Le malattie a trasmissione vettoriale nell’era della globalizzazione 

Le malattie a trasmissione vettoriale nell’era della globalizzazione 

Le malattie a trasmissione vettoriale nell’era della globalizzazione 
Il fatto che molte di queste malattie infettive trasmesse da vettori siano classificate nella lista delle malattie neglette (cioè di quelle malattie che sono trascurate per carenza di investimenti pubblici e privati nonostante un impatto notevolissimo sulla salute a livello globale), riafferma chiaramente la necessità di accendere i riflettori su queste malattie come, ad esempio, la leishmaniosi, la tripanosomiasi, la malattia di Chagas, la dengue, le filiariasi linfatiche o l’oncocercosi.

Si definiscono malattie a trasmissione vettoriale quelle trasmesse da persona a persona tramite insetti (infezioni antroponotiche). Oltre all’uomo, queste malattie possono tuttavia interessare anche gli animali (infezioni zoonotiche).

Tra gli insetti che possono trasmettere queste infezioni (zanzare, pappataci, zecche, pulci e pidocchi), si stima che le zanzare determinino oltre 700.000 molti all’anno, ben più di quanti siano dovuti ad animali che nel nostro immaginario collettivo appaiono senz’altro più pericolosi come ad esempio i coccodrilli (1000 morti/anno) o i serpenti (50.000 morti/anno).

Per dare una misura ulteriore del problema, basti pensare come circa il 60% di tutte le malattie che interessano il genere umano vengano trasmesse da animali all’uomo, spesso tramite vettori, e come il 75% circa di tutte le malattie nuove (emergenti) o in significativo incremento (re-emergenti) riconoscano la responsabilità di animali o di insetti vettori.

Il fatto che molte di queste malattie infettive trasmesse da vettori siano classificate nella lista delle malattie neglette (cioè di quelle malattie che sono trascurate per carenza di investimenti pubblici e privati nonostante un impatto notevolissimo sulla salute a livello globale), riafferma chiaramente la necessità di accendere i riflettori su queste malattie come, ad esempio, la leishmaniosi, la tripanosomiasi, la malattia di Chagas, la dengue, le filiariasi linfatiche o l’oncocercosi.

In effetti, l’habitat degli insetti vettori si sta estendendo sempre di più nel mondo, complici i cambiamenti climatici (sia estremi come le inondazioni o i periodi di siccità, che stagionali quali fluttuazioni più ampie e durature delle temperature) e così anche le malattie infettive da questi veicolati sono in forte aumento anche in regioni del mondo in cui non erano presenti o erano rare. Ad esempio, la zanzara del genere Aedes (in particolare la specie albopictus cioè la “zanzara tigre”, in grado di trasmettere malattie quali la Dengue, Zika e chikungunya) è ormai un ospite indesiderato e frequente delle nostre case e dei nostri giardini, mentre la zanzara Aedes aegypti (potenzialmente in grado di trasmettere anche la febbre gialla) si è ormai stabilmente insediata nell’isola di Cipro e da qui potrebbe interessare anche altri Paesi europei.

Per tutti questi motivi, non solo la Dengue è una malattia ormai autoctona (in altri termini “nostrana”) essendosi verificati casi di trasmissione anche in Italia in pazienti che non si erano mai recati in altre zone del mondo a maggior rischio, ma anche la malattia del Nilo occidentale è ormai diffusa nel nostro Paese essendosi verificati un totale di 188 casi confermati nel 2023 per trasmissione da animali (equini e volatili) all’uomo tramite la zanzara comune del genere Culex. Considerando come una larga parte di infezioni siano asintomatiche -cioè come abbiamo imparato anche da COVID-19 molti possono essere infetti e trasmettere le infezioni ad altri senza avvertire problemi di salute così importanti da richiedere alcun intervento medico- è purtroppo verosimile che la circolazione di questi agenti infettivi nella popolazione sia molto maggiore rispetto ai casi notificati.

Tutte queste considerazioni impongono una sorveglianza attenta delle infezioni trasmesse da vettori e la messa in atto di adeguate misure di controllo secondo un approccio “One-Health”, cioè valutando la salute in tutti i suoi ambiti e in tutte le sue dimensioni che devono riguardare non solo l’uomo ma anche l’ambiente (acque, suolo e il clima), il mondo animale e gli insetti. E’ fondamentale che si diffondano sensibilità e conoscenza e che si attui uno sforzo coordinato e adeguatamente sostenuto dalle Istituzioni per una lotta efficace a queste malattie in modo che non restino più a lungo “neglette” e che non ci troviamo impreparati nei confronti di eventuali future emergenze che sono oggi considerate più che possibili.

Carlo Torti,
Professore Ordinario di Malattie infettive presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore UOC Malattie Infettive e Tropicali Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS

l materiale presentato nel corso del webinar monotematico organizzato dal Karolinska Instute di Stoccolma e da CLIMES (il Centro Svedese per lo studio dei cambiamenti climatici) è pubblicamente disponibile al sito:

https://www.researchgate.net/publication/380998925_Vectorborne_Infections_in_Changing_Climate

Carlo Torti

05 Giugno 2024

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