Il rilancio dell’ospedale marino di Alghero: gioiello dimenticato da troppo tempo
Al dibattito acceso dall’esponente azzurro in Consiglio regionale, che chiede lumi sul protocollo d’intesa e sulle necessarie convenzioni attuative volte a disciplinare i termini e le modalità del passaggio dell’ospedale Marino-Regina Margherita di Alghero all’AOU di Sassari, anche ai fini del mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero, attraverso Quotidiano Sanità, interviene l’assessore alla Sanità, Carlo Doria.
Da professore ordinario delle malattie dell’apparato locomotore dell’università sassarese, Doria è direttamente interessato a rispondere sull’argomento. Ed in proposito replica: “Da diverse settimane ormai odo starnazzare, come le oche del Campidoglio, alcuni rappresentanti del territorio della Riviera del Corallo circa il declino dell’Ospedale Marino di Alghero attribuito all’incuria della giunta regionale di cui mi onore di far parte. Se dapprima questo chiacchiericcio populista, demagogico e pretestuoso poteva rappresentare una seccatura comparabile al ronzio di qualche zanzara fastidiosa, oggi ha assunto un tono dialettico che non mi consente più di tacere tanto più se arriva anche da esponenti dell’attuale maggioranza regionale. È quindi necessario fare il punto della situazione a beneficio della verità e dell’utenza”.
“È troppo facile “cavalcare” oggi il malcontento dei pazienti per potersi rifare una verginità in vista della prossima competizione elettorale – tuona Doria -, ma, senza alcuna vena polemica, vi chiedo dove eravate e cosa avete fatto nella vostra veste di primi cittadini dell’Alguer e poi di consiglieri regionali del territorio anche quando siete stati alternativamente in maggioranza nelle stanze dei bottoni ? La risposta è semplice: niente !!! Avete assecondato il degrado di una struttura ospedaliera che ha rappresentato per l’Ortopedia Sarda un centro di riferimento regionale con il compianto Prof. Mastrandrea che ha dato lustro alla città ed è stato maestro di tanti ortopedici. L’incuria che avete dimostrato nei confronti della sanità algherese, e dell’Ospedale Marino in particolare, ha portato anche ad un degrado strutturale del complesso ospedaliero che, negli ultimi dieci anni che hanno preceduto l’attuale legislatura regionale, ha perso anche i requisiti minimi di legge per garantire la qualità e la sicurezza delle prestazioni. Questo è lo stato dell’arte della decadenza inconfutabile di quel gioiello sanitario di un tempo rappresentato dall’Ospedale Marino di Alghero le cui cause sono sotto gli occhi di tutti”.
“Certamente alla sanità algherese – prosegue l’assessore – non ha giovato il presidio unico introdotto dalla precedente giunta regionale ed abolito con la legge n. 24/2020 sulla nuova riforma sanitaria che ha voluto specificatamente rilanciare la struttura ortopedico-riabilitativa algherese inserendola nel contesto dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, per restituirle la dignità e i fasti di un tempo. Per tale ragione si sono resi necessari degli importanti investimenti economici che la regione Sardegna, tramite l’AOU SS, ha fatto volentieri per la ristrutturazione completa e la messa a norma ISO 5 di tre sale operatorie, i cui lavori sono già iniziati, nonché il completamento dell’ala ovest dell’ospedale Marino che ospiterà la nuova struttura dipartimentale di Traumatologia dello sport e tecniche chirurgiche innovative dove verrà attivato il centro di formazione regionale di chirurgia robotica in ortopedia”.
“Un rilancio delle attività del presidio ospedaliero del Marino, che diverrà inoltre sede di formazione del corso di laurea in scienze infermieristiche e fisioterapia, rappresenterà un volano per tutto il territorio completando l’offerta sanitaria atta a soddisfare i requisiti per il riconoscimento del DEA di I livello del presidio ospedaliero della Pietraia, nonché una possibile attrazione per rilanciare a livello regionale e nazionale il complesso sportivo attiguo che potrebbe veramente ambire a diventare un punto di riferimento per il ritiro e la preparazione atletica di moltissime squadre e club sportivi. Tutto il resto è noia”. – conclude Doria.
Elisabetta Caredda
21 Febbraio 2023
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