E pluribus unum  

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Gentile Direttore,
“Dice il grande clinico internista: se avrò un figlio svogliato, farò sì che egli scelga chirurgia generale; ma se avrò un figlio imbecille, lo iscriverò a Ginecologia”. Era una battuta di spirito per ricordarci la scala dei valori in medicina. Capii presto che non era così.

La patologia ostetrica è la medicina interna, con una complessità in più. Il malanno colpisce la madre ma si riflette sul feto. Le persone da curare sono due.
L’ipertensione, il diabete, le malattie del fegato, della tiroide, l’autoimmunità, le sindromi renali, le patologie neurologiche, tutto si amplifica ed accelera in gravidanza.

La diagnosi prenatale implica la conoscenza della diagnostica ultrasonografica. L’incursione in una vasta area della radiologia fa del ginecologo un medico con caratteristiche peculiari. Per questioni di vicinanza anatomica con i piani superficiali del nostro organismo, o con recessi che rendono vicinissimi gli organi esplorabili, il ginecologo necessariamente acquisisce padronanza della diagnostica ultrasonografica.

L’endocrinologia ha un ruolo tanto in ginecologia quanto in ostetricia.
Il ciclo degli ormoni sessuali fa da sfondo alla contraccezione ormonale, ma anche ai disordini del ciclo mestruale, con implicazioni nella neurologia e nella dermatologia.

La medicina legale ha avuto contributi dalla nostra specialità: la legge 194, la legge Gelli, le istanze sul danno alla persona dedicati alla sofferenza fetale ed alla distocia delle spalle.
La sala parto ha dato nuovo slancio alla partoanalgesia.

Di queste applicazioni esiste letteratura su riviste con nome sempre uguale: …J of Obstetrics and Gynecology.

Lo studio dell’anatomia pelvica ha prodotto balzi in avanti nella gestione dell’emorragia del post partum. La chirurgia ginecologia non a caso muove i primi passi dalla sala parto, dall’osservazione delle lacerazioni perineali. Proprio dalla consuetudine con la sala parto è nata l’attitudine del ginecologo a risolvere i problemi della donna non più in età riproduttiva sfruttando la via vaginale, come accesso chirurgico naturale.
Vi è uno scambio di conoscenze dalla chirurgia di elezione alla gestione delle urgenze ostetriche. Affrontare un’urgenza ostetrica laparotomica deriva dalle conoscenze ginecologiche nella chirurgia di elezione.

In altre parole, la sicurezza delle mamme in sala parto passa da un training necessariamente fatto di chirurgia ginecologica e viceversa.

In Italia la ginecologia e l’ostetricia hanno una lunga storia come discipline mediche, ma la loro unificazione in una specializzazione riconosciuta è avvenuta tra il XIX e il XX secolo.
Le condizioni politiche della seconda metà dell’800, con i nuovi grandi problemi correlati alla unificazione del Paese, hanno forzatamente rallentato lo sviluppo delle Università Italiane.
La specializzazione in Ginecologia e Ostetricia è stata ufficialmente strutturata come disciplina unica con la riforma degli studi medici nel Regio Decreto del 1923 e poi consolidata nel DPR 162 del 1982, che ha riorganizzato le scuole di specializzazione medica.

Invito a leggere l’introduzione del trattato di Ginecologia ed Ostetrica cosiddetto Dellepiane del 1963, per capire quanto già fosse chiara la necessità di unificare le due discipline.

Negli anni abbiamo purtroppo assistito ad una inesorabile perdita di pezzi della nostra specialità.
Oggi finalmente abbiamo demandato la terapia insulinica agli endocrinologi, con annessa la prescrizione dei presidi necessari.
Chiamiamo il proctologo per la terapia di lacerazioni di IV grado del perineo.
La senologia è oggi terreno di contesa tra radiologi, senologi, chirurghi generali.
L’osteoporosi, tipica conseguenza della menopausa, oggi è di competenza endocrinologica e la prescrizione di determinati farmaci ci è preclusa.

L’ecocardiografia fetale, branca della medicina prenatale cui hanno contribuito agli albori illustri ginecologi italiani (Paolo Volpe, Dario Paladini tra gli altri), oggi è quasi esclusivo appannaggio di pediatri o cardiologi.
Proprio nel momento in cui la disciplina ha perso grandi settori della sua sfera di azione, proprio nel momento in cui la ginecologia ed ostetricia si sono alleggerite regalando interi pezzi del sapere ad altri specialisti, assistiamo sempre più frequentemente ad una divisione de facto della ginecologia dalla ostetricia.
E’ sempre più difficile, per i nostri specializzandi, apprendere le tecniche del parto operativo, dal momento che alcune scuole di specializzazione non hanno a disposizione neanche la sala parto.

Corriamo il rischio di strutturare questo stato di cose, questa divisione culturale, questo sdoppiamento della nostra disciplina, con effetti deleteri sull’assistenza e sulla preparazione.
E ne faranno le spese le giovani mamme, i loro figli e le future nonne.

Senza nulla togliere alle altre stimatissime specialità, ma dobbiamo sfatare il mantra del vecchio clinico, dimostrando di non essere il figlio insipiente, ma il figlio maggiore e più saggio.

Dr. Giovanni Larciprete, PhD

Giovanni Larciprete

13 Marzo 2025

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