Stop multe ai no vax. Governo: “Scelta dettata da volontà politica di chiudere pagina complessa e dolorosa e frenare contenziosi”

Stop multe ai no vax. Governo: “Scelta dettata da volontà politica di chiudere pagina complessa e dolorosa e frenare contenziosi”

Stop multe ai no vax. Governo: “Scelta dettata da volontà politica di chiudere pagina complessa e dolorosa e frenare contenziosi”
A rispondere il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in risposta ad un’interrogazione presentata durante il Question time alla Camera dal PD, secondo cui “i mette in discussione la scelta, scientificamente provata, di misure estremamente gravi ma necessarie per fronteggiare una pandemia”.

“In primo luogo, emerge la volontà politica di chiudere definitivamente una pagina complessa e dolorosa della storia recente del nostro Paese, senza entrare nel merito dell’efficacia delle misure e delle terapie adottate nel periodo emergenziale, ma con l’obiettivo di favorire una rinnovata coesione sociale. In secondo luogo, va considerato che la materia è stata oggetto di numerosi contenziosi, con diverse pronunce dei giudici di pace, che hanno portato all’annullamento delle sanzioni, previste dall’articolo 4 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44”. Sono le motivazioni che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha addotto in risposta ad un’interrogazione presentata durante il Question time alla Camera dal PD.

La risposta integrale del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

“In merito all’interrogazione presentata, si ritiene utile rappresentare che l’annullamento delle sanzioni amministrative relative all’inosservanza dell’obbligo vaccinale richiede una valutazione articolata che tenga conto di molteplici aspetti.

È doveroso sottolineare che ogni deroga a regole precedentemente stabilite necessita di particolare cautela, soprattutto in considerazione dei messaggi e delle interpretazioni che ne potrebbero derivare. Non rientra nelle competenze del Ministero della Salute esprimere valutazioni in merito a sanzioni amministrative; la decisione assunta dal Governo risponde, tuttavia, a due ordini di considerazioni. In primo luogo, emerge la volontà politica di chiudere definitivamente una pagina complessa e dolorosa della storia recente del nostro Paese, senza entrare nel merito dell’efficacia delle misure e delle terapie adottate nel periodo emergenziale, ma con l’obiettivo di favorire una rinnovata coesione sociale.

Tale orientamento trova riscontro nella proroga della sospensione delle attività e dei procedimenti di irrogazione delle sanzioni fino al 31 dicembre 2024, disposta con il decreto-legge n. 215 del 2023, convertito con modificazioni nel 2024.

In secondo luogo, va considerato che la materia è stata oggetto di numerosi contenziosi, con diverse pronunce dei giudici di pace, che hanno portato all’annullamento delle sanzioni, previste dall’articolo 4 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44.

Quanto alla proposta di destinazione delle risorse al personale sanitario, pur condividendo l’importanza di garantire adeguate condizioni retributive agli operatori del settore, si fa presente che tale materia trova più appropriata collocazione nell’ambito delle politiche generali sul personale sanitario che il Governo sta affrontando attraverso specifici provvedimenti”.

La replica di Marco Furfaro (PD-IDP)

Sa, Ministro, quando abbiamo letto la notizia, non credevamo ai nostri occhi. Ci sembrava troppo perfino per voi. Sì, per voi, quelli che negli anni della pandemia hanno detto e fatto di tutto. “Non faccio vaccinare mia figlia di cinque anni per consentire agli immigrati di sbarcare in Italia”, urlava in televisione Giorgia Meloni; “Il Governo tiene in ostaggio i cittadini”, ripeteva Matteo Salvini; “Su 25 decessi in Liguria, 22 erano molto anziani: persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”, scriveva Giovanni Toti. E dopo 90.000 morti, ripeto, 90.000 morti, Ministro, la giornalista Lilli Gruber si limitò a chiedere al Vice Premier: “Lei si vaccinerà?”. Non ebbe risposta, nemmeno un semplice sì. Nonostante questo, però, ci sembrava troppo perfino per voi; invece, è tutto vero.

Dopo anni di frasi assurde, gesti irresponsabili, convegni con no-vax in Senato e negazionismo, ecco la ciliegina: via le multe a chi non si è vaccinato. Un’alluvione ti porta via la casa o l’azienda su cui ha investito tutta la vita? Il Governo non ti dà un euro. Sei un medico o un infermiere? Non ci interessi. Non paghi le tasse e le multe, violi la legge e metti in pericolo la salute del prossimo? Il Governo ti premia con un bel condono. Complimenti per l’esempio che state dando al Paese. La sanità va in pezzi e voi stanziate 150 milioni di euro per lisciare il pelo ai no-vax.

Con quei soldi potevamo rifinanziare il Fondo per i disturbi alimentari, aumentare i soldi per medici e infermieri, fare assunzioni, abbattere le liste d’attesa, istituire lo psicologo di base. Invece, ecco le parole di Galeazzo Bignami, il nuovo capogruppo di Fratelli d’Italia, che dice: l’obbligo vaccinale fu una sconfitta per lo Stato. Poi, però, ci sono i numeri, Ministro, la realtà. I dati dell’Istituto superiore di sanità che ci dicono che solo nel 2021 la campagna vaccinale evitò la morte di 150.000 italiani. Prendiamo atto che per Fratelli d’Italia salvare 150.000 italiani è stata una sconfitta.

Ministro, vi rendete conto del messaggio devastante che state dando alla credibilità dello Stato? Vi rendete conto delle conseguenze? State dicendo al personale sanitario che il loro sforzo straordinario è stato uno scherzo, alle Forze dell’ordine che il loro lavoro non è servito a niente, ai cittadini che hanno rispettato le regole, ogni regola, che sono stati dei fessi, a chi ha perso i propri cari a causa del COVID che è meglio scordarsi del passato. Fermatevi, fermatevi, siete ancora in tempo. Per le scuse, invece, purtroppo è già tardi

18 Dicembre 2024

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