Gentile direttore,
qualche coincidenza di troppo: nei giorni dell’annuncio del tentato sbarco della Università degli Studi Link (privata) nelle Marche con i suoi due Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia l’Organo ministeriale che deve decidere sullo sbarco cambia le regole del gioco e rende non vincolante il parere dei Rettori delle Università pubbliche. Ma come fa a non venirti in mente Andreotti e il suo “a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”?
Avendo già scritto più volte qui su Qs su questa vicenda (l’ultimo intervento che riassume anche i precedenti è stato sulle relazioni pericolose tra Università pubbliche e private), mi limito a riassumerla brevemente. A metà gennaio di quest’anno viene fuori la notizia che Università degli Studi Link di Roma, privata, fa richiesta di aprire due Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia nelle Marche a Fano e Ascoli Piceno con il parere favorevole della Regione. Facciamo almeno 200 studenti l’anno a circa 20.000 euro di tassa di iscrizione l’anno. La reazione dei Rettori delle quattro Università pubbliche marchigiane (Politecnica delle Marche e Università di Urbino, Macerata e Camerino) sembra immediatamente sfavorevole. Viene poi fuori che in precedenza c’era stato un iniziale accordo tra l’Università privata e la Università Politecnica delle Marche e la Università di Urbino che avrebbero messo a disposizione il corpo docenti, accordo poi saltato per problemi di fideiussione bancaria (insomma Rettori favorevoli e Revisori dei Conti sfavorevoli).
Ed è per questo che a un certo punto la Link si muove da sola senza la partnership di qualche Università pubblica delle Marche.
Il parere definitivo su questa proposta dell’Università privata lo deve dare adesso l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) che è un ente pubblico della Repubblica Italiana, vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Se il parere venisse dato con le regole dell’ANVUR per la istituzione di nuovi Corsi di Studio di Area sanitaria valide fino al 16 gennaio 2025 il parere dovrebbe essere necessariamente negativo perché il protocollo di valutazione in uso per i Corsi nuova attivazione (Anno Accademico 2024/2025) a seguito della Delibera ANVUR 39 del 21 febbraio 2024 prevedeva il parere favorevole del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università, che nel caso delle Marche include oltre ai quattro Rettori anche un rappresentante della Regione e tre rappresentanti degli studenti. Questo parere figurava come primo punto in testa al protocollo con la dicitura “L’Accreditamento è concesso solo se questo Punto di Attenzione ha ricevuto una valutazione positiva”. Al secondo punto c’era il parere pure vincolante della Regione.
Dal 17 gennaio 2025 le regole cambiano e in base alla Delibera ANVUR 12 il parere del Comitato di Coordinamento rimane sempre al primo punto del nuovo protocollo ANVUR, ma cambia la dicitura: “L’Accreditamento può essere concesso solo se è presente il parere del Comitato Regionale di Coordinamento In caso di parere negativo la relativa valutazione è considerata nell’Obiettivo II – Punto di attenzione II.1.” Uno va a questo punto II.1 e trova (così ho capito io) che sarà l’ANVUR a decidere in base a una analisi del contesto e delle motivazioni per la istituzione del Corso in base a queste verifiche che dovrebbero essere tipiche del livello regionale:
- È stata svolta un’analisi del contesto anche attraverso un coinvolgimento effettivo dei portatori di interesse e/o sono stati considerati studi di settore pertinenti a livello regionale, nazionale o internazionale?
- È stata svolta un’analisi delle prospettive lavorative del corso?
- È stata svolta un’analisi di eventuali corsi simili già attivi nell’Ateneo o in Atenei vicini?
- C’è motivo di ritenere che, in presenza di un eventuale parere negativo del CORECO, le motivazioni e le analisi presentate dall’ateneo siano sufficientemente solide e convincenti da prevalere su tale parere?
Il parere della Regione rimane invece vincolante. Ho cercato la Delibera ANVUR 12 del 17 gennaio nell’area del sito istituzionale dedicato alle Delibere 2025, ma non sono riuscito a scaricarla.
Rimane quindi aperta la seguente questione: perché il Ministero ha di fatto avocato a sé per tramite dell’ANVUR l’accreditamento regionale di nuovi Corsi di Laurea di area sanitaria? Ha senso e se sì quale? A me sembra solo, anche per i tempi, una potenziale apertura indiscriminata alla crescita della offerta privata di Corsi di Laurea di area sanitaria. Il che lo ritengo completamente sbagliato. Nel frattempo i Rettori delle Marche sembrerebbero orientati a dare un parere sfavorevole e gli studenti domani faranno ad Ancona con la CGIL una manifestazione davanti alla Regione per protestare contro l’apertura di Corsi di Laurea privati nelle Marche.
Claudio Maria Maffei