Pnrr. A che punto siamo? Ritardi strutturali, carenze di personale e governance frammentate mettono il piano a rischio. Ecco la relazione

Pnrr. A che punto siamo? Ritardi strutturali, carenze di personale e governance frammentate mettono il piano a rischio. Ecco la relazione

Pnrr. A che punto siamo? Ritardi strutturali, carenze di personale e governance frammentate mettono il piano a rischio. Ecco la relazione
Avviati l'80% dei cantieri previsti per le Case della Comunità. Tuttavia, permangono ritardi significativi nella messa in funzione delle strutture già ultimate, dovuti principalmente alla carenza di personale sanitario, soprattutto medici di medicina generale e infermieri di comunità. Per la digitalizzazione, il nodo principale resta la diseguaglianza regionale nell’attuazione, con alcune realtà ancora indietro nell’adozione degli standard previsti. Si registra un avanzamento significativo anche nella digitalizzazione delle strutture ospedaliere, in particolare nei DEA, per cui risulta impiegato l’80% dei finanziamenti previsti​. RELAZIONE SEZIONE I - II

Ritardi strutturali, carenze di personale, incapacità realizzative e governance frammentata rischiano di comprometterne il pieno successo della Missione 6 Salute del Pnrr. Molti traguardi sono stati spostati, altri ridimensionati. Senza un intervento di semplificazione, assistenza tecnica e rafforzamento della governance, la riforma sanitaria rischia di trasformarsi in un’occasione mancata.

Questo quanto emerge dalla sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Se ne è discusso ieri mattina a Palazzo Chigi nel corso della Cabina di regia PNRR, presieduta dal Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, alla presenza dei Ministri e dei Sottosegretari competenti, dei rappresentanti dell’Anci, dell’Upi e della Conferenza delle Regioni e Province autonome. La Cabina di regia ha adottato la sesta Relazione sullo stato di attuazione del Piano per il successivo invio al Parlamento.

“La sesta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza conferma il primato europeo dell’Italia nella sua realizzazione, per numero di obiettivi conseguiti, per risorse complessive ricevute e per numero di richieste di pagamento formalizzate e incassate”, ha scritto il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella premessa della Relazione.

Eppure, per quanto riguarda la Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dedicata alla Salute, i risultati non sembrano tracciare un quadro della situazione così roseo.

Assistenza territoriale e Case della Comunità: risultati e criticità
Uno dei punti cardine della Missione 6 è il potenziamento dell’assistenza territoriale, incentrato sulla realizzazione di 1.350 Case della Comunità, 400 Ospedali di Comunità e 600 Centrali Operative Territoriali (COT).

A fine 2024, risultano:
– Avviati oltre l’80% dei cantieri previsti,
– Conclusi circa 140 interventi strutturali (tra CdC, OdC e COT),
– Erogati finanziamenti per oltre 2 miliardi di euro.

Più in particolare, per quanto riguarda le Case delle Comunità: molte ancora in fase progettuale, cantieri in ritardo. Tra le criticità: autorizzazioni lente, immobili inadeguati, carenze di personale medico e infermieristico, disuguaglianze territoriali con alcune regioni meridionali più in ritardo.

Per gli Ospedali di Comunità, l’obiettivo è sceso da 400 a 304 strutture. E, tra i problemi segnalati risultano esseci ristrutturazioni complesse, modelli gestionali non uniformi e, anche in questo caso, una carenza di organico.

Infine, per le Centrali Operative Territoriali il target di 480 COT è stato raggiunto, ma risulta essere in ritardo l’implementazione digitale con AI (slittata a T1/2025).

Digitalizzazione e fascicolo sanitario elettronico (FSE): passi avanti ma serve uniformità
Importanti sviluppi si registrano anche sul fronte della sanità digitale. Il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 ha visto la collaborazione tra Ministero della Salute, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e Regioni, portando alla:
– Definizione dei nuovi standard nazionali,
– Attivazione del FSE in oltre l’85% delle Regioni,
– Progressiva interoperabilità con sistemi locali.
Il nodo principale resta la diseguaglianza regionale nell’attuazione, con alcune realtà ancora indietro nell’adozione degli standard previsti.

Assistenza domiciliare e telemedicina: sperimentazioni in corso
Un altro pilastro è l’estensione dell’assistenza domiciliare, che entro il 2026 dovrà coprire il 10% degli over 65. Le Regioni hanno avviato progetti pilota di telemedicina e assistenza integrata, con prime evidenze di efficacia in termini di riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso.

Le riforme strutturali: DM 77 e nuovi modelli organizzativi
La relazione sottolinea il ruolo centrale delle riforme normative, in particolare il DM 77/2022, che ridisegna l’architettura dell’assistenza territoriale. La sua attuazione è però a macchia di leopardo, e la relazione richiama l’urgenza di accelerare l’adozione dei nuovi modelli organizzativi e di completare i provvedimenti attuativi ancora mancanti.

Digitalizzazione e grandi apparecchiature: investimenti cruciali
Uno degli assi portanti della Missione 6 è la digitalizzazione del SSN. Nel dettaglio, il sub-investimento 1.1.2 prevede la sostituzione di oltre 3.100 grandi apparecchiature sanitarie obsolete, con un investimento di circa 1,2 miliardi di euro. Ad oggi, sono stati stipulati 99 contratti e avviati 65 cantieri, superando gli obiettivi prefissati​. L’obiettivo di sostituzione delle apparecchiature, fissato precedentemente a dicembre 2024, è stato posticipato a giugno 2026.

Parallelamente, si registra un avanzamento significativo anche nella digitalizzazione delle strutture ospedaliere, in particolare nei DEA (Dipartimenti di Emergenza e Accettazione) di I e II livello, per cui risulta impiegato l’80% dei finanziamenti previsti​.

Formazione e capitale umano
Un altro focus strategico è rappresentato dall’investimento per ridurre l’imbuto formativo in medicina, con 537,6 milioni di euro destinati al finanziamento di 4.200 contratti di formazione specialistica. Sono stati firmati 41 Atti d’Obbligo con gli Atenei, già verificati sul piano amministrativo-contabile​.

Infrastrutture digitali e FSE 2.0
Nel settore della sanità digitale, spiccano i progressi sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE), la cui adozione da parte di tutte le Regioni è prevista entro giugno 2026. Il Ministero della Salute ha inoltre completato il rilascio del “Gateway” nazionale per l’interoperabilità e ha definito l’Ecosistema Dati Sanitari (EDS), cuore tecnologico della nuova governance sanitaria digitale​.

Ricerca e prevenzione
Non meno importante è l’investimento per il rafforzamento della ricerca biomedica, con oltre 524 milioni di euro destinati a centri d’eccellenza e iniziative per le malattie rare e invalidanti, anche in sinergia con il Ministero dell’Università e della Ricerca​.

28 Marzo 2025

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