Cnb. La raccomandazioni del Comitato su alimentazione umana e benessere animale

Cnb. La raccomandazioni del Comitato su alimentazione umana e benessere animale

Cnb. La raccomandazioni del Comitato su alimentazione umana e benessere animale
Secondo il documento del Cnb quello che mangiamo non deve essere soltanto buono e soddisfare il palato ma deve anche essere conforme a requisiti etici di correttezza e trasparenza dell’intera filiera produttiva nonché di attenzione nei confronti dei parametri del benessere animale

 Il Comitato Nazionale per la Bioetica il 28 settembre ha discusso e approvato all’unanimità il documento “Alimentazione umana e benessere animale”. Il documento che affronta una delle più note, ordinarie e antiche forme di utilizzo dell’animale: la produzione di carne e in generale di prodotti di origine animale per l’uomo.
 
Quando definiamo qualcosa come “buono da mangiare”, sostiene il Cnb, non dovremmo riferirci soltanto a ciò che soddisfa il palato e obbedisce a criteri gastronomici o dietetici, ma anche a ciò che è “conforme a determinati requisiti etici di correttezza e trasparenza dell’intera filiera produttiva nonché di attenzione nei confronti dei parametri del benessere animale”.
 
I bioeticisti dunque sostengono un’etica della “biocultura che superi una concezione dell’animale esclusivamente quale mezzo per il soddisfacimento di interessi e di bisogni umani e in cui esso venga riconosciuto quale essere senziente meritevole di tutela”.
 
Il parere “pur tenendo presente la centralità dell’uomo e l’interesse legittimo al contenimento dei prezzi dei prodotti di origine animale in tempi di crisi come quelli che viviamo”, afferma la necessità di “pervenire a una valutazione globale che esamini il problema alla luce di un più ampio e lungimirante concetto di vantaggio per la società nel suo complesso, compreso quello del mondo produttivo, nel rispetto della salute umana, del benessere degli animali e della sostenibilità ambientale”.
 
Dalle conclusione del documento, elaborato dalle Professoresse Luisella Battaglia e Cinzia Caporale, derivano anche alcune puntuali raccomandazioni:
1) promuovere una cultura di impresa e di filiera con una forte valorizzazione della responsabilità umana nei confronti del benessere animale;
2) adottare un sistema specifico di etichettature riferito ad attività produttive e zootecniche basate su standard qualitativi di eccellenza rispetto al benessere animale e questo lungo tutta la filiera;
3) rispettare concretamente il diritto a conoscere dei consumatori, anche attraverso la promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione da parte delle autorità di controllo;
4) attivare tempestivamente la realizzazione di una rete europea di centri di riferimento per la protezione e il benessere degli animali al fine di favorire l’affermarsi di forme più sostenibili di allevamento e produzione animale su tutto il territorio dell’Unione;
5) incentivare la ricerca scientifica in materia di benessere animale, particolarmente per gli animali da reddito, e sviluppare un sistema di valutazione animal-based;
6) valorizzare il ruolo cruciale del veterinario nel valutare le condizioni di vita degli animali e nel riconoscere i parametri del loro benessere;
7) attivare la formazione professionale dei personale addetto alla cura e alla gestione degli animali.

02 Ottobre 2012

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