Salute mentale. Il no dei medici e del PD alla cura degli adolescenti nei DSM  

Salute mentale. Il no dei medici e del PD alla cura degli adolescenti nei DSM  

Salute mentale. Il no dei medici e del PD alla cura degli adolescenti nei DSM  
Inserire un ragazzo all’interno del Dipartimento di Salute Mentale, nell’area della psichiatria dell’adulto, può essere pericoloso per i medici del settore. “Il percorso richiesto per queste fasce di età e per le particolari caratteristiche evolutive e relazionali dei pazienti richiede un gruppo di lavoro specifico”, spiega Tiberio Monari della Fp Cgil Medici. Bigon (Pd): “Chiediamo lo stralcio quanto previsto su questo specifico punto nel Dgr 371/2022. Non si possono scaraventare i ragazzi nell’area della psichiatria per l’adulto”.

A circa un anno dall’approvazione della Dgr 371, delibera che ridefinisce un nuovo modello organizzativo e gestionale dell’area salute mentale, ancora non si placano i disappunti su quanto propone il dettato regionale. In particolare, ciò che sollevano i medici riguarda l’istituzione, seppur in via sperimentale, della struttura di Neuropsichiatria dell’Adolescenza (NPA), Unità Operativa Semplice Dipartimentale da incardinare nel Dipartimento di salute mentale, funzionalmente collegata alle UO di NPI e alle UOC per la fascia d’età 12-24 anni.

“Esprimiamo notevoli perplessità sull’istituzione di una struttura di neuropsichiatria dell’adolescenza all’interno del dipartimento di salute mentale, considerando che finora la Regione Veneto ha sempre osservato l’età evolutiva come una disciplina e area con una complessità specificità sia da un punto di vista clinico, sociale e relazionale, riconoscendo per queste fasce di età le dovute particolari caratteristiche evolutive e relazionali dei pazienti”, spiega Tiberio Monari, coordinatore regionale dell’Osservatorio della Salute Mentale Fp Cgil Medici e Dirigenti Sanitari. “L’istituzione di questa struttura all’interno del Dipartimento di salute mentale con pazienti di tutt’altra età rischia di frammentare anziché di integrare la cura al malato”, aggiunge.

Anche a livello politico l’idea, seppur sperimentale, prevista dalla Dgr 371, di incardinare le cure dei malati con fascia di età 12-24 all’interno nel Dipartimento di salute mentale ha fatto eco anche da parte della vice presidente della V commissione Salute, Anna Maria Bigon, che nelle scorse settimane ha presentato una mozione con la richiesta di “stralciare quanto previsto su questo specifico punto ritornando alla valutazione e presa in carico, nonché alla cura nei servizi specifici territoriali per fascia d’età evolutiva”.

È sempre il coordinatore regionale Tiberio Monari a evidenziare la complessità del problema e dell’estrema importanza di una progettualità di integrazione nelle fasi del passaggio dell’età evolutiva all’età adulta essendo la salute mentale un quesito molto complesso che necessita di una ampia condivisione fra i servizi deputati come il mondo della scuola le società scientifiche, le associazioni dei famigliari e, anche, le associazioni sindacali in quanto rappresentanti degli operatori.

“Diamo la nostra disponibilità alla Regione per una nostra partecipazione, con un gruppo di lavoro specifico, allo scopo di elaborare delle progettualità condivise per la cura degli adolescenti, in una logica di un percorso di integrazione centrato sui bisogni dei pazienti e sulle buone pratiche; partendo dal suo ambito di vita con un progetto individualizzato”, conclude Monari.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

22 Marzo 2023

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