Fazio a “Porta a Porta” indica le soluzioni per arginare i casi di malasanità

Fazio a “Porta a Porta” indica le soluzioni per arginare i casi di malasanità

Fazio a “Porta a Porta” indica le soluzioni per arginare i casi di malasanità
Punti nascita con mille parti l’anno per garantire la sicurezza materno infantile. Sanzioni più dure per chi sbaglia. Stato e Regioni più vicine alle famiglie colpite da errori medici. Nella trasmissione Porta a Porta dedicata alla malasanità, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha indicato i percorsi da seguire per arginare il fenomeno

Punti nascita con non meno di mille parti l’anno. Un restyling delle regole degli Ordini dei medici per permettere risposte più rapide, e sanzioni più dure in caso di errori medici accertati. Istituzioni più vicine a quanti hanno subito un torto. Sono queste le strade da percorrere per arginare eventi di cattiva sanità, indicate dal ministro della sanità Ferruccio Fazio nel corso della puntata di Porta a Porta, andata in onda ieri sera e dedicata ai presunti casi di malasanità che si sono ripetuti nell’ultimo mese.
Sui  casi di mortalità materno-infantile, il ministro non ha avuto dubbi: “Il nodo centrale è uno solo, ed è quello che il Governo sta ribadendo da circa due anni e mezzo: in questo Paese c’è la necessità di aumentare nei punti nascita il numero minimo dei parti a 500 o meglio ancora a 1000 l’anno. Solo così ci possono essere le condizioni per un parto ottimale”. Una strada necessaria da percorrere, anche se, ha ricordato Fazio “ la mortalità materno infantile negli ultimi quindici anni ha subito un crollo verticale, passando da cinquanta a cinque morti per centomila abitanti”. Un dato che fa dell’Italia uno dei migliori Paesi al mondo. “Questo non vuol dire che non possiamo migliorare – ha ammesso – ma solo a queste condizioni c’è sicurezza”.  Non sono mancate bordate ai sindaci che si battono per mantenere attivi punti nascita con pochi parti per far nascere i bambini dei propri Comuni: “ Non è una buona idea” ha detto. Per questo, ha sottolineato, si sta lavorando in particolare “per dei percorsi parto nelle isole minori”, poiché gli abitanti vogliono far nascere il proprio figlio sul posto. In questi casi, ha concluso, si cercherà di far partorire chi lo vuole “ma avvertendo che ci sono dei rischi”.
E il tema dei parti cesarei sarà al centro di un incontro con le Regioni, nel pomeriggio di oggi. Un incontro nel corso del quale, ha precisato Fazio a Porta a Porta: “Affronteremo una serie di problemi all’ordine del giorno e in particolare parleremo di parti cesarei considerevolmente aumentati negli ultimi anni in Italia, con Regioni che raggiungono punte piuttosto elevate”. Si terrà presente, in particolare, che la riduzione “dovrà essere graduale e associata al miglioramento dell’appropriatezza, perché non vorremmo che la diminuzione fosse poi associata a un aumento di mortalità”. Il ministro ha anche assicurato che le donne che vogliono volontariamente ricorrere al cesareo potranno farlo: “Non vogliamo negarlo, ma incentivare piuttosto la riduzione dei cesarei attraverso una progressiva estensione dell’epidurale sul territorio”. Tutto questo, ha precisato ancora Fazio, tenendo presente la necessità di abolire i punti parto al di sotto delle 1.200 nascite l’anno dove prevista l’epidurale e di mille per gli altri parti”.
E ancora, Fazio ha dichiarato che si sta lavorando anche a un restyling delle regole degli Ordini dei medici per permettere risposte più rapide in caso di eventi dannosi. Gli Ordini, ha ricordato Fazio, per poter sanzionare gli iscritti devono attendere, secondo le attuali regole, che prima  si sia espressa la magistratura. “Ma stiamo cambiando i meccanismi ordinistici perché è necessario –  ha detto – dare risposte più rapide”.  In molti casi, ha aggiunto, “ci vogliono sanzioni esemplari, in altre è più difficile stabilirlo, come nell'evento di Messina”
Fazio, dopo aver ascoltato le testimonianze dei protagonisti dei recenti casi di presunta malasanità, ha poi affermato che: “Lo Stato, le Regioni devono stare vicino a chi ha subito un torto anche dopo, e non solo quando si verifica l’evento” .
Anche il presidente della Commissione sugli errori sanitari e i disavanzi regionali Leoluca Orlando, si è detto vicino alle vittime e ha spiegato che bisogna far crescere la fiducia nel Servizio sanitario nazionale, e questo può avvenire solo se ci sono sanzioni in caso di dolo e le anomalie vengono accertate. Per Orlando è necessario verificare “oltre al responsabile anche il perché dell’errore” individuando le falle organizzative: "I responsabili sono anche i manager". "Sono cinquecento – ha detto Orlando – i casi che abbiamo seguito e seguiamo solo in 10 mesi di vita della Commissione”.
 
(E.M.)

22 Settembre 2010

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