Tragedia di Brandizzo. Mancata armonizzazione decreti in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro

Tragedia di Brandizzo. Mancata armonizzazione decreti in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro

Tragedia di Brandizzo. Mancata armonizzazione decreti in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro
Il disastro ferroviario ripropone a quindici anni della promulgazione del testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il d.lgs. 81/08, l’annosa questione della mancata piena attuazione di quanto previsto dall’art. 3 in materia di adeguamento e armonizzazione della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi e delle disposizioni tecniche proprio in tema di trasporto ferroviario nonché i relativi decreti di attuazione.

Il disastro ferroviario di Brandizzo che ha causato 5 infortuni mortali sul lavoro ripropone a quindici anni della promulgazione del testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il d.lgs. 81/08, l’annosa questione della mancata piena attuazione di quanto previsto dall’art. 3 in materia di adeguamento e armonizzazione della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, in ambito portuale, per il settore delle navi da pesca e delle disposizioni tecniche proprio in tema di trasporto ferroviario nonché i relativi decreti di attuazione, settori in cui non mancano rischi, malattie da lavoro e infortuni anche gravi e mortali, che tra l’altro possono coinvolgere anche i cittadini, come i dati e la cronaca dimostrano.

I decreti attuativi, in applicazione dell’art. 1 comma 3 L. 123/2007, non potranno disporre un abbassamento dei livelli di protezione, di sicurezza e di tutela o riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze e devono essere integrati nel D.Lgs. 81/08 per assicurare le medesime tutele per tutti i lavoratori, compreso il sistema sanzionatorio verso i responsabili di eventuali inadempienze.

L’intervento di adeguamento legislativo, non più procrastinabile, è stato invocato anche ad aprile del 2021 (ci sono state nel corso degli anni ulteriori segnalazioni) dalla Consulta Interassociativa Italiana della Prevenzione, con una nota inviata ai Ministri della Salute, del Lavoro, delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, della Giustizia, ha precisato la Presidente CIIP Susanna Cantoni.

Nella nota viene sottolineato, tra l’altro: “Per quanto riguarda il settore ferroviario si rileva che la legge 191/74 (Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dall’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato): – riguarda solamente la prevenzione infortuni e non la repressione delle violazioni di legge sulla sicurezza del lavoro né le norme a tutela dell’igiene e della salute dei lavoratori; – era destinata specificamente ed esclusivamente ad un soggetto giuridico che rappresentava un’articolazione diretta dello Stato, che oramai da oltre 20 anni non esiste più.

Tale norma è divenuta obsoleta e incompatibile con l’attuale contesto sociale, economico e giuridico del sistema ferroviario italiano tanto da risultare incongrua e di difficile attuazione per le nuove imprese di diritto privato succedute all’Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato; – non è applicabile alla galassia delle numerose nuove imprese che operano nel settore ferroviario; – all’art. 35, prevede, per quanto riguarda la prevenzione infortuni, la “vigilanza congiunta” tra Ispettorato del Lavoro e “Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato” che non ha più motivo di esistere essendo le imprese del gruppo SpA o aziende private.

Inoltre, viene sottolineato dalla CIIP. nonostante la specificità’ del servizio ferroviario, effettivamente esistente, non sono più giustificati poteri di auto-vigilanza delle aziende interessate evocando anche dubbi di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento tra imprese e tra gli stessi lavoratori.

La prevenzione e vigilanza sui rischi per la salute dei lavoratori è esercitata dai Servizi PSAL delle ASL che intervengono da anni in diversi ambiti (es. sistema vigilante a bordo dei treni e nuovo sistema con telecamera ad infrarossi, primo soccorso, stress lavoro correlato, movimenti ripetitivi, sorveglianza sanitaria, esposizione a rumore, vibrazioni e microclima) ed anche in occasione di profonde ristrutturazioni (es. Stazione Centrale di Milano) oltre che per indagini su infortuni; – già nel 2012, quindi più di 8 anni fa, il tavolo istituito dal Ministero Trasporti con la presenza dei Ministeri Salute e Lavoro, Regioni, ANSF, Gruppo FS, RFI, OO.SS. aveva concluso i lavori predisponendo una proposta di Decreto Interministeriale condivisa tra tutti i partecipanti al tavolo tecnico. Da allora nessun ulteriore passo in avanti.” Basterebbe aggiornare tale proposta.

Domenico Della Porta

Domenico Della Porta

05 Settembre 2023

© Riproduzione riservata

Consumo di tabacco. Oms: Regione europea rischia di restare la peggiore al mondo entro il 2030
Consumo di tabacco. Oms: Regione europea rischia di restare la peggiore al mondo entro il 2030

La Regione europea dell’Oms rischia di restare la maglia nera mondiale per consumo di tabacco anche nel 2030. Nonostante anni di politiche di contrasto, la Regione – che comprende 53...

Furti e rapine in farmacia. Nel 2024 calano i reati ma Lombardia e Campania restano nel mirino dei malviventi
Furti e rapine in farmacia. Nel 2024 calano i reati ma Lombardia e Campania restano nel mirino dei malviventi

Calano i reati predatori ai danni delle farmacie italiane, ma la situazione rimane critica in alcune regioni, con Lombardia e Campania in cima alla classifica degli esercizi più esposti. È...

Screening del tumore del polmone, un doppio test del sangue riduce i falsi positivi della TAC
Screening del tumore del polmone, un doppio test del sangue riduce i falsi positivi della TAC

Ridurre gli esami inutili, limitare l’esposizione alle radiazioni e concentrare l’attenzione sui soggetti a più alto rischio di sviluppare un tumore del polmone. È questo l’obiettivo della nuova ricerca condotta...

“Parole in cerca d’autore”: il volto nascosto dei caregiver italiani
“Parole in cerca d’autore”: il volto nascosto dei caregiver italiani

Oltre 7 milioni di italiani si prendono cura regolarmente di un familiare con disabilità, fragilità o malattia cronica. Sono i caregiver, e circa il 75%, una schiacciante maggioranza, è composta...