Indennità di PS. Il Lazio sospende l’erogazione, Ordini e sindacati insorgono

Indennità di PS. Il Lazio sospende l’erogazione, Ordini e sindacati insorgono

Indennità di PS. Il Lazio sospende l’erogazione, Ordini e sindacati insorgono
La decisione, si legge nella circolare regionale, è stata presa “a seguito di un confronto con le altre regioni” e in considerazione della mancata sottoscrizione del CCNL 2022-2024. Fp Cgil e Uil Fpl Roma-Lazio: “Inaccettabile, tale indennità spetta di diritto a prescindere dal rinnovo del CCNL. Su contratto una pressione politica indebita”. Opi Roma: “Non entriamo nel merito delle trattative sindacali, ma si ha la sensazione di essere vittime di un gioco”.

“A seguito di un confronto con le altre regioni”, la Regione Lazio ritiene “opportuno attendere la sottoscrizione del CCNL 2022 – 2024 per procedere all’erogazione” delle indennità di Pronto Soccorso per le annualità 2023 e 2024 e invita, dunque, i vertici delle aziende sanitarie a sospendere “in via cautelativa” l’erogazione stessa, prevista dall’accordo firmato fra le Organizzazioni sindacali e la Regione lo scorso 16 dicembre 2024. L’annuncio in una circolare della Regione indirizzata ai Direttori generale e commissari delle aziende e degli enti del Ssr. Una decisione contro cui sono insorti i sindacati, ma contro la quale si è schierato anche l’Ordine degli infermieri di Roma.

Per i segretari di Fp Cgil e Uil Fpl Roma e Lazio, Giancarlo Cenciarelli e Sandro Bernardini, quello della Regione è “un atto in netto contrasto con le dichiarazioni pubbliche del Presidente Rocca, in cui ha sottolineato la necessità di aumentare i salari del personale del servizio sanitario pubblico, adeguandoli al costo della vita e valorizzandone le professionalità, e, soprattutto, in contrasto con l’accordo sottoscritto l 16 dicembre scorso tra la Regione Lazio e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, alcune delle quali, oggi, sembra che abbiano firmato a loro insaputa per puro interesse di bottega”.

“È inaccettabile – sottolineano i sindacalisti – che, da un lato, si riconosca l’importanza di migliorare le condizioni lavorative dei nostri operatori sanitari, e dall’altro, si blocchi un giusto riconoscimento economico per forzare le lavoratrici ed I lavoratori ad accettare che venga sottoscritto un rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vergognoso, in cui gli stipendi perderanno oltre il 10% del loro potere d’acquisto. Tale indennità, infatti, spetta di diritto a prescindere dal rinnovo del CCNL, le somme sono erogate e già rese disponibili nelle singole aziende, non erogarla scrivendo che “è opportuno attendere la sottoscrizione del CCNL 2022-2024” rappresenterebbe una pressione politica indebita, esercitata con la complicità di quelle organizzazioni sindacali che, pur rappresentando nel loro complesso, la minoranza delle lavoratrici e lavoratori il 13 gennaio volevano chiudere la contrattazione rinunciando a chiedere riconoscimenti economici dignitosi”.

“Come Fp Cgil e Uil Fpl – concludono Cenciarelli e Bernardini – non permetteremo questo ulteriore danno per le lavoratrici e i lavoratori e, in assenza di una risposta positiva e veloce da parte della Regione Lazio, ci mobiliteremo attivando lo stato di agitazione ed andando a protestare sotto le finestre della Giunta Regionale e, contemporaneamente, attiveremo i percorsi legali atti a far valere accordi vigenti regolarmente sottoscritti”.

Anche Maurizio Zega, presidente di OPI Roma e coordinatore degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Lazio, esprime “un certo sgomento” in merito alla decisione della Regione Lazio. “Insomma: le risorse per riconoscere qualcosa alla professione infermieristica o non ci sono oppure, quando ci sono, finiscono bloccate a causa della mancata firma di un contratto”, osserva.

“L’Ordine –prosegue Zega – non entra nel merito delle trattative sindacali: ma vigilare sulle condizioni di esercizio della professione, questo ci compete, eccome. E allora, se dopo gli annunci pubblici in materia accadono cose come questa, è inevitabile constatarlo: quale può essere la serenità dei colleghi infermieri che operano in quei servizi, tra l’altro proprio il pronto soccorso, di cui si sottolinea spesso la situazione più che delicata?”.

“Diciamo pure – conclude il presidente di OPI Roma – che si ha la sensazione di essere vittime di un gioco: in cui tutti si sbracciano in ampi riconoscimenti di merito salvo poi, con argomentazioni le più svariate, impedire che si passi dalle parole ai fatti. Ma cos’altro si pretende dalla professione infermieristica?”

10 Febbraio 2025

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