Anziani. Fondazione Onda: “L’80% dei caregiver vorrebbe un aiuto, ma solo il 32% pensa alla Rsa”

Anziani. Fondazione Onda: “L’80% dei caregiver vorrebbe un aiuto, ma solo il 32% pensa alla Rsa”

Anziani. Fondazione Onda: “L’80% dei caregiver vorrebbe un aiuto, ma solo il 32% pensa alla Rsa”
È quanto emerge da un'indagine presentata oggi in occasione della consegna dei bollini Bollini RosaArgento, che premiano le strutture più attente al benessere dei suoi ospiti/pazienti (94 strutture hanno ricevuto il massimo riconoscimento di 3 bollini, 101 hanno ricevuto 2 bollini e 10 strutture 1 bollino). Secondo i dati dell’indagine, il 65% dei caregiver ammette di risentire molto di questo impegno. I motivi principale per cui non si pensa al ricovero del proprio caro in Rsa è il costo e il senso di colpa. L’INDAGINE

Avere una persona anziana di cui prendersi cura può non essere semplice. Lo dimostra una indagine condotta nel 2022 da Fondazione Onda, in collaborazione con l’Istituto di ricerca partner Elma Research, su 283 persone che assistono, in forma gratuita e continuativa, uno o più familiari o amici di età superiore ai 70 anni (uno su due fornisce quotidianamente un’assistenza completa al proprio assistito, anche nei bisogni primari). Il 65% di questi caregiver deve ammettere che la propria vita risente molto di questo impegno su diversi livelli e anche se prestare assistenza al proprio caro gratifica (85% degli intervistati mediamente o estremamente d’accordo con questa affermazione), l’87% ritiene comunque di avere bisogno di aiuto nella gestione quotidiana dell’aziano.

Nonostante emerga chiaramente la necessità di supporto, solo 1 caregiver su 3 prende in considerazione l’affidamento del proprio assistito a una Rsa. Infatti, pur ritenute luoghi sicuri dal punto di vista sanitario da più della metà degli intervistati, il senso di colpa che si proverebbe nell’affidare il proprio caro a qualcuno di diverso sarebbe insostenibile per oltre due terzi di loro. Inoltre, per quasi 2 intervistati su 3, un ulteriore ostacolo potrebbe essere rappresentato dai costi elevati di tale servizio e da come si andrebbe a penalizzare il rapporto tra famiglia ed ospite a causa del poco tempo a disposizione per le visite.

La ricerca è stata presentata oggi nell’ambito della cerimonia di consegna dei Bollini RosaArgento, il riconoscimento su base biennale che Onda attribuisce alle strutture, pubbliche o private accreditate, attente al benessere, alla qualità di vita e in grado di garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura degli ospiti (l’iniziativa gode del patrocinio di 15 Società scientifiche e Associazioni in ambito geriatrico e della collaborazione di 6 Enti e Organizzazioni).

Sono 205 le Residenze Sanitarie Assistenziali e le Case di Riposo premiate nel corso di questa ultima edizione, dedicata alla memoria del Prof. Carlo Vergani, punto di riferimento nella clinica e ricerca geriatrica, col quale Fondazione Onda ha avuto l’onore di collaborare per tanti anni, avviando insieme proprio il progetto dei Bollini RosaArgento.

Uno degli obiettivi dei Bollini RosaArgento è quello di fornire alle famiglie uno strumento di orientamento utile nella scelta delle RSA e delle Case di riposo più attente al benessere e alla tutela della dignità degli ospiti. Tutti i servizi delle strutture premiate nel Bando 2023-2024 sono consultabili sul sito www.bollinirosargento.it.

“I Bollini RosaArgento sono uno strumento prezioso per guidare, nella scelta del luogo più adatto alle loro esigenze, coloro che hanno a cuore il benessere dei loro familiari più fragili”, affermano Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda e Giorgio Fiorentini, presidente Advisory Board Bollini RosaArgento. “Le strutture che premiamo con i nostri bollini crescono in numero biennio dopo biennio, a dimostrazione del fatto che sempre più Case di riposo e RSA mirano all’offerta di servizi di qualità per quanto concerne il benestare dei loro ospiti e delle loro famiglie. È un aspetto che va in netta controtendenza con i pregiudizi e lo stigma che negli scorsi due anni hanno attorniato queste realtà, e ne siamo orgogliosi”.

L’attribuzione dei bollini avviene secondo un punteggio, elaborato da un algoritmo e validato dall’Advisory Board, ottenuto tramite la compilazione di un questionario di candidatura. Le domande hanno lo scopo di valutare specifici requisiti considerati fondamentali dall’Advisory Board stesso e che tengono conto dell’assistenza clinica e dei servizi generali offerti, ma non solo; viene infatti ampiamente valutato anche il lato umano dell’assistenza alla persona, per garantire agli ospiti una buona qualità di vita e una permanenza dignitosa.
Sulla base di questi criteri, è stato attribuito il massimo riconoscimento (3 bollini) a 94 strutture, mentre 101 hanno ricevuto 2 bollini e 10 strutture hanno ottenuto 1 bollino.

13 Dicembre 2022

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