Meloni: “Sanità è priorità ma margini sono limitati. Non basta spendere di più per risolvere i problemi”. E annuncia: “In Manovra interventi per il personale e per abbattere liste d’attesa”

Meloni: “Sanità è priorità ma margini sono limitati. Non basta spendere di più per risolvere i problemi”. E annuncia: “In Manovra interventi per il personale e per abbattere liste d’attesa”

Meloni: “Sanità è priorità ma margini sono limitati. Non basta spendere di più per risolvere i problemi”. E annuncia: “In Manovra interventi per il personale e per abbattere liste d’attesa”
La Presidente del Consiglio: “Non vogliamo rinunciare a occuparci di salute, partendo dal potenziamento delle risorse per il personale medico-sanitario, intervenendo per abbattere le liste di attesa. Noi dobbiamo avere un approccio diverso, più profondo. Provare a confrontarci tutti con coraggio, lealtà e verità anche su come quelle risorse vengono spese. Perché non basta necessariamente spendere di più per risolvere i problemi se poi quelle risorse venissero utilizzate in modo inefficiente”.

“Il governo sta lavorando per garantire, ovviamente, il diritto alla salute di tutti i cittadini. Su questo siamo assolutamente aperti e pronti a qualsiasi tavolo di confronto per studiare quali siano, nella condizione nella quale siamo chiamati a operare, le modalità migliori per raggiungere questo obiettivo. Io penso che l’obiettivo principale sia la sostenibilità del Sistema sanitario ben sapendo che ci muoviamo in un contesto molto complesso, caratterizzato da elementi che rendono questa materia sempre più difficile da affrontare: progressivo aumento della popolazione, riduzione della popolazione attiva, aumento delle patologie collegate all’invecchiamento, l’aumento dell’incidenza di malattie croniche invalidanti, l’ingresso di tecnologie mediche che sono sempre più avanzate ma anche sempre più costose, così come lo sono i farmaci innovativi. La situazione è complessa e va gestita con attenzione e capacità di coesione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Festival delle Regioni e delle Province autonome a Torino.

“Parto dal presupposto – ha specificato – che costruire un Ssn efficiente ed efficace è l’obiettivo di tutti, dei presidenti delle Regioni, delle Province autonome, del Governo e di ciascuno di noi. Ma penso che sarebbe miope conseguire questo obiettivo e concentrare tuta la discussione sull’aumento o meno delle risorse. Noi dobbiamo avere un approccio diverso, più profondo. Provare a confrontarci tutti con coraggio, lealtà e verità anche su come quelle risorse vengono spese. Perché non basta necessariamente spendere di più per risolvere i problemi se poi quelle risorse venissero utilizzate in modo inefficiente”.

“Penso – ha detto Meloni – che la sfida più difficile da affrontare, e che possiamo affrontare solamente insieme perché richiede un lavoro difficile e attento, sia esattamente questo. Siamo pronti a fare questo lavoro molto importante e difficile e sono anche certa che avremo al nostro fianco le Regioni e le Province autonome con le loro fondamentali competenze e consapevolezze”.

E in vista della Manovra la Presidente del Consiglio precisa: “Abbiamo appena approvato la Nadef e stiamo scrivendo a legge di bilancio. I margini di manovra sono limitati, anche a causa dell’eredità che si raccoglie da una politica che a volte ha preferito le scelte più facili, ma non vogliamo rinunciare ad occuparci di salute. Io penso partendo dal potenziamento delle risorse per il personale medico sanitario, prevedendo un intervento deciso per abbattere le liste d’attesa, che è un impegno che ci siamo presi in prima persona e che voglio ribadire. Bisogna lavorare passo dopo passo. Il vantaggio che abbiamo è un orizzonte di legislatura. In quell’orizzonte si possono cadenzare gli interventi: non si può fare tutto subito ma si può fare una strategia e lavorare insieme su quella strategia. Perché le priorità sono molte ma le risorse sono poche”.

“Penso che anche sulla natalità e demografia vadano dati altri segnali, perché anche questa è materia economica e non ideologica: il nostro sistema di welfare non può reggere se abbiamo una popolazione che continua a invecchiare, da mantenere, e sempre meno persone che lavorano per mantenerla. È un sistema di welfare che qualsiasi riforma facciamo non possiamo reggere se non investiamo sulla natalità”, ha concluso.

L.C.

L.C.

03 Ottobre 2023

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