Esperienze Digitali. Liberi@mo la Salute, telemedicina nell’istituto penitenziario di Rebibbia

Esperienze Digitali. Liberi@mo la Salute, telemedicina nell’istituto penitenziario di Rebibbia

Esperienze Digitali. Liberi@mo la Salute, telemedicina nell’istituto penitenziario di Rebibbia
Con “Liberi@amo la salute” la ASL Roma 2 vuole costruire un modello di continuità assistenziale per i detenuti del carcere di Rebibbia, delineando percorsi di assistenza individuale.

La protezione del diritto alla salute per le persone private della libertà personale è centrale e costituisce l’applicazione del principio di eguaglianza, con impegno alla “rimozione degli ostacoli“ dati da oggettivi svantaggi situazionali. Sovraffollamento delle carceri, disagio psicologico, stili di vita scorretti, impongono un’accelerazione sull’assistenza sociosanitaria, innovando metodologie e terapie mediche verso una “sanità digitale” e una medicina in rete che agevoli lo scambio di informazioni fra professionisti, con abbattimento anche dei costi di trasferimento, scorte e piantonamenti. Ciò richiede una revisione profonda delle modalità organizzative-operative e la digitalizzazione dei percorsi sanitari in ambito penitenziario.

Contesto e obiettivo
Rebibbia è una struttura imponente; molti dei circa 2.200 detenuti hanno patologie croniche più o meno gravi. In carcere non è facile stare attenti alla salute, il che aumenta drasticamente la probabilità di episodi acuti: il 70% dei detenuti ha una malattia, oltre il 40% una patologia psichiatrica, il 14,5% malattie dell’apparato gastrointestinale, l’11,5% malattie infettive e parassitarie, quasi il 45% è obeso o sovrappeso, circa il 53% è a rischio suicidio (Fonte DAP). Uno scenario dove telemedicina e servizi digitali possono decisamente migliorare la qualità di cura.

Da quando sono state trasferite al SSN le funzioni sanitarie svolte dall’Amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento giustizia minorile del Ministero della Giustizia, la ASL Roma 2 ha la responsabilità dell’assistenza sanitaria nelle carceri delle Case Circondariali e di Reclusione di Rebibbia e del Padiglione “Palazzina D” gestito dalla UOC Medicina Protetta al P.O. Sandro Pertini. Circa 2.400 presenze medie giornaliere, cui si aggiungono i detenuti in regime di carcerazione domiciliare, ad oggi non oggetto della sperimentazione. L’assistenza sanitaria prevede una presenza medica e infermieristica garantita dalle 12 alle 24 ore per 365 giorni l’anno.

Risorse impiegate ed attività
Un passo in più: Liberi@amo la salute La ASL Roma 2 mette a terra un progetto prototipale di Telemedicina come strumento di supporto alla cura e di completamento a quanto già attualmente erogato all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia innovando l’organizzazione del processo assistenziale: Teleconsulto medico, Teleassistenza da parte delle professioni sanitarie, Telerefertazione e sistemi di Telemonitoraggio.

La presenza di un sistema informatico omogeneo per la condivisione di informazioni attraverso i diari clinici, in formato digitale, dei detenuti è una garanzia di percorso che permette di effettuare diagnosi precoci e regala al paziente, che coopera con i professionisti nella definizione del proprio percorso di cura, maggiore fiducia.

I dispositivi di telemonitoraggio e la piattaforma software attivano i servizi di teleassistenza, teleconsulto e telecooperazione sanitaria tra Rebibbia e P.O. S. Pertini. La sperimentazione consente già oggi il teleconsulto in tempo reale ed evita il trasferimento dei detenuti in strutture sanitarie altre. Le aree della Telemedicina attivate per il progetto ad oggi sono: Teleconsulto; Telerefertazione Diagnostica di laboratorio/immagini: Telerefertazione degli ECG; Telerefertazione dell’RX torace; l’Eco-fast; l’Emogasanalisi; Monitoraggio dei parametri e valori vitali. Gli operatori sanitari nelle carceri dispongono di postazioni di lavoro informatizzate e devices multiparametrici per il monitoraggio costante in tempo reale dei parametri salienti gestiti dalla piattaforma informatica, collegamento tra Reparti Specialistici attraverso un sistema di Televideoconsulto per l’ottimizzazione e la maggiore offerta di visite specialistiche da remoto.

Risultati e next step
Gli obiettivi raggiunti dal progetto sono stati: ottimizzazione dei tempi di risposta della diagnosi, di quelli di attesa per visite specialistiche e dell’impiego delle risorse umane, abbattimento dei costi, maggiore economicità e sicurezza, migliore cooperazione e coordinamento delle attività assistenziali attraverso la formazione e la conoscenza professionale tra tutti gli attori coinvolti. Una svolta prima di tutto culturale: Il risultato di oggi deve molto a un cambiamento culturale che coinvolge i professionisti della salute. Non tutti si abituano in fretta all’idea che oltre a visitare fisicamente un paziente lo si possa conoscere con una video-visita, studiando i dati, confrontandosi a distanza con dei colleghi. Dietro a questo c’è una grande svolta concettuale: i medici non sono più soli nel loro studio, grazie alla Telemedicina che abbatte le barriere e fa sì che quando un paziente varca la soglia di uno studio medico, in quel momento entra nel Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso. Da lì può ricevere quasi tutte le prestazioni e valutazioni di cui ha bisogno.

G.Casati – Direttore Generale ASL ROMA 2

G.Casati – Direttore Generale ASL ROMA 2

21 Dicembre 2022

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