Invalidità civile. Smi: “Subito incontro con l’Inps su nuova procedura per il rilascio e la trasmissione dei certificati”

Invalidità civile. Smi: “Subito incontro con l’Inps su nuova procedura per il rilascio e la trasmissione dei certificati”

Invalidità civile. Smi: “Subito incontro con l’Inps su nuova procedura per il rilascio e la trasmissione dei certificati”
“La nuova procedura Inps, partita in via sperimentale in 9 provincie a regime dal 1° gennaio 2026, che richiede obbligatoriamente il possesso della firma digitale, ci lascia fortemente perplessi sulle modalità perché  prive di ogni confronto  con le parti sindacali. Si aumenta il peso burocratico, caricando i medici, che sono in carenza di nuove mansioni”.

“Abbiamo inviato una lettera aperta alla Dott.sa Valeria Vittimberga, al Direttore dell’Inps per chiedere un incontro in merito alle modalità scelte dall’Inps per l’accertamento dell’invalidità civile in attuazione del D.lgs. n. 62 del 2024”.

Così Gian Massimo Gioria, Responsabile Nazionale Area Convenzionata SMI e Cristina Patrizi, Direzione Nazionale SMI.

Il D.lgs, ricorda il sindacato, semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e dal 1° gennaio 2025, nelle province di Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari partirà in via sperimentale il procedimento per l’accertamento della condizione di disabilità. Si prevede, così, l’invio telematico all’Inps del nuovo “certificato medico introduttivo”. Per tutto il resto d’Italia, invece, la procedura sarà operativa a regime dal 1° gennaio 2026. La norma definisce il completo ed integrale trasferimento delle competenze di accertamento sanitario alle Commissioni Medico Legali INPS.

“La riforma – spiegano Gioria e Patrizi – prevede che potranno rilasciare i certificati introduttivi d’invalidità i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali del servizio sanitario nazionale, i medici in quiescenza iscritti all’albo, i liberi professionisti, i medici in servizio presso strutture private accreditate e altre figure mediche.

La nuova procedura per il rilascio del certificato richiede obbligatoriamente il possesso della firma digitale e senza di essa non sarà possibile rilasciare tale certificato a partire dal 1° gennaio 2026 per tutti; anche nelle 9 province sperimentatrici, pur essendo “abilitati” già a far data dal 1° gennaio 2025, senza firma digitale non si può comunque procedere né concludere l’invio del certificato.

Questa procedura – aggiungono – ci lascia fortemente perplessi proprio per quanto concerne le modalità decise dall’Inps perché prive di ogni confronto con le parti sindacali, viste le complessità operative che impattano sulla certificazione medesima (firma digitale, idoneità alla funzione certificatoria, questione dossier formativo e aderenza allo stesso).

L’Inps in questo modo interviene su una materia non contrattualizzata, decidendo che per le procedure ci voglia la firma digitale per compilare e inviare il certificato, quando si potrebbero usare le credenziali SPID, che sono comunque univoche per ogni medico e per ogni cittadino italiano. La decisione dell’Inps di usare la firma digitale aumenta il peso burocratico, caricando i medici, che sono in carenza in tutta Italia e già sottoposti ad un enorme carico burocratico, di nuove mansioni. Chiediamo, per queste ragioni, un incontro urgente, evitando possibili forme di protesta da parte dei medici verso le modalità utilizzate dall’Inps Riteniamo che occorre convocare urgentemente un tavolo di confronto che individui misure per la semplificazione delle procedure”.

16 Gennaio 2025

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