Dipendenza dei Mmg, ma i cittadini cosa ne pensano?

Dipendenza dei Mmg, ma i cittadini cosa ne pensano?

Dipendenza dei Mmg, ma i cittadini cosa ne pensano?

Gentile Direttore,
la scorsa settimana si è abbattuta l’ennesima ondata di critiche pubbliche sul Mmg, come quelle del Governatore laziale, in quanto libero-professionista privilegiato, lautamente retribuito e inefficiente. Questo leit motiv perdura da anni resistendo a dati empirici contrari, come le proteste dei cittadini rimasti senza medico in giro per la penisola, oppure la scarsa attrattività della professione, per cui a dispetto di un trattamento economico e normativo così vantaggioso i posti al Corso regionale non vengono assegnati per un 1/3 e le zone carenti sul territorio restano tali per anni, tanto da sollevare appunto le proteste dei residenti. Come si spiega questo curioso paradosso, per cui la gente protesta perché non usufruisce più di un servizio ritenuto dagli osservatori “fallimentare” e i laureati snobbano una professione redditizia ed esclusiva? Ma tant’è, i luoghi comuni sono coriacei e resistenti alle perturbazioni dei dati di fatto.

La realtà, come insegnano da secoli sociologi e filosofi, è una costruzione sociale e culturale mediata dalla comunicazione, che lungi dal fornire un resoconto passivo ed oggettivo su quanto accade la fuori, contribuisce ad una percezione di “normalità” quanto più è condivisa dai media, tanto da divenire uno scontato pre-giudizio. Inutile stupirsi e stracciarsi le vesti, questo è il gioco della comunicazione che crea la realtà, anche se talvolta attraverso l’indagine scientifica può emergere una configurazione inattesa disallineata dalla vulgata prevalente. Perché la percezione e la rappresentazione dei fatti è frutto anche di interazioni simboliche, pratiche sociali situate e relazioni vis a vis, dalle quali possono emergere le opinioni “tacite” degli attori. Ad esempio, che ne pensano della MG gli abituali frequentatori dei 38mila ambulatori territoriali?

La scorsa settimane, contestualmente all’ennesima puntata di squalifica a mezzo stampa, è stata diffusa una ricerca proprio sulla soddisfazione degli utenti della sanità territoriale, condotta da Altroconsumo che ha sondato 6.622 italiani fra i 25 e gli 84 anni d’età. I partecipanti sono stati intervisti sul grado di soddisfazione verso medici di MG, servizi ASL e di Pronto Soccorso. Il 48% dei cittadini giudica negativamente i servizi dell’Asl, il 39% quelli dei Pronto Soccorso mentre sono insoddisfatti dei medici di MG 15% degli intervistati (considerando 60 come il livello di sufficienza). I dati sono stati confrontati con quelli delle stesse indagini condotte nel 2019 e nel 2014. Rispetto al 2019 la soddisfazione per i generalisti passa dal 78 al 75%, il PS dal 57 al 59% e i servizi ASL scendendo dal 60 al 55%. Circa la soddisfazione per le AS le regioni in cui i pazienti sono più scontenti sono Sardegna (41 punti su 100), Abruzzo (44) e Basilicata (45) a fronte di giudizi positivi per Emilia Romagna (61), Trentino Alto Adige e Friuli (60), Veneto (58) e Toscana (57).

Secondo gli autori il fattore umano “conta di più per i pazienti e traina il giudizio buono, a conferma del rapporto di fiducia necessario con il proprio medico. Il tempo dedicato al paziente, l’interesse mostrato ai suoi problemi, la possibilità e la facilità nell’esporli sono tra gli aspetti più rilevanti su questo fronte. Altro elemento che incide molto sulla soddisfazione è la competenza percepita del proprio dottore: il 60% se ne dice contenta”. Insomma, alla razionalità tecno-specialistica si affianca la dimensione comunicativa e interpersonale che è all’origine del gradimento sociale.

Nel valutare i dati bisogna tener conto che in genere da queste indagini difficilmente emergono opinioni molto negative. Tuttavia per quanto riguarda la MG non è stato un esito sorprendente: giusto a metà gennaio un’indagine dell’istituto Piepoli aveva rilevato come l’81% dei rispondenti manifestava fiducia nel proprio medico di famiglia, dato che sale all’99% tra gli over 55, seguiti dalla fascia 35-54 (79%) e dai 18-34enni (73%). Non si tratta insomma di dati inattesi: tutte le ricerche demoscopiche condotte dall’inizio del secolo hanno invariabilmente posto il MMG ai vertici del gradimento degli intervistati.

Difficile pensare che gli opinion leader non ne siano a conoscenza, mentre sicuramente gli scienziati sociali hanno il polso della situazione nel loro ambito al pari dei politici avveduti. Come la Presidente del Consiglio, che dopo il vertice della scorsa settimana sul passaggio alla dipendenza ha rinviato la questione temendo i contraccolpi sul consenso del venir meno della relazione fiduciaria. Ecco quindi un altro dato sorprendente e paradossale: come è stato possibile che tra una minoranza di opinionisti mediatici, professionali e decisori pubblici si sia radicata un’immagine così negativa della MG da motivare una sorta di crociata per la dipendenza, a prescindere dagli umori e dal gradimento dei diretti interessati?
L’interrogativo non è banale e meriterebbe una ricerca sociologica ad hoc per comprendere l’insolito fenomeno.

Dott. Giuseppe Belleri
Ex MMG – Brescia

Giuseppe Belleri

18 Febbraio 2025

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