Era Ora… che si parlasse di riconoscimenti retributivi per gli Infermieri

Era Ora… che si parlasse di riconoscimenti retributivi per gli Infermieri

Era Ora… che si parlasse di riconoscimenti retributivi per gli Infermieri

Gentile Direttore,
rilevo con soddisfazione dell’ampia “agora” che il mio articolo dal titolo (La manovra finanziaria 2024 stanzia più soldi per Medici e Infermieri. Era Ora) ha dischiuso.

In tale via leggo con piacere e interesse le ampie considerazioni e la domanda che il dott. Calogero Spada, nella sua qualità di TSRM, rivolge alla mia persona attraverso la sua autorevole testata con l’articolo odierno dal titolo “Per i sanitari non medici è tempo di unirsi”.

Lei Direttore, non avrà certamente riserve nell’ospitarmi ulteriormente per una breve replica alla/e considerazioni e domanda che il dott. Calogero Spada mi rivolge non solo nelle sue riflessioni, ma anche nella sua chiosa finale cosi letteralmente posta: “Carissimo Andreula “Era Ora” quindi … per cosa ?

In via preliminare, faccio presente che il mio articolo, prende le mosse dalla notizia dei contenuti in pillole della manovra finanziaria con focus sulla sanità (Q. S. ha anticipato alcuni dettagli) riportata da tutti i media che, in ordine al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, all’unisono precisano testualmente omissis ..… la manovra finanziaria 2024 stanzia più soldi (2,3 miliardi di euro) per Medici e Infermieri.

E’ di tutta evidenza che si tratta di una notizia”molto interessata”, soprattutto per la classe medica e per quella infermieristica che evidentemente dovrà essere declinata in ogni suo aspetto applicativo, nei provvedimenti che il governo riterrà di adottare con la manovra finanziaria e i suoi canonici addendum.

Ho riportato nel mio articolo le dichiarazioni del Ministro (1000 euro per i medici in più al mese) e riportato all’attenzione dei lettori i dati numerici sulla consistenza dei medici e infermieri nel pubblico impiego.

Ho dato un’interpretazione sulle decisioni governative di valorizzare economicamente la professione sanitaria di Infermiere che notoriamente conseguono a più fattori essenzialmente legati al rapporto lavoro disagiato/ rispetto ai livelli retributivi, cui si è aggiunto un elemento preoccupante rilevato in tutte le Università italiane che riguarda la scarsa attrattività della professione infermieristica.

Mi sbaglierò ma rilevo che Calogero con il riferimento all’inattendibilità delle dichiarazioni del Ministro e soprattutto sulla sua invocazione che leggo nel titolo (Per i sanitari non medici è tempo di unirsi), manifesti inconsapevolmente il suo disagio e la sua frustrazione, nella sua qualità di TSRM, di non leggere la sua professione tra quelle che il governo intenderebbe “valorizzare”. Rimarco, qualora ve ne fosse bisogno, che gli INFERMIERI sono molto rispettosi di tutte le professioni sanitarie che operano nel nostro paese e da sempre pronti a condividere obiettivi professionali con tutte le professioni sanitarie incluse quelle mediche.

Tanto premesso rispondo a stretto giro alla domanda che mi pone Calogero nel suo editoriale:

Era ora che per gli Infermieri Italiani ci fosse un segnale di attenzione da parte del governo? Caro Calogero, Si!

Saverio Andreula
Presidente Ordine Infermieri di Bari

19 Ottobre 2023

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