essere trovate. Sappiamo che le risorse fino al 2014 non saranno disponibili. Noi stiamo ragionando su come far partire adesso il cambiamento senza aumenti delle risorse disponibili senza insomma ulteriori investimenti”. Poi si vedrà.
"Premesso che il testo dell’articolo 1 del Dl Balduzzi ci trova pienamente concordi – specifica il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala – oggi abbiamo presentato in audizione insieme alla Fimmg e alla Fimp degli emendamenti contenenti le proposte di modifica all’articolato. Modifiche che potremmo definire di rifinitura ma che a nostro avviso sono utili a rendere ancora più chiaro il testo".