Donne vittime di violenza. Nel 2021 sono stati oltre 11 mila gli accessi nei pronto soccorso. Crescono i ricoveri (+12,4%). I dati di Istat-Ministero della Salute

Donne vittime di violenza. Nel 2021 sono stati oltre 11 mila gli accessi nei pronto soccorso. Crescono i ricoveri (+12,4%). I dati di Istat-Ministero della Salute

Donne vittime di violenza. Nel 2021 sono stati oltre 11 mila gli accessi nei pronto soccorso. Crescono i ricoveri (+12,4%). I dati di Istat-Ministero della Salute
Le giovani donne di 18-34 anni sono state le più colpite (8,8 per 10.000), seguite dalle donne adulte di 35-49 anni (7,2 per 10.000). I tassi di accesso delle straniere al PS con indicazione di violenza sono più del doppio di quelli delle italiane. Le diagnosi più frequentemente associate alla violenza sono relative a traumatismi e avvelenamenti (fratture, ferite, contusioni, ustioni e avvelenamenti) e a disturbi mentali. IL REPORT

Nel 2021, sono state 11.771 le donne che hanno effettuato un accesso in Pronto Soccorso (PS) con indicazione di violenza. L’incidenza di tali accessi è pari a 18,4 per 10.000 accessi complessivi in PS (negli uomini sono 15,1), in costante aumento dal 2017 (14,1), nonostante la generale diminuzione del ricorso al PS in conseguenza della pandemia da Covid-19.

Le giovani donne di 18-34 anni sono state le più colpite (8,8 per 10.000), seguite dalle donne adulte di 35-49 anni (7,2 per 10.000). I tassi di accesso delle straniere al PS con indicazione di violenza sono più del doppio di quelli delle italiane: 11,8 per 10.000 residenti contro 4,7 nel periodo pre-pandemico 2017-2019; 10,0 contro 3,8 nel periodo pandemico 2020-2021. Il divario maggiore si osserva nelle classi di età 18-34 e 35-49 anni in cui i tassi sono più elevati.

Nel 2021, sono state 1.083 le donne ricoverate in ospedale in conseguenza della violenza per un totale di 1.171 ricoveri nell’anno. Dopo una sensibile diminuzione di questi ricoveri nel 2020 (-29,9% rispetto al 2019) per le elevate difficoltà di accesso alle strutture ospedaliere durante l’emergenza sanitaria, nel 2021 il recupero è stato più consistente rispetto al totale dei ricoveri ordinari (+12,4% contro +5,6% rispetto al 2020).

Questi alcuni dei principali dati presenti nello studio sul fenomeno della violenza a danno delle donne redatto da Istato e Ministero della Salute.

Tra i motivi più frequenti di ricovero per le donne ci sono il maltrattamento e le violenze all’interno della coppia e della famiglia, per gli uomini sono invece più frequenti le lesioni inflitte da altre persone, analogamente a ciò che accade per gli omicidi. I tassi di ricovero di donne con indicazione di violenza (0,39 per 10.000 nel 2021) sono più elevati per le minorenni (0,66 nel 2021, anno in cui il tasso supera quello delle giovani di 18-34 anni pari a 0,57), sono prossimi alla media per le donne adulte di 35-49 anni e più bassi dopo i 50 anni di età.

I tassi di ricovero di donne con indicazione di violenza (0,39 per 10.000 nel 2021) sono più elevati per le minorenni (0,66 nel 2021, anno in cui il tasso supera quello delle giovani di 18-34 anni pari a 0,57), sono prossimi alla media per le donne adulte di 35-49 anni e più bassi dopo i 50 anni di età.

Si può poi notare come i ricoveri di donne con indicazione di violenza presentino una spiccata variabilità regionale, ulteriormente aumentata nel biennio della pandemia 2020-2021, in conseguenza di una riduzione più forte al Sud: il tasso di ricovero per 10.000 donne residenti è passato da 0,37 nel triennio 2017-2019 a 0,23 nel 2020-2021 (-38,6%), rispetto a una diminuzione a livello nazionale da 0,46 a 0,35 (-25,5%).

L’informazione sull’esecutore della violenza è ancora poco presente nei dati raccolti (10,8% dei ricoveri femminili). Nel biennio 2020-2021, il padre o patrigno è l’esecutore indicato nel 2,8% dei casi (1,9% nel periodo pre-pandemico), il partner o consorte nel 2,2%. Considerando anche la tipologia “altri parenti”, l’ambito familiare sale al 5,2% dei casi (4,1% nel periodo pre-pandemico). Ciò anche a causa della particolarità del periodo: le misure restrittive hanno ridotto infatti l’esposizione a rischio da parte di altri autori (le violenze “da altra persona esterna alla famiglia” sono passate da 2,7% a 2,3%).

La dimissione volontaria caratterizza fortemente i ricoveri con indicazione di violenza (8,3% contro 1,9% nel complesso dei ricoveri ordinari) ed è più frequente nelle donne straniere (12,2% contro 6,8% nelle italiane). Inoltre, le donne con ricoveri per violenza hanno più spesso ricoveri ripetuti. Considerando il quinquennio 2017-2021 sono state 6.211 le donne con almeno un ricovero con indicazione di violenza, per un totale di 8.645 ricoveri complessivi.

Nei cinque anni 2017-2021, sia per gli accessi in PS sia per i ricoveri ospedalieri, le diagnosi più frequentemente associate alla violenza sono relative a traumatismi e avvelenamenti (fratture, ferite, contusioni, ustioni e avvelenamenti) e a disturbi mentali (disturbi predominanti dell’emotività, alcuni disturbi e reazioni dell’adattamento, abuso di cannabinoidi, abuso di droghe senza dipendenza, disturbi d’ansia, dissociativi e somatoformi).

05 Maggio 2023

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