Qualità dell’aria e salute dei cittadini. Istat: “In Italia oltre 50 mila decessi prematuri dovuti ad un’elevata esposizione al particolato Pm 2,5”

Qualità dell’aria e salute dei cittadini. Istat: “In Italia oltre 50 mila decessi prematuri dovuti ad un’elevata esposizione al particolato Pm 2,5”

Qualità dell’aria e salute dei cittadini. Istat: “In Italia oltre 50 mila decessi prematuri dovuti ad un’elevata esposizione al particolato Pm 2,5”
Il dato riportato nel Rapporto annuale 2023. Nel nostro Paese, si stima che la mortalità associata all’esposizione al PM2,5 abbia comportato nel 2020 una perdita complessiva di circa 462 mila anni di vita. E tra il 2016 e il 2019 si stima che ogni anno, in media l’8,3 per cento dei decessi per cause naturali siano attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, quota che al Nord sale al 10,9 per cento.

“L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in media, nel periodo 2016-2019, l’esposizione a lungo termine al PM2,5 è stata di 20,5 μg/m3 al Nord contro 14,5 al Centro e 12,6 nel Mezzogiorno. Il conseguente impatto si stima in 50.856 decessi prematuri all’anno, nettamente differenziato tra il Nord e il resto del Paese, sia in termini assoluti, sia in termini di incidenza sul totale dei decessi per cause naturali. In questo periodo, si stima che ogni anno, in media l’8,3 per cento dei decessi per cause naturali siano attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, quota che al Nord sale al 10,9 per cento”. È quanto evidenzia l’Istat in un capitolo ad hoc del suo rapporto annuale 2023 che ha toccato la questione della Qualità dell’aria e della salute dei cittadini

“Secondo una ricerca pubblicata dall’Agenzia europea dell’ambiente – evidenzia il rapporto -, più della metà delle città europee è ancora esposta ad alte concentrazioni di polveri sottili, nonostante le riduzioni delle emissioni dovute al traffico durante le restrizioni alla circolazione del 2020. Nella classifica, che tiene conto dei dati misurati tra il 2021 e il 2022, delle dieci città più inquinate d’Europa, due sono italiane, entrambe situate nella Pianura Padana. Cremona si è classificata al quarto posto e Padova al nono. Peggiori di Cremona risultano due città polacche, Nowy Sacz e Piotrków Tribunalski e, all’ultimo posto, Slavonski Brod in Croazia: città dove il carbone è ancora una delle principali fonti di energia. Le tre località meno inquinate sono Faro in Portogallo e Umeå e Uppsala in Svezia. Nella classifica delle città con l’aria più pulita, la prima italiana è Sassari che si colloca al sedicesimo posto. L’esposizione della popolazione agli inquinanti in aria produce impatti di diversa intensità, a seconda del periodo di esposizione (a breve o a lungo termine) e del tipo di sostanza nociva. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera il particolato (PM10 e PM2,5) l’inquinante maggiormente associato ai rischi per la salute, perché riesce a penetrare in profondità nei polmoni e, nel caso del PM2,5, addirittura a entrare nel flusso sanguigno, provocando problemi cardiovascolari e respiratori”.

Esposizione a particolato Pm 2,5 diminuisce ma in Italia meno che in altri paesi Ue

Nell’Ue27, l’esposizione a lungo termine ponderata con la popolazione (Population Weighted Exposure – PWE) al particolato PM2,5 ha registrato una diminuzione graduale, ma rilevante, tra il 2006 e il 2020 (-39,5 per cento), raggiungendo 11,2 μg/m3 nel 2020, anno condizionato dalla pandemia, un valore di poco superiore all’Interim Target (IT) di 10 μg/m3 (IT4) stabilito dall’OMS. Un andamento simile si osserva in Germania, Francia e Spagna, che ottengono valori anche migliori della media Ue27. In Italia, invece, dove fino al 2011 si rilevavano valori di esposizione addirittura superiori a 25 μg/m3 (IT2), il miglioramento è stato più lento e nel 2020 si è arrivati a 15 μg/m3. L’andamento dell’esposizione a lungo termine spiega ampiamente le differenze tra l’Italia e gli altri maggiori paesi europei in termini di mortalità connessa al PM2,5.

Tra il 2005 e il 2020, infatti, mentre in Germania, Francia e Spagna le stime dei decessi prematuri da PM2,5 sono più che dimezzate (passando, rispettivamente, da 81 a 35, da 64 a 25 e da 82 a 38 decessi per 100 mila abitanti), i progressi dell’Italia sono stati molto più lenti (da 124 a 88 morti prematuri per 100 mila abitanti). Nel nostro Paese, si stima che la mortalità associata all’esposizione al PM2,5 abbia comportato nel 2020 una perdita complessiva di circa 462 mila anni di vita. In altre parole, i residenti in Italia morti prematuramente hanno subito una riduzione media di 9 anni nella speranza di vita rispetto alla media dei residenti nei paesi considerati. L’esposizione al PM2,5 e i principali effetti negativi sulla salute sono maggiori al Nord. L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in media, nel periodo 2016-2019, l’esposizione a lungo termine al PM2,5 è stata di 20,5 μg/m3 al Nord contro 14,5 al Centro e 12,6 nel Mezzogiorno. Il conseguente impatto si stima in 50.856 decessi prematuri all’anno, nettamente differenziato tra il Nord e il resto del Paese, sia in termini assoluti, sia in termini di incidenza sul totale dei decessi per cause naturali. In questo periodo, si stima che ogni anno, in media l’8,3 per cento dei decessi per cause naturali siano attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, quota che al Nord sale al 10,9 per cento.

10 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas
Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas

Oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in più erogati entro i tempi massimi di garanzia rispetto allo scorso anno. È questo il dato più significativo che emerge...

Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone
Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone

Nonostante una crescita senza precedenti della mobilità globale, con oltre un miliardo di nuovi veicoli entrati in circolazione negli ultimi quindici anni, il numero delle vittime della strada è diminuito...

Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite
Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite

La fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo nel 2025, dimostrando che i progressi sono possibili. Tuttavia, i miglioramenti restano fragili, distribuiti in modo disomogeneo e insufficienti...

Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”
Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”

Quasi 4 adolescenti consumatori su 10 hanno iniziato ad assumere energy drink prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da...