Costi della politica. Regioni vogliono un Decreto del Governo

Costi della politica. Regioni vogliono un Decreto del Governo

Costi della politica. Regioni vogliono un Decreto del Governo
Approvato un documento di indirizzo in 5 punti. In questo modo sarà possibile garantire in modo “veloce e uniforme nuovi parametri relativi a tutti i costi della politica, che prendano le mosse dall’adozione di criteri standard al fine di promuovere l’omogeneizzazione delle diverse Regioni”.

Un Decreto Legge per mettere dei paletti ai costi della politica regionale. È quanto chiedono le Regioni al Governo. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocato oggi e presieduta da Vasco Errani, ha infatti approvato un documento che recita così:
 
“I Presidenti delle Regioni e delle Province autonome chiedono al Governo di stabilire in via definitiva, attraverso un Decreto Legge che garantisca un percorso veloce e uniforme, nuovi parametri per Regione relativi a tutti i costi della politica, che prendano le mosse dall’adozione di criteri standard al fine di promuovere l’omogeneizzazione delle diverse situazioni regionali, rispetto, in primo luogo, ai seguenti punti:

1. riduzione parametrata di tutti gli emolumenti percepiti dai Consiglieri, dai Presidenti e dai componenti della Giunta;

2. riduzione del numero dei Consiglieri e degli Assessori in piena attuazione dell’art. 14 del Decreto Legge 138 del 2011. In tale senso andranno adeguati, ove occorra, gli Statuti entro il 31 dicembre 2012;

3. limitare e uniformare, sulla base di criteri omogenei, la spesa dei gruppi consiliari, eliminando i benefit sotto qualsiasi forma, riconoscendo esclusivamente il finanziamento delle spese riferite alle funzioni politico-istituzionali dei gruppi. Tali spese debbono essere sottoposte al controllo della Corte dei Conti garantendo la piena trasparenza;

4. eliminare la possibilità di costituire nuovi gruppi che non abbiano corrispondenza con le liste elette;  

5. fissare il numero delle Commissioni consiliari permanenti e/o speciali, prevedendo la possibilità di costituirne da un minimo di 4 ad un massimo di 8, in base al numero dei Consiglieri;
Su questi punti il Governo ha il sostegno di tutte le Regioni Italiane che chiedono che vengano stabilite delle sanzioni per i non adempienti”.

“Molte Regioni hanno già avviato il processo per ridurre i costi, ma ora è il momento, senza se e senza ma, di arrivare a questa iniziativa tutti insieme per la qualità dell'istituzione”, ha affermato Vasco Errani al termine della riunione della Conferenza delle Regioni.

“Abbiamo fatto all'unanimità una scelta importante – ha aggiunto -. Indichiamo e proponiamo al governo criteri precisi sui quali sia possibile operare. Chiediamo lo strumento del decreto, che è il più veloce, e che tutto venga varato il prima possibile. Per la qualità delle istituzioni, che è fondamentale per la democrazia”.
Errani ha poi aggiunto: “In Italia non si è realizzato il federalismo, il processo è bloccato, mi sembra evidente. Serve una riforma istituzionale organica, a partire dal Parlamento. Diversamente, il sistema non funziona”.
 

27 Settembre 2012

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