Tutti gli studi su cui si basa l’approvazione
In entrambi gli studi, tutti i pazienti hanno seguito la strategia di lead-in, ovvero sono stati trattati per 4 settimane con 1.5 mcg/kg/settimana di peginterferone alfa-2b (P) e una dose sperimentale di ribavirina (R) pari a 600-1400 gm/die, per poi assumere anche 800 mg di boceprevir tre volte al giorno per 44 settimane.
Lo studio HCV RESPOND-2, a gruppi paralleli, in doppio cieco e randomizzato, è stato condotto su 403 pazienti adulti che avevano dimostrato di rispondere parzialmente all’interferone, senza cioè raggiungere una Risposta Virologica Sostenuta o la non individuazione del virus alla fine del trattamento, andando incontro a una recidiva. I pazienti sono stati stratificati in base alla risposta al regime terapeutico seguito precedentemente (pazienti con recidiva vs pazienti con riposta parziale) e in base al sottotipo del virus (1a o 1b) e suddivisi in 3 gruppi.
A tutti i partecipanti di ciascun gruppo sono stati somministrati P/R per 4 settimane (periodo lead-in). Successivamente: il gruppo 1 (di controllo) ha ricevuto placebo + P/R per 44 settimane; il gruppo 2 ha ricevuto boceprevir + P/R per 32 settimane: ai pazienti con un HCV-RNA individuabile all’8a settimana è stato somministrato placebo + P/R per altre 12 settimane; il gruppo 3 ha ricevuto boceprevir + P/R per 44 settimane.
Il trattamento è stato sospeso a tutti i pazienti cui è stato individuato l’HCV-RNA alla 12a settimana.
Il tasso di Risposta Virologica Sostenuta, rispetto al gruppo di controllo, è stato sensibilmente più alto nei due gruppi che avevano assunto boceprevir: 59% nel gruppo 2 e 66% nel gruppo 3 (21%, P<0.001). Tra i pazienti con HCV-RNA non individuabile all’8a settimana, il tasso di SVR è stato dell’86% dopo 32 settimane di boceprevir + P/R e dell’88% dopo 44 settimane. Fra i 120 pazienti con un decremento del livello di HCV-RNA meno di 1 log10 IU/mL alla 4a settimana di trattamento, il tasso di SVR è stato dello 0% nel gruppo di controllo, 33% e 34% nei gruppi 2 e 3. L’anemia è stata più comune nei gruppi che hanno assunto boceprevir rispetto al gruppo di controllo.
Lo studio HCV SPRINT-2, in doppio cieco è stato invece condotto su 1.093 pazienti adulti (938 non neri e 159 neri) con infezione da virus dell’Epatite C con genotipo 1 mai trattati prima, suddivisi in tre gruppi. A tutti i pazienti di ciascun gruppo sono stati somministrati peginterferone alfa-2b e ribavirina (P/R) per 4 settimane (periodo lead-in). Successivamente: il gruppo 1 (di controllo) ha ricevuto palcebo + P/R per 44 settimane; il gruppo 2 ha ricevuto boceprevir + P/R per 24 settimane: ai pazienti con un HCV-RNA individuabile tra l’8a e la 24a settimana è stato somministrato placebo + P/R per altre 20 settimane; il gruppo 3 ha ricevuto boceprevir + P/R per 44 settimane.
I pazienti neri e non neri sono stati reclutati e analizzati separatamente, dal momento che diversi studi hanno mostrato che i pazienti afro-americani e neri mostravano una risposta più bassa ai trattamenti per l’HCV.
A seguito di questa somministrazione, la SVR è stata raggiunta in 125 dei 311 pazienti del gruppo di controllo (40%), in 211 dei 316 pazienti del gruppo 2 (67%, P<0.001) e in 213 dei 311 pazienti del gruppo 3 (68%, P<0.001). Nella coorte dei pazienti di colore SVR è stata raggiunta in 12 dei 52 pazienti del gruppo di controllo (23%), in 22 dei 52 pazienti del gruppo 2 (42%, P=0.04) e in 29 dei 52 pazienti del gruppo 3 (53%, P=0.004). L’aggiunta di boceprevir alla terapia standard, se comparata alla sola terapia duplice ha aumentato in modo significativo il tasso di SVR nei pazienti con infezione da Epatite C cronica di genotipo 1.
13 Novembre 2012
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