Fisioterapisti. Fnofi: “No a scorciatoie o percorsi poco chiari nella formazione universitaria” 

Fisioterapisti. Fnofi: “No a scorciatoie o percorsi poco chiari nella formazione universitaria” 

Fisioterapisti. Fnofi: “No a scorciatoie o percorsi poco chiari nella formazione universitaria” 
Questo il monito lanciato dalla Federazione dei Fisioterapisti alla luce del fenomeno dei titoli rilasciati da atenei esteri. “Gli Ordini vigileranno a tutela della salute dei cittadini” ha ammonito Ferrante, Presidente Fnofi  

“Il fenomeno dei titoli emessi da atenei con sede all’estero e distaccamenti in Italia è un fenomeno che come Federazione stiamo monitorando da tempo, con molta preoccupazione, perché diffuso”.

Così Piero Ferrante, Presidente Fnofi dopo la pubblicazione da parte del quotidiano La Repubblica dell’inchiesta relativa ai titoli rilasciati a studenti siciliani dal dipartimento degli studi europei “Jean Monnet”, convenzionato con l’università di Gorazde, con sede in Bosnia Erzegovina.

Lasciando agli inquirenti il compito di individuare e sanzionare eventuali profili di irregolarità, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti coglie con favore la celere reazione del Ministero dell’Università che, secondo quanto riportato dal quotidiano, ha diffidato l’università “dal porre in essere ogni attività non conforme all’ordinamento universitario o che possa anche rivelarsi una pubblicità ingannevole nei confronti degli studenti circa un’eventuale possibilità di rilasciare titoli che sono privi di ogni valore e possibilità di riconoscimento”.

“Giocando sull’attrattività della nostra professione, che si conferma la più scelta tra le professioni sanitarie, molti atenei esteri propongono percorsi formativi privati che diventano facile, spesso illusoria, soluzione per aggirare il numero chiuso previsto dalla normativa italiana sull’accesso ai corsi delle professioni sanitarie” aggiunge Luca Francini, Segretario FNOFI con delega alla formazione universitaria. “In questo modo, è importante sottolinearlo, si altera il meccanismo della programmazione del fabbisogno formativo, finalizzato a pianificare nel tempo il numero di professionisti sanitari necessari a rispondere ai bisogni di salute della popolazione”.

“La Fnofi e gli Ordini territoriali sono a disposizione delle autorità inquirenti e delle istituzioni, al fine di scongiurare il grave rischio per la tutela della salute dei cittadini che deriva dalla potenziale immissione nel mercato del lavoro di figure non adeguatamente formate” chiosa Ferrante. “Desideriamo anche rendere noto che da parte nostra c’è la massima disponibilità a fornire ai giovani aspiranti fisioterapisti e alle loro famiglie ogni indicazione e consiglio utile prima di affrontare percorsi formativi non riconosciuti, con investimenti anche economici ingenti, nella genuina convinzione di frequentare corsi autorizzati a rilasciare titoli idonei per l’esercizio della professione di fisioterapista e ritrovarsi poi in tasca un titolo privo di alcuna validità”.

In particolare, Fnofi ricorda come si riscontrino sempre più spesso situazioni in cui università straniere rilasciano sedicenti titoli da fisioterapista a fronte di un impegno didattico ampiamente insufficiente rispetto al monte ore richiesto dalla normativa vigente sia per quanto riguarda l’impegno didattico che per quello dei tirocini clinici, fondamentale momento formativo per i fisioterapisti.

27 Febbraio 2024

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