Medici senza Frontiere: “Forniture mediche in esaurimento, neanche antidolorifici per chi soffre”
Come già denunciato in passato, Msf spiega che la chiusura del valico di Rafah, a seguito dell’offensiva israeliana nel sud di Gaza all’inizio di maggio, insieme all’infinita burocrazia imposta dalle autorità israeliane, hanno congestionato drammaticamente il flusso di aiuti umanitari attraverso Kerem Shalom. “Questo ha portato a lunghe code di camion e a pericolosi ritardi nella consegna dell’assistenza umanitaria a Gaza. Inoltre, anche quando gli aiuti possono entrare nella Striscia, l’insicurezza spesso non permette alle organizzazioni umanitarie di farli arrivare dove sono disperatamente necessari”.
“Le nostre forniture mediche si stanno esaurendo a causa del limitato flusso di aiuti che le autorità israeliane fanno entrare a Gaza. Se non riusciamo a far entrare le forniture mediche a Gaza, potremmo essere costretti a interrompere le nostre attività mediche. E questo è impensabile, visti i disperati bisogni medici di migliaia di persone a Gaza”, dichiara in una nota Guillemette Thomas, coordinatrice medica di MSF in Palestina.
L’associazione riferisce di pazienti con gravi ustioni, fratture aperte “e non abbiamo nemmeno antidolorifici a sufficienza per alleviare le loro sofferenze”. Negli ospedali Nasser e Al Aqsa, le équipe di MSF hanno dovuto ridurre il numero di medicazioni per i pazienti con gravi ustioni poiché mancano le garze sterili e potrebbero causare ferite più infette.
Con il 75% della popolazione sfollata e costretta a vivere in condizioni terribili, nell’ultimo mese le équipe di MSF hanno registrato un’impennata di pazienti affetti da malattie della pelle – come la scabbia – mentre le scorte di farmaci per curarle si stanno esaurendo.
“Nel frattempo – fa sapere Guillemette Thomas – abbiamo sei camion pieni di 37 tonnellate di rifornimenti, la maggior parte dei quali sono articoli medici essenziali, che attendono di entrare dal 14 giugno. Sono nel lato egiziano del valico di Kerem Shalom senza poter entrare a Gaza dove sono necessari per salvare vite umane. Sono bloccati insieme ad altri 1.200 camion che sono in attesa di entrare nella Striscia. Questo è incomprensibile e inaccettabile. È come chiedere a un vigile del fuoco di guardare una casa in fiamme piena di gente e impedirgli di spegnere l’incendio”.
24 Giugno 2024
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