La pagella ministeriale dei Lea: merita pure lei la insufficienza

La pagella ministeriale dei Lea: merita pure lei la insufficienza

La pagella ministeriale dei Lea: merita pure lei la insufficienza

Gentile direttore,
ieri Qs ci ha puntualmente informato dei risultati dei punteggi presi dalle Regioni e Province con il sistemi di indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) titolando efficacemente “Sono 8 le Regioni che non garantiscono a pieno le cure”. Il termine “pagella” ricorre nella maggioranza dei titoli e merita un commento perché si trascina dietro i due termini di “sufficienza” e “insufficienza” e quindi in pratica gli altri due termini di promozione e bocciatura”.

Dalla lettura dei titoli e dei commenti (la pagella viene commentata da tutta la stampa generalista sia nazionale che locale) viene fuori la solita immagine di un Paese diviso in due (talmente solita da essere inutile) e di un Paese in cui l’assistenza ospedaliera in qualche modo va, tanto da essere promossa in tutte le Regioni tranne una, mentre prevenzione e assistenza distrettuale non vanno tanto da corrispondere rispettivamente a 6 e 5 insufficienze. Ovviamente, la stragrande maggioranza dei lettori di queste pagelle non è assolutamente in grado di interpretare queste pagelle e quindi l’affidabilità dei 22 indicatori su cui vengono calcolati i punteggi. Il sistema di calcolo dei voti, che attribuisce un peso relativo a ciascun indicatore, è tanto sofisticato nel metodo quanto irragionevole nel dato preso in considerazione dagli indicatori stessi. A questo punto potrei fare un copia incolla di quello che ho scritto qui su Qs esattamente un anno fa sulla pagella del 2022 cambiando solo i dati e i link e nessuno se ne accorgerebbe, sia perché non era un intervento degno di essere ricordato e sia perché in un anno non è cambiato sostanzialmente niente. Ecco uno stralcio di quell’intervento: “Senza tanti giri di parole così com’è il monitoraggio ministeriale dei LEA è fatto male e viene usato da politici peggio. E questo non perché mi dispiace “da oppositore” il bel voto alla mia Regione (magari fosse così brava), ma perché nasconde i problemi di una sanità nazionale persino più in crisi di quanto il titolo di ieri qui su Qs suggeriva (più della metà delle Regioni non garantisce le cure essenziali). E perché legittima politiche regionali sbagliate che chi controlla al centro dovrebbe conoscere e correggere.” L’unica cosa da cambiare rispetto a quanto scrivevo l’anno scorso è che anzichè prendere un bel voto, la mia Regione lo ha preso quest’anno mediocre, almeno nel rapporto con le altre Regioni, ma comunque alzando il voto complessivo portato da 244,68 a 248.

Pagelle così legittimano di per sé le politiche sanitarie regionali totalmente sbagliate che invece migliorano i propri voti. Diventa così possibile per Regioni come le Marche “vendere” la propria assistenza ospedaliera frammentata, disintegrata e illegittima (perché totalmente irrispettosa del DM 70) come la quinta migliore d’Italia e quindi meritevole di essere ulteriormente da folli programmi di edilizia sanitaria che ne ingesseranno per decenni la inefficiente e insicura struttura.

Prendere bei voti con l’assistenza ospedaliera sembra essere facile, come è invece difficile prendere brutti voti con l’assistenza distrettuale. Per rimanere alle Marche, puoi prendere 74, e quindi molto più della sufficienza, pur avendo ad esempio azzerato i servizi di neuropsichiatria infantile. Ecco uno stralcio da un recente intervento al riguardo: “Attualmente, nelle Marche sono 1.911 i minori disabili in attesa di una prima valutazione ed i tempi di attesa, come vedremo di seguito, sono mediamente molto lunghi. Senza la valutazione sanitaria i servizi assistenziali non possono essere definiti e partire. L’Agenzia regionale sanitaria (ARS) delle Marche ha fornito recentemente due dati: il tempo minimo di attesa e il tempo massimo di attesa senza ulteriore specificazione. Si presume che il tempo minimo sia riferito ai casi più urgenti ed il tempo massimo per accedere alla prima visita per i casi meno urgenti. Rimane il dubbio su come venga definita l’urgenza dato che si tratta di prima visita dei disabili per cui il caso non è conosciuto nel dettaglio dall’UMEE. La situazione marchigiana dei tempi di attesa per la prima visita dei minori disabili è molto variegata con aspetti di evidente drammaticità. La media regionale dei tempi minimi di attesa è di un mese e mezzo mentre la media dei tempi massimi è di oltre un anno e mezzo di attesa (19 mesi) per la prima visita ma ci sono realtà dove l’attesa può arrivare a 5 anni ed intanto un bambino può concludere tutto il ciclo delle elementari senza ricevere l’assistenza a cui magari avrebbe avuto diritto.”

E questa sarebbe una assistenza distrettuale da 7 in pagella? Risparmio a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui i dati su consultori, demenze, salute mentale, assistenza residenziale agli anziani e assistenza domiciliare della Regione Marche che porterebbero a rafforzare il tono di questa domanda.

E’ frustrante vedere anno dopo anno uscire gli stessi quadri ministeriali con voti senza logica e fuorvianti. Non è l’affidabilità del singolo dato a doversi discutere, ma la sensatezza complessiva di un sistema di valutazione che non orienta le scelte regionali e non è integrato con tutti i sistemi di monitoraggio che pure l’Agenas cura (come quello delle reti cliniche) o che pure curano il Ministero stesso (Salute Mentale) o Istituto Superiore di Sanità (consultori e demenze).

A quando la pagella dei professori?

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

27 Febbraio 2025

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