Incontinenza urinaria per 5 milioni di italiani. Un Libro Bianco per affrontarla

Incontinenza urinaria per 5 milioni di italiani. Un Libro Bianco per affrontarla

Incontinenza urinaria per 5 milioni di italiani. Un Libro Bianco per affrontarla
Il 60% delle persone che ne soffre è di sesso femminile, ma l’incontinenza urinaria è una patologia che non fa discriminazioni tra uomini e donne, né tra giovani e anziani. D’Ambrosio Lettieri (Pdl): “La sfida è migliorare accesso alle terapie farmacologiche e riabilitative”. Il Libro bianco sull'incontinenza.

L’incontinenza è una patologia che coinvolge nel mondo 260 milioni di persone, in Italia sono 5 milioni le persone sofferenti ed il 60% di queste è composto da donne. L’incontinenza consiste nell’emissione involontaria di urina o feci, i cui effetti negativi possono estendersi a ogni componente della personalità e del comportamento dell’individuo che ne è affetto, con il possibile sviluppo di sentimenti di inferiorità e tendenza all’isolamento sociale.
 
Per trattare tutti questi argomenti e per presentare la Federazione Italiana Incontinenti (Finco) ha realizzato un “Libro Bianco”, i cui contenuti erano stati anticipati in un convegno al Senato e discussi in dettaglio nel corso del IV Convegno Nazionale Finco svolto ieri e oggi (29 e 30 novembre) a Bari, alla presenza, tra gli altri, del senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (Pdl), segretario Commissione Igiene e Sanità del Senato.

“Il libro bianco sulla incontinenza urinaria realizzato dalla Finco, con la collaborazione di valenti esperti del settore, ha il grande merito di mettere a fuoco problematiche e soluzioni  legate ai vari aspetti – da quello farmacologico al sociale allo psicologico – che interessano una patologia assolutamente trasversale, che colpisce sia giovani che anziani, indistintamente uomini, donne e bambini”, ha affermato d’Ambrosio Lettieri nel suo intervento, sottolineando che “l’Italia, più di altri Paesi, ha prestato e presta grande attenzione al tema”.

“Ma – ha concluso il senatore – occorre fare uno sforzo in più perché la sfida che ci attende è quella di migliorare l’accesso alle terapie, sia farmacologica che riabilitativa, per consentire a chi è costretto a combattere quotidianamente con questo disturbo di non sentirsi mai solo con le  paure e il senso di vergogna che spesso li accompagna”.
 

30 Novembre 2012

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