Zaffina (Bambino Gesù): “La fuga delle professioni sanitarie? Non è solo una questione economica, ma di benessere lavorativo”

Zaffina (Bambino Gesù): “La fuga delle professioni sanitarie? Non è solo una questione economica, ma di benessere lavorativo”

Zaffina (Bambino Gesù): “La fuga delle professioni sanitarie? Non è solo una questione economica, ma di benessere lavorativo”
Il Direttore dell’Unità Operativa di Medicina del Lavoro dell’Ospedale pediatrico ha introdotto nella sua azienda, un modello manageriale Parametrico-Olistico-Profittevole che sta diventando una best practice. In questa intervista spiega i punti di forza

La fuga dalle professioni sanitarie non è solo una questione economica ma soprattutto di benessere lavorativo. A sostenerlo e a dimostrarlo è Salvatore Zaffina direttore Medicina del lavoro Ospedale Bambino Gesù che ha introdotto nell’azienda in cui svolge la sua attività, un modello manageriale Parametrico-Olistico-Profittevole (POP) che sta diventando best practice.

Ci racconti professore da cosa siete partiti?
C’è una grossa miopia strategica nelle organizzazioni sanitarie. Mentre abbiamo sistemi di manutenzione per le infrastrutture e per le tecnologie, i piani strategici aziendali delle aziende sanitarie non prevedono investimenti e progettualità in sistemi di manutenzione preventiva e periodica per le risorse umane, che rappresentano l’asset economico più importante dei bilanci delle strutture sanitarie (tra il 55 ed il 70% del bilancio economico).

La gestione delle violenze agli operatori sanitari, il burn-out, le limitazioni del personale, l’invecchiamento della forza lavoro, la scarsa attrattiva delle professioni sanitarie richiedono un approccio che chiamiamo POP (Parametrico-Olistico-Profittevole) cioè che, sulla base di evidenze, pianifichi in modo strategico il benessere lavorativo e ne verifichi la convenienza economica.

In cosa consiste questa straordinaria metodologia?
Questo approccio che si ispira alla One Worker Health prevede sul piano Parametrico la misurazione dei principali indicatori di benessere ed efficacia economica e non economica (assenteismo, limitazioni del personale, malattie professionali e richieste di trasferimento in primis), sul piano manageriale una visione Olistica ed un forte committment dell’alta Direzione e sul piano Profittevole la misurazione del Return on investment cioè la misura del ritorno economico dell’investimento effettuato. Le linee direttrici operative sono il Disability management, la Promozione della salute ed il benessere mentale.

Perché conviene?
Perché coincide con una logica win-win-win in quando favorisce la sostenibilità aziendale, promuove il benessere del lavoratore ed ha un ritorno importante per la società. Tale progettualità è sostenibile in quanto il ritorno dell’investimento degli interventi va dal 200% al 2700% con una media aziendale del 1000% (i dati li abbiamo pubblicati in numerosi articoli su riviste internazionali, per es. https://journalhss.com/wp-content/uploads/Di-Prinzio-et-al-JHSS-355-362.pdf ).

Come si declina?
Prevede un team multidisciplinare guidato dai medici del lavoro (già esistenti in tutte le aziende), con uno o più psicologi, e strettamente interconnesso alle Direzioni Strategiche ed ai gestori delle risorse umane. Nella nostra esperienza ultimamente soprattutto la forte sinergia dei medici del lavoro con la psicologa-psicoterapeuta (Dr.ssa Guendalina Dalmasso, referente per il supporto psicologico nel nostro ospedale che ci coadiuva da oltre dieci anni) garantisce una risposta efficace a burn-out, equilibrio vita-lavoro e violenza agli operatori sanitari con ricadute positive su assenteismo e qualità delle cure.

Negli ultimi anni il nostro modello proprio perché risponde a questo bisogno, ha suscitato l’interesse delle principali istituzioni nazionali (Istituto Superiore di Sanità, INAIL, Ministero della Salute con il quale stiamo portando avanti un progetto PNRR-PNC, Società Italiana di Medicina del lavoro, Società Italiana di Igiene, FIASO, Federsanità, etc) ed internazionali (NIOSH-CDC, European Network Workplace Health Promotion, Total Worker Health® Society e la rete mondiale di circa 600 Ospedali che Promuovono Salute Health Promotion Hospital).

Come svilupperete questo modello?
Per far crescere questa cultura manageriale con l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Università Cattolica abbiamo organizzato il primo master in Total Worker Health® in Italia (siamo alla seconda edizione) ed ogni anno realizziamo a Giugno un meeting sulla One Worker Health tra tutti gli stakeholders nazionali ed internazionali (siamo alla sesta edizione e quest’anno sarà a Roma).

Siamo convinti che la strada della prevenzione e del benessere lavorativo secondo il modello POP dell’Ospedale Bambino Gesù sia una leva strategica fondamentale per evitare che il paziente-azienda si ammali, per rendere attrattive le professioni sanitarie e per aiutare la performance e la sostenibilità del sistema sanitario sia pubblico che privato. Proprio per questo motivo stiamo portando il nostro modello in altre aziende sanitarie che ce l’hanno richiesto. Uno dei nostri slogan è “L’ingegno è vedere possibilità dove altri non ne vedono”, come diceva il grande italiano Enrico Mattei, che aveva intuito l’importanza del benessere lavorativo come logica win-win-win per azienda-lavoratore-società.

Domenico Della Porta
Presidente Osservatorio Malattie Occupazionali e Ambientali dell’Università degli Studi di Salerno

Domenico Della Porta

14 Febbraio 2024

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